Vendola apre al M5S per un fronte "anti-Nazareno"

Il leader di Sel lancia la proposta per un nuovo fronte, aperto alla sinistra alternativa e alle forze contrarie all'accordo Renzi-Berlusconi

Vendola

Nichi Vendola alla prima giornata di "Human factor" l'incontro organizzato da Sel - Milano, 23 gennaio 2015 – Credits: ANSA / MATTEO BAZZI

Redazione

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Le immagini con il popolo di piazza Omonìa ad Atene in festa mentre Alexis Tsipras intona "Bella ciao". Si è apre così Human Factor, la convention di Sel a Milano in cui Nichi Vendola, leader di Sel, ha lanciato la proposta per la creazione di un "fronte anti-Nazareno" di cui faccia parte "non solo la sinistra alternativa ma tutte le forze che amano la Costituzione e considerano il Patto del Nazareno una forma di inquinamento della politica... tutti coloro che hanno non solo il diritto ma anche il dovere di convergere per impedire questo delitto".


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I cinquestelle? "Tutti coloro che non intendono replicare il copione delle belle statuine. C'è la possibilità che il parlamento guadagni sovranità rispetto ai giochini che si fanno nelle retrovie e nelle segrete stanze. Serve un fronte anzi-Nazareno", conclude il leader di Sel. "Ora, qua, noi di Sel, mettendo a disposizione questa comunità, siamo disponibili ad andare oltre questa comunità. Vogliamo iniziare a cambiare noi e a cambiare questa comunità".

"C'è bisogno di una sinistra nuova, grande, popolare, innovativa, plurale che sappia svelare l'inganno del renzismo e di Matteo Renzi" ha aggiunto Vendola, "un innovatore finto che nasconde nella sua agenda di governo fatta di politiche conservatrici, di negazione dei diritti, di smantellamento del welfare... Milano è una grande capitale dell'Europa che non c'è e che rischia di disintegrarsi a causa delle politiche della austerità. Vogliamo rilanciare da Milano il sogno degli Stati uniti d'Europa". Ha poi concluso: "Noi vogliamo mettere insieme tanti stimoli, esperienze, saperi perchè abbiamo bisogno di uscire dalla politica intesa come battuta e prigioniera dei talk show. Abbiamo bisogno della politica come pensiero e analisi. Il mondo vive trasformazioni violente e feroci; e la politica non puo' vivere con il respiro corto, con l'idea dei titoli dei quotidiani del giorno dopo". 

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