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Terremoto: Vasco Errani, commissario per la ricostruzione

L'ex governatore dell'Emilia Romagna alla guida del post sisma. L'annuncio del premier Renzi a Maranello durante l'incontro con Angela Merkel

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Chiara Degl'Innocenti

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Si abbassa il sipario sui funerali delle vittime del terremoto e si alza quello che riguarda la ricostruzione mettendo fine alla tregua politica iniziata una settimana fa per la tragedia del sisma.

Così, a pochi giorni dai crolli che hanno fatto quasi 300 morti coinvolgendo il Centro Italia, il piano di prevenzione pluriennale Casa Italia affida a Vasco Errani il ruolo di commissario per la ricostruzione (nomina formalizzata il 1 settembre). 

"Il commissario per la ricostruzione sarà individuato domani nella persona di Vasco Errani", ha annunciato il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante vertice intergovernativo che si è tenuto a Maranello con la cancelliera tedesca Angela Merkel. "Errani è stato presidente dell'Emilia Romagna che quattro anni fa ha subito un terremoto e oggi è in piedi e più forte di prima. Non cambiamo la squadra".

Per il governo, infatti, è stata proprio l'esperienza di Errani maturata come commissario per il sisma nella sua regione a pesare positivamente. Fin da subito l'ex Governatore si era speso per riedificare nelle zone colpite e messe in sicurezza, senza però costruire una New Town stile L'Aquila. Non solo, mantenendo nei loro luoghi le comunità e facendo arrivare la metà dei comuni colpiti a completare la ricostruzione di edifici privati e commerciali.

Di recente assolto dall'accusa che lo aveva portato alle sue dimissioni da Presidente della Regione, Errani è uomo di fiducia del premier in termini di capacità amministrative e delle istituzioni nonchè nome dall'evidente significato politico di apertura alla sinistra interna del Pd, come sostengono anche Di Maio del M5S, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e il leader della Lega Matteo Salvini. La speranza riposta sull'ex governatore dell'Emilia Romagna, che piace a Bersani, Fassina e D'Attorre, è che dimostrandosi un sostenitore delle politiche orientate verso un dialogo proprio tra il governo e la minoranza del partito vada anche a smussare gli angoli di quella parte ribelle interna ai democratici in vista del Referendum Costituzionale. 

E se in termini di tattica questa scelta sembrava inizialmente essere, se non una porta aperta, almeno uno spiraglio di confronto politico con Forza Italia che invocando "l'unità post-terremoto" guarda con interesse all'ipotesi di una legge per la ricostruzione, per la prevenzione e la sicurezza, il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, intervistato dal quotidiano Il Mattino, sottolinea che le cose non stanno così. Solo questa mattina quando ancora i giochi non erano stati fatti Brunetta ribadiva: "Un profilo no partisan sarebbe quanto mai auspicabile. Non fosse che la nomina di Vasco Errani a commissario tradisce nei fatti l'appello a una larga convergenza di intenti invocato da Renzi: il premier è partito con il piede sbagliato". 

E dove il leghista Roberto Maroni si era dimostrato possibilista all'ipotesi-Errani, per il leader del Carroccio questo nome non era neanche da prendere in considerazione. Dovrà farsene una ragione Matteo Salvini che aveva proposto per affossare l'ex governatore emiliano il prefetto Francesco Paolo Tronca, esperto di sicurezza pubblica, di mediazione sociale, di problematiche dell'immigrazione che ha gestito situazioni critiche durante la sua carriera: da quella della piena del Tevere avvenuta nel dicembre del 2008, fino ad arrivare a ricoprire l'incarico di commissario della capitale mettendo la parola fine all'era Marino in Campidoglio, passando per l'Expo di Milano. "Il prefetto ha già dimostrato di essere in grado di gestire con successo situazioni difficili e delicate in numerose città. Siamo certi che sarebbe in grado di svolgere un ottimo lavoro anche nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto", aveva sostenuto Salvini definendo l'idea di affidare la guida della ricostruzione all'ex Governatore dell'Emilia "una follia". Ora dovrà invece fare i conti con la nomima di Errani.


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