Opere pubbliche: Sciacca è l'emblema degli sprechi in Europa

Il Wall Street Journal dedica un servizio agli scheletri di cemento presenti nella cittadina siciliana: strutture ricettive, piscine, una chiesa e un teatro da 18 milioni

L'articolo del Wall Street Journal dedicato alle opere incompiute di Sciacca

Massimo Morici

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Sciacca ha battuto il suo primo record. Quello di figurare sulla stampa internazionale come il comune europeo con la maggior concentrazione di opere incompiute, sia pubbliche sia private, ma sovvenzionate in gran parte con denaro pubblico.

Almeno secondo il Wall Street Journal che ha dedicato proprio agli scheletri di cemento armato ed erbacce della cittadina di 40.000 abitanti della provincia di Agrigento un servizio il cui obiettivo è quello di descrivere un più ampio fenomeno: quello degli sprechi delle regioni italiane le cui spese pesano per il 14% del Pil e che hanno contribuito a gonfiare il debito pubblico del nostro paese.

Un male, sottolinea il quotidiano americano, che riguarda le regioni del Sud quanto quelle del Nord , di cui ricorda il recente scandalo delle infiltrazioni mafiose nella politica lombarda.

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Il titolo non è certo dei più teneri: "I guai della cittadina siciliana mostrano gli sprechi europei", mentre nell'articolo Sciacca viene definita un "mausoleo di opere pubbliche incompiute da decenni". Il giornalista cita una frase attribuita a un politico di lungo corso e legato alla cittadina siciliana, Calogero Mannino: "Il nostro modello di sviluppo non si basa sui bilanci in pareggio".

Si ricordano poi nell'ordine: una piscina olimpionica, ben 11 hotel e un parco acquatico (e anche l’acquisto negli anni ’80 di due orche che avrebbe dovuto ospitare), un grandioso teatro costato 18 milioni e persino una chiesa. Tutte opere rimaste incompiute per anni, anzi decenni.

Vicende, purtroppo, non nuove ai siciliani e agli italiani e incluse, tra l'altro, nel libro "La Zavorra" di Emanuele Lauria ed Enrico del Mercato, che il giornalista del Wall Street Journal menziona nell'articolo.

Certo, sfogliando il principale quotidiano finanziario al mondo, non capita spesso di scovare accanto a grafici e uomini incravattati un servizio fotografico che ricorda le più popolari (almeno da noi) inchieste televisive di Striscia la Notizia e Report. E l'effetto è proprio quello di un cazzotto allo stomaco, che se non altro potrebbe servire a rinfrescare la memoria. Ecco perché.

"Purtroppo le Sciacca in Sicilia sono tante e le cause sono note. Non si tratta, quindi, di un caso isolato e penso che il quotidiano finanziario sia rimasto colpito dall'enorme incompiuta legata alle terme, un'occasione mancata per la città", spiega a Panorama.it Claudio Fava, giornalista, scrittore e politico (Sel), con un passato da parlamentare in Italia e a Bruxelles (a fine settembre ha ritirato la sua candidatura a presidente della Regione Sicilia), che accanto a romanzi e sceneggiature, ha pubblicato negli ultimi dieci anni sei libri dedicati alle problematiche del Sud Italia.

"Il problema, tuttavia, non sono solo le incompiute - prosegue - e il destino di queste opere, che andrebbe valutato caso per caso. Preoccupa anche l'apertura di infrastrutture o ospedali, che per la realizzazione hanno impiegato decenni e che si rivelano inadeguati oggi perché costruiti secondo criteri non più validi".

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