A un mese esatto dall'elezione a sindaco di Roma, ieri Virginia Raggi ha riunito per la prima riunione operativa il suo dream-team, la squadra di assessori faticosamente messa insieme nelle scorse settimane, quando ha rischiato di rimanere stritolata nello spossante braccio di ferro tra le agguerritissime correnti del suo Movimento in lotta per spartirsi la torta del potere.

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Una battaglia che ha visto vinti e vincitori da entrambe le parti (epico l'addio della “Faraona” Roberta Lombardi al gruppetto di supporto al sindaco dove il suo posto è già stato occupato dal fidanzato della senatrice Paola Taverna Stefano Vignaroli) ma che non può dirsi ancora conclusa. Se finora le diverse fazioni grilline si sono scannate per acchiappare un assessorato o i ruoli chiave nell'amministrazione, a settembre c'è la lotteria ben più ghiotta delle partecipate del Comune di Roma su cui tradizionalmente si scatenato gli appetiti più famelici.



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Programma di governo rimandato

Due i punti all'ordine del giorno nell'incontro di ieri che il sindaco ha voluto aprire alla partecipazione dei consiglieri di maggioranza, un battaglione di 29 persone, ma chiudere alla diretta streaming e ai giornalisti: l'assestamento di bilancio che ha avuto il via libera e che ora dovrà essere approvato dall'Aula entro il 31 luglio e le linee programmatiche di governo che invece non sono state discusse. Via libera anche alla misura spot anti centurioni e risciò con multe fino a 400 euro per i fuorilegge.

Pochissime le sillabe che Virginia Raggi si arrende a pronunciare davanti ai giornalisti: “Quando vedrò Matteo Renzi? A settembre”. Stop. E sì che in ballo c'è la sopravvivenza economica della Capitale. Il sindaco, infatti, salirà a Palazzo Chigi per chiedere la “rinegoziazione del debito”. Il premier ha strigliato gli esponenti “rosiconi” del suo partito a “lasciar lavorare” la prima cittadina. Ma la prima cittadina non teme che a metterle il palo più grosso tra le gambe possa alla fine essere proprio il capo del governo?

La rabbia dei giornalisti

Domande che i cronisti romani gradirebbero poterle rivolgere se non fosse che, come ha sbottato ieri una di loro sulla sua pagina facebook al termine di una giornata inutilmente trascorsa in Piazza del Campidoglio sotto un sole cocente “da quando si è insediata la sindaca Raggi non ha risposto a una sola domanda, evita i giornalisti e obbliga assessori e collaboratori alla consegna del silenzio”. “In tanti anni di lavoro – il duro j'accuse - mai mi era capitato di assistere a un tale livello di opacità, dissimulazione, mancanza di rispetto verso i cittadini, tenuti all'oscuro di tutto quanto accade nelle segrete stanze del Campidoglio ma illusi di poterlo controllare grazie ai vari post quotidiani pubblicati su Facebook”.

Facebook

Tre, quelli pubblicati direttamente da Virginia Raggi solo nella giornata di ieri. Il primo per condividere la sua prima “intervista italiana” al quotidiano gratuito Metro distribuito nelle stazioni frequentate dai pendolari in cui conferma che la candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2024 “non è una priorità” ma che non esiste “preclusione al dialogo” (l'esigenza di recitare il copione del “no” è terminata con la fine della campagna elettorale e ora ci si può pure cominciare a ragionare).

Il secondo per lanciare il video della prima riunione di giunta allargata ai consiglieri pentastellati per condividere con loro “ogni misura e provvedimento che saranno messi in campo per risollevare Roma”. Il terzo per elencare i provvedimenti discussi: assestamento di bilancio, cronoprogramma sulle “spese fantasama”, ordinanza anti centurioni e risciò, blocco del cosiddetto piano di recupero di un palazzo storico romano, Palazzo Raggi, destinato ad essere trasformato nell'ennesimo megastore. 

Gli altri appuntamenti

Nulla invece, nemmeno un tweet, sugli altri due appuntamenti della giornata: quello con il presidente Sergio Mattarella e la cerimonia in ricordo del bombardamento di San Lorenzo dove c'è stato un momento di contestazione da parte della staffetta partigiana Tina Costa alla quale non è stato permesso di parlare dal palco di Piazza dei Caduti a nome dell'Anpi.


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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie Virgina Raggi, Sindaca di Roma , 19 luglio 2016 ANSA/Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica. – Credits: ANSA

Bilancio in chiaroscuro

A un mese dal suo insediamento, dunque, il bilancio dell'operato di Virginia Raggi appare in chiaroscuro: le risse interne hanno infatti frenato quel cambiamento tanto promesso in campagna elettorale e l'immagine del Movimento ne è uscita fortemente compromessa. Di delibere all'attivo nemmeno una. Un vuoto compensato solo da diverse trovate mediatiche.

Il blitz a Tor Bella Monaca per incontrare i bambini che il giorno prima avevano diffuso il video dei loro giochi in mezzo ai topi che infestano il quartiere; l'affaccio sul Lungotevere per controllare l'opera di pulizia dei cassonetti; la visita all'impianto di smaltimento di rifiuti di Rocca Cencia che l'Ama non riesce a far funzionare, accompagnata dall'assessore all'Ambiente Paola Muraro (“sono i pedoni che creano gli ingorghi di auto”) che per 12 anni ha ottenuto consulenze d'oro proprio dall'Ama da cui pretende ancora, tra l'altro, circa 200mila euro.

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