L'Europa chiede la responsabilità civile dei giudici
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L'Europa chiede la responsabilità civile dei giudici

Bruxelles apre una procedura d'infrazione contro il nostro paese perché i nostri giudici sono troppo tutelati - l'analisi - tutto sui referendum radicali sulla giustizia -

Uno dei 12 referendum che i radicali propongono (vedere su www.referendumradicali.it ) punta al riconoscimento della responsabilità civile dei magistrati. Proprio quel referendum ha ottenuto oggi un forte avallo da Bruxelles.

La Commissione europea ha deciso infatti di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia per i limiti posti nel nostro ordinamento alla responsabilità civile dei magistrati e per mancata applicazione del diritto europeo. L'iniziativa nasce dal mancato rispetto di una condanna già decretata per lo stesso motivo dalla Corte di giustizia dell’Ue nel novembre 2011. Se entro i prossimi mesi l'Italia non si adeguerà e non modificherà la norma in materia, verrà nuovamente deferita ai giudici europei. Con il concreto rischio, stavolta, di pagare pesanti sanzioni pecuniarie. 

Bruxelles ha constatato che, a quasi due anni dalla prima condanna, l'Italia non ha fatto quanto doveva per eliminare la violazione del diritto europeo. La prima sentenza emessa dai giudici europei aveva decretato che la legge italiana sulla responsabilità civile dei magistrati protegge pubblici ministeri e giudici in modo eccessivo dalle conseguenze del loro operato. È insomma inefficace nella sanzione di eventuali errori. 

Due in particolare sono le ragioni che hanno portato Commissione e Corte europea a censurare la normativa italiana, giudicandola incompatibile con il diritto comunitario. In primo luogo la nostra legge esclude «in linea generale» la responsabilità dei magistrati per i loro errori d’interpretazione e di valutazione. Inoltre, la responsabilità dello Stato scatta solo quando sia dimostrato il dolo o la colpa grave. Un concetto, quest'ultimo, che secondo gli esperti della Ue la nostra Cassazione avrebbe sempre interpretato in maniera troppo restrittiva, circoscrivendola a sbagli che abbiano un carattere «manifestamente aberrante». 

È un motivo in più, se vi pare, per andare a firmare (la data ultima è lunedì 30 settembre) la proposta di referendum dei radicali

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