Scienza

Il vostro cane addestratelo così

L’esperto ed etologo Lorenzo Tidu spiega come educare il proprio cucciolo e sfata alcuni luoghi comuni

cane addestrare

Luca Sciortino

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Una volta Socrate disse che più gente conosceva più apprezzava il suo cane. Dopo di lui, non c'è stato saggio che non abbia riconosciuto a modo suo le virtù del nostro Fido. Il legame con l'uomo viene celebrato anche in questi giorni con il  film “Alpha – un'amicizia forte come la vita” diretto da Albert Hughes. La trama non può che ricordare il primo capitolo del libro “E l'uomo incontrò il cane”, scritto dal padre dell'etologia Konrad Lorenz, in cui si narra di quando i primi individui della specie Homo Sapiens strinsero amicizia con un branco di sciacalli. Quello fu per Lorenz l'inizio della simbiosi uomo-cane, che si è poi evoluta nei secoli.

Anche la genetica sta dando il suo contributo, basti pensare a un recentissimo articolo in cui un gruppo di ricercatori americani identifica 131 punti del Dna canino che hanno un ruolo nel determinare la personalità delle varie razze. E noi? Abbiamo davvero capito il nostro amico a quattro zampe? Siamo al passo con le conoscenze più recenti su questo animale?

Questa conversazione con il tenente colonnello Lorenzo Tidu, veterinario ed etologo che forma gli istruttori cinofili dell'esercito italiano presso il Centro Militare Veterinario di Grosseto, suggerisce che molti nostri comportamenti sono decisamente da essere rivisti. Alla luce dei suoi studi di etologia e la sua esperienza nell'addestramento di cani con diversi compiti, dal ritrovamento delle mine all'attacco al nemico, fino al riconoscimento di tumori alla prostata nello stato iniziale, emerge quanto la simbiosi uomo-cane richieda intelligenza e buon senso.

Dottor Tidu, qual è la cosa più importante che dovremmo sapere sui cani?

Bisognerebbe capire quali sono le modalità con le quali apprendono e comunicano... solo così eviteremo errori che potrebbero pregiudicare il nostro rapporto con loro

Insomma dovremmo essere anche noi un po' addestratori...

Perché no... dopotutto non c'è niente che gli addestratori fanno e che non possiamo fare anche noi con il nostro cane. Basta conoscere alcuni principi base.

Ce li dica...

Il cane acquisisce un comportamento grazie a nessi mentali associativi. Si chiama apprendimento di tipo strumentale o operante. Mi spiego meglio: supponiamo che ogni volta che il cane compie una certa azione segua un evento a lui non gradito. Se questa associazione si ripeterà molte volte, il cane farà in modo di non compiere quella data azione, così da evitare una reazione per lui sfavorevole. Viceversa, in certe circostanze compierà gli atti che ha imparato essere associati a situazioni favorevoli. Il cosiddetto premio.

Ci fa un esempio?

Supponiamo di volere insegnare al cane a non abbaiare dentro un appartamento. In quel caso bisogna associare a quell'azione un evento a lui sgradito. Lui abbaia? E noi giriamo le spalle e lo lasciamo solo.

E' così spiacevole?

Assolutamente sì, il cane desidera attenzioni.

Viceversa, se vogliamo che un cane ci dia la zampa per salutarci dobbiamo premiarlo...

Esattamente. Però ci sono due cose importanti che vorrei aggiungere. Primo, dobbiamo educare il cane sin da piccolo, a partire dal ventunesimo giorno, quando il cucciolo comincia a interagire con il mondo con tutti e cinque i sensi. Secondo, all'inizio, ma solo all'inizio, il premio va dato sempre, ovvero ogni volta che l'azione voluta viene effettuata; poi, da un certo punto in poi, va dato qualche volta sì e qualche volta no. Si chiama effetto slot machine. Tenga presente che, anche noi, come tutto il resto del regno animale, tendiamo a compiere un'azione tutte le volte che ci aspettiamo un probabile effetto positivo.

A proposito, quali sono i premi più graditi?

Ci sono cinque tipi di rinforzatori, questo il termine tecnico. Primo, quello di consumo: cioè tutto ciò che può essere mangiato o bevuto e che non deve entrare nel computo dell'alimentazione giornaliera. Secondo, il rinforzatore di possesso: per esempio gli consento di salire sulla poltrona che ama. Terzo, il rinforzatore manipolativo: gli congedo di mordicchiare e rompere il giocattolo che ama. Quarto, il rinforzatore dinamico: ha il permesso di salire in macchina o affacciarsi al balcone. Ma qui bisogna fare attenzione a non rimproverarlo se poi salendo in macchina graffia il sedile. Altrimenti lo confonderemmo. Infine, quinto, il rinforzo sociale: gli dico bravo e gli offro le mie attenzioni.

Ma ci sarà una cosa che piace di più al cane...

Sì e non è così ovvio... Provi a indovinare.

Mmm... il premio in cibo sembra la risposta più ovvia e dunque quella sbagliata...

Appunto... e infatti la cosa più gradita per un cane è poter giocare con la figura di riferimento e avere da questa attenzioni. Tutti gli animali amano il gioco anche da adulti, e non solo da cuccioli. Una pallina di gomma legata a un filo è per un cane un premio ambitissimo, se offerto dal suo padrone.

Ma ci sono cani che non sembrano per niente propensi a giocare...  

Perché non sono stati abituati a farlo. Un errore enorme perché in questo modo si è privato un cane di ciò che ama fare di più. E infatti questi cani son spesso tristi.

E immagino che questo fatto abbia anche altre conseguenze...

Certo, uno dei ruoli del gioco in natura è quello di favorire la socializzazione e quindi il contatto con il diverso. Il cane deve abituarsi a vedere altri cani di razze diverse, bambini, anziani, e uomini e donne dal colore e dall'odore della pelle differenti.

Che poi abituarsi alla diversità dà dei benefici anche negli umani...

Appunto (sorride). Tutte le cose che ho detto finora valgono, mutatis mutandis, anche nell'uomo. Il cane che non ha mai visto un bambino o un uomo con la pelle nera può reagire mordendo. Ma non è colpa sua: semplicemente vedere qualcosa alla quale non è abituato gli procura stress o paura così da reagire in modi inaspettati.

Questo spiega anche perché i cani alla catena o che hanno vissuto in piccoli spazi sono aggressivi?

Il fatto che non abbiano potuto socializzare è una ragione. Consideri poi che mangiare e fare i bisogni nello stesso posto è per il cane contro natura: non può esprimere i moduli di comportamento della sua specie. Una tortura. La reazione è comprensibile quindi.

Ecco, a questo proposito le chiedo: come bisognerebbe educare un cane a non fare i bisogni in un appartamento?

Molto semplice: il cucciolo fa i bisogni la mattina appena svegliato, dopo che mangia e dopo il gioco. Quindi bisogna portarlo fuori in questi periodi. Assurdo punirlo perché fa la pipì sul pavimento. Non assocerebbe questa azione, magari compiuta ore prima, alla punizione.

Punizioni mai?

Mai violenza, che può produrre grande dolore, nonché traumi. Semmai sottrarre qualcosa che desiderano molto o sospendere l'interazione sociale. Tutto qui.

Fino a che età un cane si affeziona al padrone?

Non c'è limite. Può affezionarsi a qualunque età e anche a padroni diversi.

Quindi se una persona desidera un cane potrebbe andare a prenderlo in un canile, salvandolo da una vita difficile?

Certamente, è la cosa migliore da fare. Tenga presente che la Asl è tenuta a dare informazioni su ogni cane tenuto in un canile.

La relazione cane-padrone deriva dalla relazione ancestrale tra il lupo e il capobranco?

No, il cane appartiene a un'altra specie. I lupi hanno una gerarchia molto strutturata, invece la specie canina ha subito un lungo processo di domesticazione. Il padrone è semplicemente quella persona con la quale si instaura un legame affettivo che gli produce benefici.

Come accadde migliaia di anni fa al primo lupo?

Esatto

Però Konrad Lorenz dice che alcune razze derivano dallo sciacallo...

Ah si sbagliava (ride)... la genetica ci ha insegnato che non è così.

Ha letto il racconto padrone e cane di Thomas Mann?

Sì, tanto tempo fa. Mann descrive benissimo il suo cane. Riesce a far capire al lettore quanto sia importante la gestualità, la postura e la mimica facciale. Il cane sa leggere i nostri gesti.

E la postura del cane? E' così importante insegnargli a stare seduto?

Fondamentale, e sa perché? Studi recenti delle scienze cognitive insegnano che i nostri gesti influenzano il nostro cervello. Se il cane si mette in una posizione rilassata ciò lo renderà più rilassato. Quindi questo insegnamento sarà utilissimo in molte situazioni della vita quotidiana.

In commercio ci sono sostanze come i feromoni che hanno lo scopo di tranquillizzare il cane. Lei cosa ne pensa?

I feromoni sono sostanze prodotte da ghiandole esocrine dei viventi che possono condizionare il comportamento di altri individui. Per esempio, una cagna che allatta le produce. Collari a base di feromoni sono percepiti da un organo specifico (vomero-nasale)  e tranquillizzano il cane. Ma agiscono solo fino a un certo punto, non in situazioni di forte stress.

Per esempio? 

Non me lo chieda... I cani che noi addestriamo vanno in guerra.

Be' i botti ci sono anche a Capodanno...

Infatti... possono determinare forti stati di panico. In quel caso meglio usare tranquillanti. Oppure vanno gradatamente abituati fin da cuccioli a rumori forti e improvvisi.

Quali sono i cani con l'olfatto più sensibile?

In generale possiamo dire che più il muso è lungo maggiore è la capacità olfattiva. Questo perché il muso contiene più mucosa . Le do qualche dato che la sorprenderà: un pastore tedesco ha due metri quadri di mucosa olfattoria contro cinque centimetri nell'uomo; non solo, il suo cervello contiene un bulbo olfattorio che è quattro volte superiore in volume a quello umano. E infine, mentre noi dobbiamo riannusare per sentire un odore, un cane ha la capacità di trattenere le molecole di cui ha interesse per analizzarle meglio senza bisogno di ispirare ulteriore aria.

Proprio un'altra maniera di percepire il mondo...

Sì, i cani “vedono” il mondo con il naso.

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