I dieci anni migliori delle donne

Sono quelli che vanno dai 40 ai 50 anni. Il perché, lo spiega il medico MariaGiovanna Luini dello Ieo di Milano, nel libro "Le età della donna".

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Daniela Mattalia

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Quante sono le età della donna? Se a una signora è sempre indiscreto chiedere quanti anni ha, la domanda è lecita se a porla è un medico. In questo caso, un medico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo), MariaGiovanna Luini, che sulle età femminili ci ha scritto addirittura un libro, Le età della donna (Skira, Fondazione Ieo, 190 pagine, 12 euro).  

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Una sorta di diario-manuale del corpo delle donne, da quando sono bambine a quando sono nonne. Per ogni età, ci racconta cambiamenti, punti di forza, fragilità, rischi e soluzioni. Un libro prezioso e di grande chiarezza. Noi l’abbiamo intervistata scegliendo un’età particolare, quella che va dai 40 ai 50 anni: una decade speciale, per una donna. Dieci anni in cui può succedere un po’ di tutto, un parto gemellare così come l’inizio della menopausa...  
Dopo i 40 anni molte pensano di fare un figlio, magari il primo. È facile come ormai sembra restare incinte a quell’età o, come ci dicono tutti, è sempre più difficile?

Indubbiamente la fertilità della donna va incontro a una diminuzione però dire che per tutte ci sia lo  stesso calo non vero, è molto individuale. Dopo i 35 anni le statistiche che dicono la possibilità di restare incinte è del 5 per cento, un dato a mio avviso poco realistico. La fertilità si abbassa, ma non così tanto. Certo è più difficile,  non impossibile però.

In quali casi è più difficile?

Per esempio se una donna è una fumatrice. È un fattore sottovalutato, ma la fertilità è la prima cosa che risente del fumo, cala in modo significativo. Questo perché ovaie e testicoli sono organi sensibili ai danni delle sigarette. 

Dopo i 40 la gravidanza è più problematica?

Non è assolutamente detto, né c’è un rischio maggiore di aborto.

Però ci saranno cautele particolari da prendere...

Un maggiore controllo senologico: una donna incinta oltre i 40 anni deve controllare di più il seno, perché può aumentare il rischio di tumore.

Ma non si era detto che fare figli abbassa il rischio di tumore al seno?

La gravidanza è protettiva se prima dei 30 anni, se invece avviene dopo i 40 anni diventa un fattore di rischio, così come nessuna gravidanza.

A proposito di tumore alla mammella, sembra che gli esperti non riescano a mettersi d’accordo: chi consiglia una mammografia all’anno dopo i 40 anni, chi invece afferma che farla tutti gli anni prima dei 50 non salva la vita. Lei?

La mia posizione è quella dello Ieo: a 40 anni va fatta la prima mammografia, poi, ogni anno, mammografia più ecografia. Il problema sarebbero i falsi positivi: su 5 lesioni scoperte dall amammografia,  una non è tumorale, questo dicono le cifre.  Ma le altre 4 sono tumorali con la possibilità di salvarsi la vita. In futuro l’ideale sarà fare controlli sempre più personalizzati, capire a chi devo farla fare ogni anno e a chi ogni due.

A parte i controlli, cosa possiamo fare noi donne per stare bene, o magari sempre meglio, man mano che passano gli anni?

Il primo lavoro lo fa la mente: accettare che stia passando il tempo, che non è un dramma. Siamo belle come siamo, andiamo bene così. Siamo tanto. La mente fa e il corpo risponde, di questo sono convinta. Dai 40 anni si migliora,  siamo più consapevoli, sappiamo cosa vogliano e abbiamo gli strumenti per raggiungerlo.

Pensare positivo, e poi? Qualcosa di concreto, di quotidano?

L’attività fisica è una buona prevenzione sia per il tumore al seno che per la futura osteoporosi, che fra l’altro non è detto che venga. Rischiano di più  le donne magre e leggere, in questo caso, perché  se pesi di più l’osso tiene maggiormente il calcio. Comunque l’esercizio fisico serve a tutte, fortifica l’osso. È come se gli desse il segnale che l’osso deve tenersi il suo calcio: “devi mantenerti forte perché io faccio fatica”. E poi l’0esercizio fisico aumenta la serotonina, il neurotrasmettitore del benessere mentale, del buon umore.

È il tempo dei sacrifici a tavola?

La dieta un po’ deve cambiare perché si modifica il metabolismo. Avvicinandoci ai 50 anni diventiamo un po’ più sensibili agli zuccheri, potrebbe aumentare glicemia, ci viene più fame di carboidrati. Ecco perché attività fisica è utile: evita di avere una dieta da tristezza cronica. Comunque, occorre aumentare la quantità di gli alimenti vegetali, carne bianca meglio della rossa, pochi carboidrati e meglio se integrali.

Parliamo di sesso: dai 40 ai 50 anni che ne è del desiderio?

È l’età migliore, senza dubbio: le donne sono nel pieno della soddisfazione e del desiderio, raggiungono una maturità sessuale che non avevano prima, e hanno un modo più consapevole di vivere l’erotismo. È l’apice della maturità sessuale, mettiamo insieme la parte ormonale e quella psicologica, che nella donna conta tantissimo. Il suo desiderio si modula in maniera diversa rispetto al maschio. Noi ci mettiamo dentro una bella dose di psiche che aiuta anche dopo la menopausa.  Con gli anni, la donna è più libera meno bacchettona. Un inno alla gioia, insomma.

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