Scandalo petroli: l'Eni schiera un pool di scienziati

Viggiano, il colosso risponde alle accuse della procura di Potenza: nessun pericolo per i cittadini e l'ambiente

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Carlo Federico Grosso in momento della conferenza stampa dell'Eni

Salvatore Santoro

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 Da Potenza

Getta acqua sul fuoco - è proprio il caso di dirlo - l’Eni sull’allarme scattato in Basilicata rispetto alle indagini della magistratura sul Centro oli di Viggiano. “Rispettate tutte le normative” e i dati registrati in Basilicata “sono perfettamente in linea con quanto avviene in tutto il resto del pianeta”. Ha esordito così il dirigente della compagnia petrolifera, Massimo Mantovani.

La strategia è chiara: l’Eni, dopo lo scandalo dell’inchiesta della procura di Potenza che ha portato ad arresti e ha scatenato una escalation polemica anche nei confronti del governo Renzi e dei livelli istituzionali della Regione, passa al contrattacco.

Ma con la precisazione iniziale sempre di Mantovani: “Non entriamo nelle vicende penali che riguardano la magistratura e che seguiranno il loro corso. Noi vogliamo solo fare un atto di chiarezza sulle cose che ci riguardano”. E infatti nel capoluogo lucano arriva un vero e proprio “dream team” di professori che, nel corso di una conferenza organizzata proprio dal colosso petrolifero, spiegano che non c’è nessun pericolo per la Basilicata, per i cittadini e per l’ambiente.

Su questo aspetto Marco Bardazzi, direttore comunicazione esterna Eni, sicuro che non si sia rotto il rapporto di fiducia con la popolazione, chiarisce: “Non siamo inquinatori. Ci sentiamo di casa in Basilica. Siamo qui da 16 anni e vogliamo restarci con il massimo rispetto e la massima trasparenza”.

Al di là delle rassicurazioni dell’Eni, l’incontro è stato tutto incentrato sulla diffusione dei dati scientifici redatti da un collegio di esperti del mondo accademico internazionale. La squadra di professori guidata Gianfranco Tarsitani, docente di Igiene generale e applicata della Sapienza di Roma, è intervenuta con numeri alla mano per chiarire, in particolare, che “le procedure di reinienzione sono fatte in maniera perfettamente corretta”.

Gli esperti precisando la propria indipendenza da Eni, hanno quindi elencato tutta una serie di dettagli scientifici allo scopo di tranquillizzare: non c’è nessun rischio inquinamento. In particolare è stato dato risalto al valore assoluto dei dati registrati in mesi di studio. Difesa quindi anche la tecnica di reiniezione che prevede di “ rimettere l’acqua estratta insieme a petrolio e gas a 4 chilometri sotto terra”.

Il geologo Fabio Colombo della Environ ha sottolineato: “Si tratta di una tecnica che garantisce la salvaguardia igienico ambientale della falde acquifere artesiane che evita in modo assoluto l’inteconnessione tra acque di scarico e quelle delle falde superficiali”. Insomma, secondo Eni, “a Viggiano sono messe in atto le pratiche migliori e utilizzate anche in Texas, nel Regno Unito, in Australia e in molti altri luoghi”.



Inchiesta Petroli in Basilicata, quello che sappiamo

Rassicurazioni scientifiche anche per l’impatto delle estrazioni sulla salute dei cittadini. Presentato infatti uno studio che ha analizzato circa 700 cartelle sanitarie di dipendenti del Centro oli, impiegati nel periodo 1999-2015. In totale sono stati riscontrati 6 casi di tumore. Lo studio commissionato dall’Eni avrebbe però, smentito una relazione diretta tra l’occupazione petrolifera e le cause. Nessun elemento analizzato, invece, per quanto riguarda i residenti.

Capitolo a parte: la presenza di idrocarburi pesanti nei pressi del Lago Pertusillo. Con sorpresa relativa. Per il biologo Eros Bacci dell’Università di Siena, infatti, non ci sarebbe nessuna connessione tra l’attività estrattiva: si tratterebbe di un fenomeno naturale legato alla macerazione delle foglie delle piante che lascerebbe nel terreno una cera vegetale costituita da paraffina.

Insomma Eni si difende e rilancia a chiusura dell’incontro: “In Basilicata massimo sforzo da sempre per il controllo e la tutela dell’Ambiente e della salute”.

Finale sulle intercettazioni da parte di Mantovano: “Abbiamo sospeso alcune persone e anche noi siamo interessati che si faccia chiarezza”.

 

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