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Vitalizi ai parlamentari condannati: i numeri

Dai vecchi ministri democristiani condannati per tangentopoli a Totò Cuffaro, 6mila euro al mese direttamente in carcere

Parlamento

L'Aula della Camera – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Ci siamo. Tra oggi e domani il Parlamento decide sull'eventuale abolizione di un privilegio che fa a pugni con l'articolo 54 della Costituzione, laddove la nostra Carta fondamentale raccomanda ai cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche “di adempierle con disciplina e onore”: la concessione di vitalizi ai parlamentari condannati in via definitiva per un reato. Un tema che divide (i politici più che la gente comune). Ma di cosa stiamo parlando? Voce ai numeri.

Quanto spendiamo in tutto

Nel 2014 l’amministrazione di Montecitorio ha pagato vitalizi per 139 milioni. A Palazzo Madama il “trattamento dei senatori cessati dal mandato” è stato invece pari a 82 milioni e 500 mila euro all’anno, oltre 220 milioni in tutto (18 milioni al mese) di cui una parte destinata agli ex onorevoli condannati in via definitiva. A questa cifra, inoltre, bisogna aggiungere altri importi, come gli assegni di reversibilità e per una serie di spesucce che i cittadini italiani continuano a finanziare a chi, anche da moltissimi anni, è cessato dal suo mandato. Circa 1 milione di euro l'anno, che solo solo pochi giorni fa la Camera ha deciso di mantenere bocciando la proposta di un deputato del M5S per eliminare questo ulteriore privilegio.

A chi spettano i vitalizi

Fino a 3 anni fa bastava aver messo piede anche solo per 5 minuti in una delle due aule di Camera e Senato e aver compiuto i 65 anni di età (60 se compiute due legislature) per sistemarsi definitivamente. Dal 1 gennaio 2012 il sistema previdenziale è cambiato anche per i parlamentari: intanto bisognerà aver fatto almeno 5 anni di mandato e poi l'importo dell'assegno verrà stabilito su base contributiva. Ma non a tutti servirà arrivare ai 65 anni per maturare il diritto alla pensione: per ogni anno di mandato ulteriore ai 5 richiesti l’età per il conseguimento infatti scende. I vitalizi sì, sono stati aboliti. Ma non per chi aveva conquistato il diritto alla doppia pensione prima di quella data. Circa 2.450 privilegiati (1.543 ex deputati e 907 ex senatori) ai quali nessuno toccherà niente. Nemmeno in caso di condanna in via definitiva, a meno che gli uffici di presidenza di Camera e Senato non si decidano, nel loro caso, a dare via libera alla sforbiciata.



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Chi sono e quanto prendono gli ex parlamentari condannati

La lista di ex deputati ed ex senatori condannati in via definitiva per reati di ogni genere conta decine di nomi. Alcuni anche molto famosi. Come Marcello Dell'Utri, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, che percepisce il suo assegno da 4.985 euro direttamente in carcere. O Cesare Previti, condannato per corruzione in atti giudiziari, 4.235 euro. Anche l'ex premier, Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale, prende un vitalizio da 8mila.

Gianni De Michelis, 1 anno e 6 mesi per corruzione, 5.517; Francesco De Lorenzo, 5 anni per finanziamento illecito ai partiti 4.013; Gianstefano Frigerio, che ha patteggiato su Expo ma era già stato condannato per corruzione, 2.142 euro al mese. Ammonta invece a 4.992 l'assegno mensile dell'ex ministro socialista Claudio Martelli, condannato per finanziamento illecito. Giampaolo Pillitteri, una condanna per ricettazione, incassa 3.016 euro. Enzo Carra, condannato per false dichiarazioni ai pm, 3.979; Renato Altissimo, 8 mesi per la maxi tangente Enimont, 5.175; Arnaldo Forlani ben 6.062 nonostante i 2 anni e 4 mesi scontati per finanziamento illecito. 3.162 euro finiscono in tasca a Vito Bonsignore, 2 anni per tentata corruzione; la bellezza di 6.939 vanno ad Alfredo Biondi, che ha patteggiato 2 mesi per evasione fiscale. Aldo Brancher, ricettazione e appropriazione indebita, 3.444. Giulio Camber: 6.409 a fronte di una condanna per millantato credito e fallimento in banca.

L'ex Dc e Fi Alfredo Vito, che negli anni '90 patteggiò due anni per reati contro la Pubblica amministrazione, è uno di quelli che di vitalizi ne intasca ben due: uno da ex consigliere regionale e l'altro da ex deputato, in tutto 4.540 euro. Paolo Cirino Pomicino, 1 anno e 8 mesi per finanziamento illecito ai partiti e fondi neri Eni, 5.573.Tra gli altri, ancora, Totò Cuffaro. L'ex senatore ed presidente della Regione Sicilia, che dovrà rimanere in carcere fino al 2018 per aver favorito Cosa Nostra, a soli 53 anni percepisce, già dal 2011, un maxi vitalizio da 6mila euro. E sempre a spese anche di tutti quei lavoratori dipendenti che a stento arrivano a guadagnare 1.000 euro, Massimo Abbatangelo (4mila euro) e Toni Negri (2mila), entrambi condannati per reati legati al terrorismo, sono altri due che passeranno il resto della loro vita a godersi il loro “onorevole” privilegio. 

(post del 27 febbraio aggiornato il 7 aprile 2015)

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