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Salute

I disturbi del sonno ai tempi del Coronavirus

La pandemia e la quarantena hanno peggiorato la qualità del sonno. Ma ci si può difendere in maniera naturale

Insieme a uno stile di vita sano, il buon sonno è uno dei pilastri della salute indipendentemente da situazioni emergenziali come quelli che stiamo vivendo. È dimostrato, infatti, che dormire bene sostiene il benessere delle persone sia fisicamente sia emozionalmente. Ad esempio, diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari, permette un metabolismo corretto non solo legato a questioni ponderali ma anche per chi è affetto da diabete, permette di affrontare meglio malattie che causano dolore cronico (ernie, fibromialgia, ecc), migliora il sistema immunitario e molto altro ancora. Favorisce, inoltre, una funzione cognitiva più lucida ed efficace e, altrettanto importante, influenza positivamente le emozioni e le interazioni sociali. Ecco perché i disturbi del sonno che la quarantena e l'epidemia hanno lasciato in eredità a migliaia di italiani sono un problema molto serio, come spiega Lorenzo Secondini, Direttore del dipartimento di ricerca&sviluppo e qualità di Uriach Italy

Come è cambiato il ciclo sonno/veglia con il lockdown

Nelle ultime settimane si è parlato spesso di come il distanziamento imposto dalle limitazioni del lockdown nel periodo marzo – maggio 2020, abbia causato un incremento delle problematiche legate all'ansia, all'insonnia, e in generale ai disturbi del sonno. Questo perché le misure di sicurezza e prevenzione per la pandemia da covid-19 hanno stravolto completamente la nostra natura sociale e i normali ritmi legati alla quotidianità, con l'alterazione degli orari dei pasti e dell'addormentamento, e una netta riduzione del movimento fisico, su cui ha prevalso la sedentarietà. Difficoltà di addormentamento con maggior latenza, risvegli notturni, ansia, irritabilità e calo del tono dell'umore, sono fra gli effetti comuni registrati in questo periodo delicato, spesso associati a fobie specifiche legate al rischio di contrarre il virus, fobie sociali nell'interazione con gli altri, e preoccupazioni legate alle conseguenze economiche causate dalla pandemia.

I dati sull'uso di integratori alimentari

L'incidenza di questi disturbi sulla popolazione è sicuramente molto evidente guardando il forte incremento registrato nell'acquisto e consumo di integratori alimentari e delle soluzioni propedeutiche per il benessere del sonno. Secondo i dati di mercato IQVIA elaborati da FederSalus nei consueti report mensili, le vendite dei prodotti per favorire sonno e rilassamento nel mese di aprile 2020 hanno registrato un +28,1% in valore e del +26% in volumi, rispetto ai dati relativi ad aprile 2019.

Cause e soluzioni: i consigli

Piccoli accorgimenti per rispettare le buone norme dell'igiene del sonno possono contribuire a ripristinare il regolare ritmo sonno/veglia, fra cui svolgere l'esercizio fisico nelle ore diurne evitando le ore serali che precedono il coricamento, limitare l'assunzione di sostanze alcoliche e stimolanti come caffeina, bevande zuccherate, energy drink, e il fumo di sigaretta, favorire una corretta alimentazione con orari regolari. Anche luce e temperatura giocano un ruolo importante. Se è vero che il sonno "ama il freddo" prediligendo una temperatura ideale fra i 16-23 gradi per favorire l'addormentato, la luce manda segnali precisi ai meccanismi fisiologici del nostro organismo, inibendo la ghiandola pineale nella produzione della melatonina, l'ormone del sonno.

Nelle ore che precedono il coricamento è quindi raccomandato disconnettersi da device come smartphone, tablet, pc e TV, la cui emissione diretta di luce blu può ritardare la produzione della melatonina, così come prediligere un ambiente buio. A proposito di luce, di fondamentale importanza è l'esposizione ai raggi solari, quando possibile e con una buona protezione, per stimolare la produzione di vitamina D, la cui sintesi avviene a livello cutaneo dalla conversione di colesterolo proprio grazie alla luce del sole.

Non dimentichiamoci che il lockdown è iniziato alla fine del periodo invernale, in cui i livelli di vitamina D sono molto bassi proprio a causa della scarsa esposizione ai raggi solari ottenuta nei mesi più freddi dell'anno. La quarantena nel periodo primaverile, in cui normalmente si svolgono più attività all'aperto e ci espone maggiormente al sole, ha di fatto compromesso la "ricarica" dei valori di vitamina d, inibendone la produzione "stagionale" e ponendo gran parte della popolazione in uno stato di ipovitaminosi, e quindi di carenza, con conseguenze che si ripercuotono su diversi livelli del benessere dell'organismo, dal sistema immunitario, alla calcificazione di denti e ossa, fino all'incidenza sui disturbi del sonno.

Quale aiuto dalle sostanze naturali

Moltissime review e studi clinici pubblicati su riviste scientifiche di rilievo internazionale e accreditati dalla comunità scientifica, correlano la carenza di vitamina D con la frammentazione e i disturbi del sonno, segnalando inoltre come la condizione di ipovitaminosi influisca anche su altre problematiche di dolore cronico, inficiando il sistema immunitario. Uno studio clinico doppio-cieco del 2017 pubblicato su Nutritional Neuroscience, solo per citarne uno, ha misurato con una scala di valori qualitativi i benefici apportati dall'integrazione di vitamina D, dimostrando come il nutriente conduca a una riduzione della latenza di addormentamento (tempo per prendere sonno), così come a una maggior durata ed efficienza del sonno.

La melatonina è senz'altro la sostanza più utile per ridurre il tempo richiesto per prendere sonno, e quindi un'integrazione di quest'ormone naturale può apportare notevoli benefici in questo periodo. Occorre però sottolineare che la forma farmaceutica in cui viene prodotto un integratore alimentare è determinante per consentire un assorbimento corretto dei nutrienti da parte dell'organismo, e garantirne una maggiore biodisponibilità. Il fegato, infatti, come "filtro" del nostro organismo, normalmente trattiene circa l'80% della melatonina introdotta nell'apparato gastrointestinale, riducendo di molto la biodisponibilità dell'ormone e il suo effetto benefico sull'organismo. Sono quindi da preferire formulazioni in gocce o spray che prevedono l'assorbimento sublinguale, per far sì che la melatonina venga assorbita in percentuali efficaci, evitando lo screening del fegato, e apporti effetti benefici per contrastare i disturbi del sonno.

Sono poi tante le piante che possiedono virtù benefiche per il nostro riposo e che da secoli vengono utilizzate nella tradizione fitoterapica. Valeriana, Passiflora, Biancospino, Camomilla e Melissa sono in grado di favorire il sonno fisiologico grazie all'effetto calmante sul sistema nervoso, soprattutto in periodi di stress, agitazione e affaticamento mentale. Anche il Triptofano gioca un ruolo essenziale in quanto è l'unico amminoacido precursore della produzione della melatonina e della serotonina, un neurotrasmettitore che influisce favorevolmente sul tono dell'umore e sulla tranquillità. Contenuto in molte proteine di origine animale e vegetale, il Triptofano non è prodotto naturalmente dal corpo umano, e può quindi essere integrato opportunamente solo con la dieta o con l'ausilio di nutraceutici.

I nutraceutici e gli integratori alimentari formulati con sostanze ed estratti di origine naturali possono venire in nostro soccorso. Affidarsi alla natura significa contare su un alleato efficace e senza effetti collaterali che può aiutarci a ritrovare benessere e serenità

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