Cocaina e festini. Il sindaco di Toronto ammette, ma non si dimette
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Cocaina e festini. Il sindaco di Toronto ammette, ma non si dimette
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Cocaina e festini. Il sindaco di Toronto ammette, ma non si dimette

Rob Ford, nonostante il voto del Consiglio, resta al suo posto. E intanto spunta fuori anche un giro di prostitute che gli facevano visita in ufficio

Il suo faccione spopola sulle prime pagine dei principali quotidiani canadesi . Mai come oggi il coriaceo sindaco di Toronto, Rob Ford, gode di una simile popolarità, anche se ne avrebbe volentieri fatto a meno. Il primo cittadino della città più popolosa del Canada ha ammesso di aver fatto uso di cocaina e droghe varie durante un festino in cui era, tra l'altro, ubriaco.

Non poteva non farlo, visto che lo inchioda un video diffuso nelle scorse settimane. Ma, nonostante il fuoco incrociato del Consiglio comunale ha "candidamente" affermato che non ha alcuna intenzione di dimettersi, perché quello che fa nella sua vita privata sono fatti suoi.

Rob Ford procede come un tanker contro tutti i sondaggi, che lo vorrebbero a casa. Secondo le ultime rilevazioni della Ipsos-Reid per i principali network e giornali canadesi, circa il 76% dei dei cittadini di Toronto desiderano che il sindaco molli la poltrona, ma lui non ci sta e di fronte ai membri del Consiglio (che può sì votargli contro, ma non obbligarlo a fare un passo indietro) si è difeso con foga.

Per ora le prove raccolte contro di lui non sono ancora state presentate in tribunale e Ford sarebbe obbligato a dimettersi solo nel caso venisse emessa una formale sentenza in suo sfavore. Detto questo, il sindaco non si nasconde dietro una foglia di fico, insistendo che - nonostante il fattaccio - continua a rappresentare "un modello positivo per i ragazzi", e per questo dice al mondo intero che le dimissioni non sono in cima ai suoi pensieri.

44 anni (ma ne dimostra molti di più) il sindaco di Toronto è stato eletto nel 2010 a capo di una piattaforma civica che include il partito Conservatore e i Progressisti conservatori. La sua campagna elettorale è stata incentrata su quattro temi: mettere le famiglie e la gente al primo posto, concentrarsi sulle cose concrete, ridurre gli spechi dell'amministrazione pubblica e le tasse.

Recentemente è stato immortalato intento a tirare un miscuglio di crack e cocaina durante una festa diciamo molto libertina. I suoi avversari politici, ma anche molti membri del suo partito, gli hanno chiesto di entrare in una casa di cura per la disintossicazione, oltre che lasciare l'incarico di primo cittadino per aver commesso un reato. Ma lui ha rifiutato tutti e due i consigli. "Non sono un drogato anche se ho tirato cocaina", ha detto il sindaco, e quindi "non ho alcuna intenzione di iniziare una cura per disintossicarmi".

Intanto, però, il cerchio attorno a lui si stringe. Ex membri del suo staff hanno cominciato a parlare, raccontando una realtà ben più torbida di quella del video in circolazione. Secondo loro il sindaco era solito fare uso di diverse sostanze stupefacenti e spesso si presentava al lavoro completamente ubriaco. In più, alcuni raccontato anche di aver sospettato più volte che ricevesse prostitute in ufficio. Per ora sono solo voci senza alcun riscontro fattuale, ma sembrerebbe che il giro di escort diurne e notturne del sindaco fosse molto nutrito.

"Posso capire quello che la gente pensa del mio comportamento - ha dichiarato Ford in sua difesa durante il voto del Consiglio - ma il motivo per il quale ho bevuto e mi sono drogato non risiede nello stress. E' un fatto di mera stupidità". Una "stupidità" che però è illegale e che quindi potrebbe seriamente compromettere la posizione del primo cittadino di Toronto, qualora i giudici - prove alla mano - decidessero di condannarlo.

E la soap opera a luci rosse va avanti, tra le proteste in piazza di chi a Toronto chiede la testa del primo cittadino e quel manipolo di suoi estimatori incrollabili che, invece, vogliono che resti.

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