Renzi: "L'Italia ce la farà"
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Renzi: "L'Italia ce la farà"
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Renzi: "L'Italia ce la farà"

Nella conferenza-stampa di fine anno i temi caldi: dall'euroscetticismo alla crescita economica, la scuola, lo scandalo delle carceri troppo piene

Tempismo e ottimismo per Matteo Renzi in occasione della tradizionale conferenza-stampa di fine anno. Tempismo per chiudere il tutto entro le 13.30 e dare la linea al Tg1, “saltando la parte introduttiva di 27 cartelle già preparate”; ottimismo perché "non sono per niente preoccupato delle sfide che l'Italia ha davanti nel 2015, sono preoccupato del fatto che questo senso di cambiamento abbia bisogno di un grande cambiamento in Europa". Per il resto, ecco il riassunto per temi (e opinioni) dell’incontro con i giornalisti…

Straordinario Senato. "Io sono andato al Senato dicendo che a mio giudizio al Senato andava sottratto il voto di fiducia e il Senato ha risposto in moto straordinario, sta andando avanti con un processo di riforme in modo straordinario".

Una preoccupazione… culturale. "C'è senso di preoccupazione, stanchezza, sfiducia… non è solo un fatto economico, ma culturale, civile, sociale. Ma io sono sicuro ancor più di febbraio che non solo l'Italia ce la può fare, ma che ce la farà senza ombra di dubbio".

Parola d’ordine: ritmo. "La parola del 2015 è la stessa del 2014: ritmo, dare il senso cambiamento e dell'urgenza, fare di tutto per far sì che l'Italia riprenda il suo ruolo nel mondo".

Chi non vede la rivoluzione copernicana? "Nel 2014 è avvenuto un cambiamento che per me è una rivoluzione copernicana, per altri magari è molto meno: è cambiato il ritmo della politica. Il percorso di cambiamento che è partito e sta producendo risultati concreti è sotto gli occhi di tutti".

Ogni maledetta domenica (di riforme). "Mi sento come Al Pacino in ‘Ogni maledetta domenica’, che cerca di dire ai suoi che ce la possiamo fare… Ogni punto è importante ma la squadra è forte. Siamo il governo che ha fatto meno leggi e più riforme. I primi 100 giorni abbiamo fatto meno leggi di tutti eppure abbiamo toccato temi in profondità. Dopo di che tutto è ancora da fare. L'idea che uno si accontenti mi fa rabbia".

Opinione personalissima. Quella sulla riforma dell'ordine dei giornalisti: "la tengo per me".

Io non gioco, penso ad altro. A proposito del successore di Napolitano al Quiorinale: "Cè un giochino molto divertente: ‘Indovina chi?’. Ha il cappello? Porta i baffi? Ha un naso pronunciato? Se volete giocare, fate bene. Nel frattempo posso affrontare dei temi che giudico più interessanti”.

Rischio euroscettici. "Se non cambiamo paradigma economico, il partito degli euroscettici non solo crescerà ma rischierà di prendersi interi Paesi di grande tradizione e importanza. Chi vuol bene all'Europa, dice che l'Europa deve cambiare". Quanto al piano Juncker: "Ci sono le condizioni per cambiare l'Europa puntando sulla crescita, nel rispetto dei Trattati… Nel 2014 ci siamo accontentati delle parole, ora dobbiamo passare ai fatti. Il piano Juncker è un primo passo ma non è sufficiente".

Jobs act e pubblico impiego. "In Consiglio dei ministri ho proposto io di togliere la norma sui dipendenti pubblici, perché non aveva senso inserirla in un provvedimento che parla di altro. Il Jobs act non si occupa di disciplinare i rapporti del pubblico impiego”. Inoltre: "Le regole del pubblico impiego le riprenderemo nel ddl Madia. La mia idea è che chi sbaglia nel Pubblico, paghi. Per chi non lavora bene perché non è messo in condizione di farlo, la responsabilità va attribuita ai dirigenti. Ma per i cosiddetti fannulloni va messa la condizione di mandarli a casa.. Se noi abbiamo deciso di non mettere lo scarso rendimento nel privato, questo non vuol dire che non lo si possa mettere nel pubblico impiego. E visto che si entra per concorso, si può immaginare che i giudici abbiano un ruolo maggiore”.

Lavoro flessibilissimo. "In dieci mesi abbiamo fatto una riforma del mondo del lavoro che è molto più flessibile non solo di quella della Germania".

Una municipilizzata su otto. "C'è un obiettivo del Governo di passare da 8 mila municipalizzate a mille, ma il modo di procedere deve essere serio".

La politica al tempo dei social. “Faccio la sintesi su Twitter per parlare in modo concreto agli italiani".

Dei delitti e delle pene. "Un anno fa si parlava di amnistia e indulto, ora non ne parla più nessuno. Il governo ha aumentato del 10% i posti nelle carceri eppure non ne parla nessuno… Abbiamo aumentato le pene alternative al carcere, lavorato molto molto bene sul tema della riduzione delle persone in attesa del primo grado, che sono diminuite del 20%, ma ancora non basta. Stiamo lavorando su questo, ma talvolta la necessità di titoli veloci e comunicazione rapida fa dimenticare il resto". Sempre a proposito di titoli: "I reati quest'anno sono calati del 7,7%, ma essendo una buona notizia non passera'". Noi comunque la riportiamo…

Pensioni e finanziamento ai partiti? Ok così. “Mi sento di escludere una riforma delle pensioni". E poi: "La legge sul finanziamento ai partiti va benissimo, non la cambiamo".

Il programma per la Rai, e quello per la scuola. "Saremo molto presenti sulla Rai, non nel senso di occupazione di spazio ma nella costituzione di un progetto comune. Il 2015 sarà l'anno di Rai, scuola e cultura che sono tre cose che per me stanno insieme". A proposito di scuola: "Molti di voi conoscono la mia passione per Tony Blair. Sulla scuola usava tre parole: education, education, education. Tutti i ministri della pubblica istruzione hanno detto che avrebbero cambiato la scuola e cosa hanno fatto? La riforma. La riforma che mutava la riforma che mutava la riforma che non aveva fatto in tempo ad entrare in funzione. La parola riforma per la scuola l'abbiamo cancellata. Il cambiamento è iniziato: non si cambia con una riforma dall'alto, ma con un coinvolgimento dal basso".

Economia? Dall’estero con furore. "Mai visti tanti investimenti esteri come quest'anno in Italia… Se io dico che è un fatto positivo e altri dicono che stiamo svendendo l'Italia, stiamo dicendo la stessa cosa con parola diverse".

AAA, beni immobili vendesi. "Sono per una dismissione del patrimonio pubblico immobiliare molto ardita", da accompagnare "con un efficientamento di quel che rimane".

Privatizzazioni. “Andremo su Poste, stiamo lavorando al futuro di Ferrovie. Personalmente credo che la privatizzazione ulteriore di Eni sia tutta da verificare alla luce delle condizioni di mercato".

Le elezioni? Per me, ma non per gli altri. "A me conviene sempre di tentare di andare alle elezioni ma all'Italia no, non conviene".

Dal bonus al super-bonus. L'operazione 80 euro? "La rifarei tutta la vita. Anzi aumenterei il bonus se possibile… L'identikit del governo è cercare di ridurre la forbice delle disuguaglianze".

Spending review. "Confermiamo gli obiettivi dati e che abbiamo finora ottenuto. Nell'arco del triennio recuperare 2 punti di Pil, da quando siamo partiti alla fine".

Una conferenza molto... espressiva

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