Voti per il Presidente della Repubblica: la conta dei numeri

Le schede bianche di Pd, Fi e Ncd dovevano essere 661. Invece sono state 538. All'appello mancano 123 voti. Una discrepanza che non preoccupa

votazione

L'aula della Camera durante la prima votazione per eleggere il presidente della Repubblica, Roma, 29 gennaio 2015. – Credits: ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

Claudia Daconto

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Tutto quasi come previsto. L'ordine di scuderia arrivato dalle segreterie di Pd e Forza Italia a votare scheda bianca per i primi tre scrutini è stato in buona parte rispettato. Almeno nella giornata di ieri, i franchi tiratori sono rimasti nell'ombra. Ciò non significa che non aspettino di uscire allo scoperto al momento giusto. Quando da sabato mattina la presunta maggioranza che il segretario Pd Matteo Renzi ha riunito intorno al nome di Sergio Mattarella dovrebbe appunto votare per il giudice costituzionale.

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Considerando che ieri le schede bianche sono state in tutto 538 e che tra Pd (444), Forza Italia (142) e Ncd+Udc (75) i voti a disposizione erano (senza considerare gli assenti) 661, mancherebbero all'appello in 123. Pur sottraendo i 9 voti dei civatiani a Romano Prodi, resta comunque un certo numero di parlamentari che invece di lasciare la scheda bianca, ha fatto altro. I voti dispersi sono stati 48, le schede nulle 33. Una discrepanza che si può leggere come un segnale specifico oppure no. Sicuramente si capirà meglio dalle prossime votazioni.

Interessante sarà vedere però cosa succederà al quarto scrutinio. Sommando i voti a disposizione del Pd (444) con quelli di Sel (34), dei fuoriusciti dal M5S (32), Area Centrista (45) e magari altri provenienti dal gruppo Misto e quello che raccoglie Autonomie-Estero-Psi-Pli, il padre della legge elettorale che porta il suo nome (il Mattarellum) potrebbe contare su un pacchetto di voti tra 540 e 580. Essendo fissato a 505 il quorum necessario per eleggere il nuovo capo dello Stato, potrebbe farcela.


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Ma basterebbero un'ottantina di franchi tiratori per mandare tutto all'aria. A meno che i grillini non decidano – anche con una consultazione lampo tra i propri attivisti - di convergere sul suo nome (fino a sabato dovrebbero continuare a votare per l'ex giudice Ferdinando Imposimato, vincitore delle Quirinarie e che ieri ha raccolto 120 preferenze).

Ieri Silvio Berlusconi ha sfidato il presidente del Consiglio a dimostrare di avere i numeri per eleggere Mattarella. In teoria sì, li avrebbe. E non è detto che, se il capo di Forza Italia dovesse rendersi conto che, al netto dei franchi tiratori sicuramente presenti anche dentro il suo partito, il candidato di Renzi può davvero farcela, anche lui non si lasci convincere.

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