Quando l'infanzia non è per tutti

Le storie di Save The Children, che con i suoi progetti cerca di offrire ai bambini di tutto il mondo un futuro. Vero

Da sinistra Angelo Trocchia, presidente Unilever Italia, Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche sociali e cultura salute del comune di Milano, Roberto Vecchioni e Claudio Tesauro, Presidente Save the Children Italia

Alessia Sironi

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“Ogni bambino deve poter vivere un’infanzia felice. Anzi, ogni bambino deve poter vivere un’infanzia”. E’ così che Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia spiega il nuovo progetto rivolto ai bambini di tutto il mondo

“Ogni anno quasi 7 milioni di bambini muoiono prima ancora di aver compiuto i cinque anni per cause che a noi magari potrebbero sembrare ridicole, come ad esempio la malaria, la polmonite oppure il morbillo, per non parlare della malnutrizione e della povertà. E’ inaccettabile”.

E ha ragione. Perché il diritto alla vita, all’infanzia e ai sogni deve essere di tutti. E se i dati a livello mondiale sono allarmanti, ancor più lo sono quelli riguardanti il nostro Paese:

“Oltre un milione di bambini si trovano oggi in assoluto stato di povertà. E questo significa che si tratta di piccoli senza un vero e proprio futuro in quanto sono persone deboli e senza gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà della vita”.

E’ anche per questo che Save the Children sta al fianco delle mamme prima ancora che dei bambini:

“una madre in forte stato di disagio non è certo nelle condizioni di affrontare una gravidanza in serenità, un parto e soprattutto i momenti che vengono dopo quando la depressione è sempre in agguato ed è un fattore che si può non solo percepire, ma anche toccare con mano, purtroppo”, continua Tesauro che chiarisce come intervenendo in tempi rapidi sulle madri, si riesce, anche se non sempre, ad interrompere quel ciclo di povertà che farà sì che il nascituro non cresca in condizioni precarie.

E’ un accorato ed entusiasta presidente quello che racconta a Panorama.it quanto sia difficile sostenere i diritti dei minori se non si è pronti a sporcarsi le mani e che annuncia la partnership che vede legata la più grande organizzazione internazionale indipendente insieme ad Algida, brand del Gruppo Unilever per un progetto a tutela dei minori.

“Tra tutte le campagne portate avanti in questi anni quella che mi ha dato e mi continua a dare grandi soddisfazioni è senza dubbio ‘Orizzonte a colori’ dove andiamo direttamente sulle strade della Capitale a cercare migranti minori non accompagnati per dar loro una chance di vivere l’infanzia, la giovinezza. Sono convinti che solo l’anonimato sia l’unica salvezza, noi invece li vogliamo portare alla luce perché la legalità permette loro di ricostruirsi una vita”.

Quanto è difficile umanamente trovarsi di fronte questi ragazzini spaventati?

“Non è difficile è drammatico. Noi siamo tutti tristemente abituati alle prostitute agli angoli della strada, ma io personalmente non ero affatto preparato all’incontro con questi piccoli profughi afgani e tantomeno con la prostituzione minorile che arriva da Oriente. Ricordo una volta, mi si stringe ancora il cuore a parlarne, quando un ragazzino, per farmi capire che si era ritrovato a fare quel mestiere e che non era omosessuale, continuava a mostrarmi la foto della fidanzata lontana. Ogni situazione tocca corde che mi spingono a fare sempre di più. A maggior ragione oggi, che ho due bambini piccoli. Sono vietnamiti. E la mia bambina è davvero la più bella del mondo!”. E non possiamo fare altro che constatarlo quando ci mostra la foto sul suo smartphone.

Non sono però solo grandi multinazionali come Unilever che possono contribuire al lavoro di Save the Children. Certo, la stragrande maggioranza di noi non potrebbe donare un milione di euro come ha fatto l’azienda anglo-olandese, ma possiamo sostenere l’iniziativa ‘Regala un sorriso. Aiuta un bambino’. “Sulla pagina Facebook di AlgidaItalia dal 1° luglio scoprirete come aiutarci a dare una mano a questa splendida iniziativa che ci vede coinvolti e in cui crediamo davvero molto. E speriamo attraverso i nostri i prodotti più venduti di sensibilizzare le famiglie italiane a sostenere i bambini in difficoltà”, conclude Angelo Trocchia, presidente di Unilever Italia. 

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