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Ricorso respinto, salvi l'eleggibilità di Virginia Raggi e il contratto tra il M5S e i sui eletti. Dal Tribunale civile di Roma arriva la buona notizia per il sindaco di Roma, trionfatore dalla sentenza con cui i giudici rigettano il ricorso dell'avvocato Venerando Monello, secondo il quale Raggi era ineleggibile e il contratto pre-elettorale con il Movimento nullo.

Tesi sostenuta anche dal Pd ma su cui i giudici non si sono neanche espressi, definendo inammissibile il ricorso. "Tanto rumore per nulla, dopo la batosta elettorale a Roma, il Pd ne subisce un'altra in Tribunale", esulta il sindaco in un post pubblicato anche sul blog di Beppe Grillo.

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La sentenza è giunta, tra l'altro, ad una manciata di minuti dalla prima uscita televisiva - a "diMartedi'', su La7 - di Raggi da sindaco. E, galvanizzata anche dall'accoglienza del pubblico in sala, Raggi non ha evitato di toccare i tasti più delicati della sua gestione, dalla scelta di dare un ruolo chiave a Raffaele Marra alla disparità di consensi con la sua omologa torinese Chiara Appendino.

Ma è tutto il Movimento ad esultare. A partire da Davide Casaleggio, in un inusuale post su Facebook. "Non esiste alcun contratto tra Virginia Raggi e Casaleggio Associati. E sarebbe assurdo che ci fosse", scrive Casaleggio jr, soffermandosi su un punto toccato anche nel libro-inchiesta "Supernova. Come è stato ucciso il Movimento".

Tutto valido (ma sul regolamento M5S c'è comunque il ricorso degli espulsi) quindi, inclusa - ricordano anche gli 'ortodossi' - quella penale da 150mila euro che pende anche su Raggi in caso di violazione del codice etico. Tanto che il Pd pungola: "ricordiamo che furono proprio i suoi avvocati a segnalare che l'impegno vincolante da lei firmato era nullo".

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