Renzi e la minoranza Pd: tanto rumore per nulla
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Renzi e la minoranza Pd: tanto rumore per nulla
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Renzi e la minoranza Pd: tanto rumore per nulla

Bersani, Speranza, Fassina: alzano la voce ma la verità è che al governo regge il nocciolo del Patto del Nazareno su Italicum e riforme

Bersani, che paura. Speranza, che paura. Fassina, che paura. Bersani si ostina nella sua cocciutaggine di kamikaze a ostacolare l’approvazione dell’Italicum, pretende modifiche alla Camera e un nuovo passaggio al Senato in quello che Matteo Renzi boccia come un inaccettabile “gioco dell’oca” sulla legge elettorale. Speranza, il capogruppo, spera di trattare un compromesso tra minoranza e Renzi, mentre Fassina indossa i panni del censore iperbolico evocando perfino il consenso “nordcoreano” attorno al Segretario. Un po’ ridicolo, considerando che nella tradizione comunista ma anche post-comunista (e non solo) una cosa è il dibattito interno, altra il comportamento che i gruppi devono tenere in Parlamento per dare seguito alle decisioni prese a maggioranza nel partito. E non c’è dubbio che il voto sulla riforma elettorale sia un voto politico, non certo un voto solo di coscienza.

Ruggiti di formiche, quelli della minoranza, se è vero che Renzi ha fatto i conti e i deputati pronti a votare no all’Italicum, nel Pd, sarebbero appena una trentina, facilmente compensati dall’afflusso di forzisti e centristi.
Ma Renzi, naturalmente, guarda anche a sinistra, alla “coalizione sociale” del sindacalista-politico Landini che pesca qualche simpatia al Nazareno. Guarda a Landini senza angoscia, dopo lo spettacolo triste della piazza che il leader della Fiom ha raccolto a Roma, una piazza che potrebbe definirsi di “vecchi arnesi” di una vecchia sinistra.
Ma dove va, allora, la sinistra Pd e in generale la sinistra nostalgico e un po’ retrò? Che cosa fa la minoranza bersaniana? Tanto rumore per nulla, continuerà probabilmente a rivendicare la propria diversità (ma non più “morale”, viste le inchieste che lambiscono quei lidi attraverso il mondo compromesso di certe Coop rosse, vedi la connection Ischia-Modena) e si limiterà a interventi folkloristici nelle direzioni (l’ultima, disertata da una trentina di dissidenti, si è comunque conclusa con un voto all’unanimità di 120 a favore dell’Italicum renziano) o a presidiare media e tv alzando un po’ la voce (ma non troppo).

La realtà è che nonostante le critiche di Berlusconi e di Forza Italia al governo sul fronte economico e internazionale, regge il nocciolo del Patto del Nazareno sulle riforme. Con l’obiettivo fissato dal premier in maggio per l’approvazione definitiva dell’Italicum. Poi, potrà anche cominciare il conto alla rovescia per le elezioni, che difficilmente saranno anticipate, in un clima da “mossa del Palio” che vedrà partiti e movimenti ricostituirsi e posizionarsi per la gara del 2018.

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