E ora subito la Procura nazionale antiterrorismo

La creazione di una direzione centrale per le investigazioni, simile alla Dna, sarebbe lo strumento più utile contro il pericolo di attentati

Ferdinando Pomarici (a destra) parla con Armando Spataro – Credits: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Maurizio Tortorella

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“In Italia le procure sanno collaborare spontanemente anche in queste indagini, però sicuramente paghiamo l’inesistenza di una Direzione nazionale antiterrorismo, che all’interno o a fianco della Direzione nazionale antimafia renderebbe ancora più efficaci collaborazione e coordinamento investigativo”. Così, intervistato da Panorama un mese fa, si esprimeva uno dei massimi esperti italiani di terrorismo: Armando Spataro, il procuratore di Torino.

Spataro aggiungeva di avere manifestato questa esigenza anche in una recente audizione al Parlamento: “Il procuratore nazionale Franco Roberti, il prefetto Carlo De Stefano e io” rivelava il procuratore nell'intervista a Panorama "lo abbiamo detto il 23 ottobre alla commissione Giustizia della Camera. Tutti i parlamentari presenti sembravano d’accordo. Vedremo…”.

Sarebbe bene che il ministro della Giustizia e il Parlamento accelerassero al massimo su questo punto: il passo è davevro fondamentale, se si vuole che l'Italia abbia strumentazioni razionali e veloci come richiede l'emergenza.


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