Il Pd si spacca sulle quote rosa, "Non prendetevela con noi renziane"
Riccardo Antimiani/Ansa
Il Pd si spacca sulle quote rosa, "Non prendetevela con noi renziane"
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Il Pd si spacca sulle quote rosa, "Non prendetevela con noi renziane"

Silvia Fregolent (Pd): "Anche nel nostro partito molti uomini attaccati alla poltrona"

L'ho votato eccome, e a testa alta”.

Nonostante molti sospettino che ad affossare le quote rosa alla Camera siano stati, tra i parlamentari Pd, soprattutto quelli di fede renziana, comprese le donne, Silvia Fregolent, deputata vicinissima al premier - tanto da essere finita, all'epoca del dopo primarie, nella rosa di candidati per un posto nella nuova segreteria – allontana da sé qualsiasi sospetto.

Eppure onorevole, lei è stata tra quelli che non avevano firmato né gli emendamenti presentati dal suo partito (compreso quello sulle quote rosa), né l'appello delle 90 parlamentari ai loro rispettivi leader...
Non avevo firmato perché ho preferito dare piena delega al governo sulla trattativa. Inoltre penso e ho già detto che sul tema della parità di genere il Partito Democratico può andare a testa alta. Ricordiamo a tutti che da tempo nel nostro statuto c’è una norma in tal senso che la prevede. Inoltre, il segretario Renzi ha più volte garantito che per la composizione delle liste elettorali ci sarà continuità con le scelte già fatte per la composizione della segreteria, della direzione e dello stesso governo.

Perché la Camera ha bocciato le quote rosa?
Gli uomini non sono mai troppo generosi nei nostri confronti, meno che mai quelli che siedono in Parlamento e che si farebbero uccidere pur di cedere la poltrona a una donna.

Su 293 voti a disposizione del Pd, ieri ne sono mancati almeno 66 alla prima votazione, 70 alla seconda e 40 alla terza. Anche in via del Nazareno non tutti stanno dalla parte delle donne...
La parità dà fastidio, i posti sono pochi.

Ma dietro questa spaccatura, c'è solo la difesa della specie o anche dell'altro?
Credo che alcuni mal digeriscano la velocità dell'azione di governo di Matteo Renzi e probabilmente lo stesso accordo con Silvio Berlusconi.

Hanno votato contro solo gli uomini?
La mia percezione è stata questa. L'errore è stato utilizzare la battaglia sulle quote rosa per riaprire la discussione anche sulle preferenze e le soglie.

Al Senato si corre lo stesso rischio?
Il timore è proprio questo.

Lei cosa propone?
Lasciamo perdere il resto e al Senato concentriamoci su una cosa sola. Ivan Scalfarotto mi ha insegnato molto quando si trattò della battaglia contro l'omofobia: meglio poco che niente. Se punti a prendere tutto rischi di non ottenere nulla. Secondo me potremmo lavorare sulla proposta del 60% e 40%, un emendamento certamene meno divisivo e su cui anche Silvio Berlusconi, da quanto ho capito, potrebbe dar ela sua disponiblità. Cerchiamo di portare a casa almeno un risultato.

Voi donne avete qualche colpa?
Penso di sì, quella di non essere riuscite, come democratiche, a far passare il messaggio, soprattutto tra le generazioni più giovani, che questa non è una battaglia per le poltrone. La rappresentanza di genere paritaria in Parlamento è la condizione necessaria per fare delle politiche reali a favore delle donne. Molte ragazze sono convinte che per farcela nel mondo del lavoro basti puntare sul merito. Purtroppo non è così.

E' ottimista sul successo di questa battaglia?
Se non lo fossi non farei politica.

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