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Renzi: "Il 2015 è stato meglio del previsto"

Dal lavoro alle riforme, dalle unioni civili ai Marò, il discorso di fine anno del premier che annuncia come questo sarà il suo ultimo incarico pubblico

"Il 2015 è andato meglio del 2014: lo dice la realtà dei fatti". Lo ha affermato il premier Matteo Renzi durante la conferenza stampa di fine anno. Il 2015 "è stato un buon anno. Ha visto in alcune delle principali sfide un segno che torna positivo". "Si diceva che l'Italia era in stagnazione perenne: se guardiamo i dati, vediamo che il segno più torna a crescere: era previsto lo 0,7% e siamo allo 0,8".

E ancora: "Con questo governo si registra la vittoria della politica contro il populismo per 4 a zero e il risultato, anche grazie alle riforme, come quelle elettorale e del Senato, è un paese solido e stabile".

Ecco, dopo le foto, i punti principali toccati da Renzi nel corso della conferenza stampa:

Le riforme

La riforma delle legge elettorale è stata un passaggio difficile e comunque un "capolavoro parlamentar".

"Sui decreti di attuazione" della riforma della P.A. partiremo a gennaio, avremmo preferito a dicembre ma non ci siamo riusciti, ma la responsabilità non è del ministro Madia. "Da gennaio ad agosto chiuderemo tutti i decreti di attuazione".

Sulla riforma costituzionale, ha aggiunto Renzi, "immaginiamo il referendum nell'ottobre del 2016".

La disoccupazione

Il tasso di disoccupazione è ancora molto altro, troppo alto, ma è all'11,5%. Quando ti capita di essere fermato da un ragazzo che ti dice 'ti ringrazio perché ho un contratto a tempo indeterminato ti rendi conto che tante polemiche sul jobs act hanno visto il 2015 portare un po' di chiarezza, ci sono più tutele non meno tutele". Tuttavia, ha proseguito Renzi "ancora non basta, non sono soddisfatto del risultato". 

I rapporti con l'Europa

"Ho uno splendido rapporto personale con la cancelliera Merkel, ma io rappresento l'Italia e vorrei che la stampa prendesse atto che quando parla il premier italiano non è necessario scrivere costantemente che si sta lamentando dell'Ue. Se con la cancelliera Merkel discutiamo di linee della politica economica europea non stiamo attaccando l'Europa, la stiamo difendendo".

Detto questo, ha aggiunto il premier, l'Europa "cresce meno perchè ha scelto un politica economica sbagliata: la politica di Obama ha portato l'America fuori dalla recessione, quella europea no. Non è stata scelta la strada giusta, quella di flessibilità,
crescita e investimenti".

La scuola

Qualche organizzazione sindacale ha messo in guardia i professori dicendo loro "vi deporteranno": ora, "nessuno è stato deportato", ma quei professori precari, "sobillati da qualche genio, adesso non hanno il posto di lavoro a tempo indeterminato" perché non hanno fatto domanda "e questa è una cosa che mi fa molto male".

Nessun altro incarico pubblico

"Questo sarà il mio ultimo ruolo pubblico come è naturale che sia" ha poi detto Renzi in conferenza stampa. "Quando hai fatto questo ruolo, dopo lasci: per me dunque questo sarà l'ultimo incarico pubblico".

I sondaggi

"Per me i sondaggi non sono un problema, non mi interessano ma sono convinto che noi vinceremo alle prossime politiche del 2018 al primo turno". Renzi ha sostenuto di essere più interessato ora ai dati della grande distribuzione, che a quelli dei sondaggi. E cioé quanto riescono a spendere in più gli italiani. In base ai sondaggi, ha poi ricordato, nel 2014 il Pd se la giocava con i 5 stelle ma poi i dem hanno toccato il 40,8% e i grillini sono rimasti al 20% dei sondaggi. "E non si dimentichi che ho preso un Pd che era al 25%", ha aggiunto.

L'emergenza smog

"Si può fare di più ma da qui a sostenere che c'è un governo che passeggia sui morti... Credo che ci sia un limite di decenza; se qualcuno pensa che questo sia lo strumento per prendere voti faccia pure" ha detto Renzi, rispondendo agli attacchi di Beppe Grillo sull'emergenza smog. Renzi ha quindi fissato l'obiettivo, "nell'arco di un paio di anni", di passare da 2.000 centraline di ricarica elettrica a 20.000, di rinnovare il parco autobus e di efficientare le case popolari. 

Le unioni civili

Quello delle unioni civili è "un tema che va depurato da tensioni di natura politica stretta. È un tema che divide, anche dentro il Pd ci sono molte divisioni, e ce ne sono anche dentro FI. Ma io dico che dobbiamo portarle a casa, e che il 2016 non può che essere l'anno chiave. Metterò la stessa energia che ho messo sulle riforme, sulla scuola, sulla pubblica amministrazione, su temi come "la civil partnership, lo ius soli, il servizio civile per tutti, la legge sul terzo settore e l'associazionismo. Non credo siano cose di sinistra ma di buon senso".

E ha aggiunto: "depurare le unioni civili dalle posizioni politiche non significa stralciare la stepchild adoption. La stepchild nasce come proposta della Leopolda" nel 2012, "è una proposta che abbiamo appoggiato sin da allora".

Le banche

"Chi ha subito danni o è stato truffato deve sapere che lo Stato è dalla sua parte e noi faremo di tutto percheé possa avere" indietro quello che ha perso" ha detto Renzi che, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di quantificare i crediti deteriorati, si è limitato a ribadire che "non c'è rischio sistemico" e poi ha aggiunto: "Se ci sono questioni aperte le affronteremo senza chiedere alcuna deroga" all'Unione europea. "In Italia ci sono state troppe banche, anche di paese, e in un modello europeo le banche di paese ce la fanno meno. Se vogliamo dare una mano, bisogna avere coraggio di dire che c'è bisogno del decreto sulle banche popolari". 

I marò

Renzi fa il punto anche sulla situzione dei due marò. "Ci sono state diverse occasioni per chiuderla rapidamente, non lo si è fatto. Io ho tentato un accordo politico con il premier Modi, che mi ha detto "io come te questa vicenda me la sono trovata sul tavolo", ma alla fine l'unica strada praticabile è stata quella di sottoporre la questione a un tribunale internazionale.

Il presidente del Consiglio ha comunque rimarcato come la vicenda abbia preso "una piega totalmente diversa dal passato" e
cioè quella del tribunale internazionale. Il governo, ha quindi assicurato il premier, garantisce il massimo impegno e "tutto
cio' che si potrà fare per sostenere i due marò è stato fatto e sarà fatto".

Il premier in conferenza stampa

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Il primo ministro italiano Matteo Renzi
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