Politica

Via l'Italicum, i deputati 5S riscoprono il proporzionale

Il MoVimento presenta alla Camera una mozione che di fatto mira a reintrodurre la legge elettorale della prima Repubblica

Scuola: Camera, M5S legge in coro articoli Costituzione

Luigi Di Maio deputato M5S legge articoli della Costituzione alla Camera durante voto finale sul DL ''Riforma della scuola'', Roma 9 Luglio 2015, ANSA/GIUSEPPE LAMI

I deputati del Movimento Cinque Stelle hanno deposito alla Camera una mozione per reintrodurre in Italia un sistema elettorale basato sul sistema proporzionale  (come ai tempi della prima Repubblica), senza premi di maggioranza,  con la reintroduzione delle preferenze e collegi medio piccoli che consentirebbero, secondo i parlamentari di Grillo, un rapporto più stretto tra elettori ed eletti. 

Il documento, siglato dagli onorevoli Dieni, Cecconi, Cozzolino, Dadone, D’Ambrosio, Nuti e Toninelli, si rifà espressaemente a una analoga bozza di legge approvata nel 2014 dall'assemblea dei deputati e dei senatori grillini e poi ratificata online dagli attivisti 5 stelle. Il nome della proposta di legge che scelse allora il blog di Grillo era Democratellum, un sistema che oggi - secondo i grillini - consentirebbe di archiviare l'Italicum, la legge elettorale del governo Renzi basata su collegi molto vasti e su un consistente premio di maggioranza alla lista che riuscisse a ottenere almeno il 37% dei voti a livello nazionale.

Il democratellum si basa anche sulla possibilità di esprimere preferenze negative e su una soglia di sbarramento del 5%, non a livello nazionale ma di collegio. A margine della presentazione della mozione, i deputati grillini della commissione Affari costituzionali hanno spiegato le linee guida della loro proposta e attaccato l’Italicum, legge considerata dai grillini «antidemocratica e incostituzionale», scritta da «un gruppo di dilettanti allo sbaraglio» che non sono stati nemmeno in grado a loro dire di «scrivere una buona legge elettorale, dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta». È superfluo sottolineare che una legge elettorale siffatta renderebbe ancora più complesso, in un sistema fortemente frazionato come il nostro, la formazione di una maggioranza parlamentare in grado di governare, senza trasformismi e cambi di casacca continui, per tutta la legislatura.

Ai giornalisti che hanno fatto notare che con l'Italicum a esser favorito sarebbe proprio il Movimento, i deputati hanno sottolineato che «non ci interessa una legge per farci vincere vincere le elezioni, a noi sta di più a cuore l’interesse dei cittadini, che devono essere adeguatamente rappresentati in Parlamento sia alla Camera che al Senato». Con una decisione che ha suscitato qualche perplessità la Corte costituzionale ha ha rinviato ad un futuro non determinato l’udienza sulla costituzionalità dell’Italicum, di cui si inzierà a discutere domani alla Camera dei Deputati. 

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