Redazione

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25 febbraio 2015

Il Senato dice sì, con 173 voti favorevoli e 71 contrari, all'emendamento del governo alla legge sulle unioni civili. L'emendamento recepisce il ddl Cirinnà salvo lo stralcio della stepchild adoption, ovvero l'articolo 5, e l'eliminazione dell'obbligo di fedeltà, contenuto nell'articolo 3.

I 173 sì arrivano con 245 senatori presenti e 244 votanti, come comunicato dal presidente Pietro Grasso in Aula. Il ddl ora passa all'esame della Camera. 

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Via la stepchild adoption via l'obbligo di fedeltà ma "salvato" il cruciale riferimento alla "vita familiare". Sono questi i punti principali del maxiemendamento del governo al ddl unioni civili. Nel testo, inoltre, si specifica che per lo scioglimento dell'unione civile non è necessario il giudice e si disciplina che, sulle adozioni, "resta fermo quanto previsto dalla legislazione vigente". Formulazione, quest'ultima, che di fatto permette al ddl di "non legare le mani" ai giudici nel caso in cui, prima che sia varata la nuova legge sulle adozioni, una coppia omosessuale faccia ricorso.

Che cosa cambia

Messo nero su bianco, il riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione che riguardano le "formazioni sociali". In caso di scioglimento, inoltre, si prevede che, anche nel caso le parti abbiano manifestato "disgiuntamente" tale volontà, si vada dinanzi "all'ufficiale di Stato civile". Nel maximendamento, formulato con un unico articolo come per la finanziaria, compaiono inoltre ritocchi a quello che, nel testo iniziale, era l'articolo 3. L'unione, si legge, non comporta obbligo di fedeltà mentre prevede "l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione". Immutato anche il punto sul cognome, in merito al quale si prevede che le parti "possono stabilire di assumere, per la durata dell'unione civile, un cognome comune".

Sciolto, infine, lo spinosissimo nodo del comma 4 dell'art. 3 che, nel testo iniziale, prevedeva come le unioni non si applichino al Titolo II della legge sulle adozioni (che disciplina la cosiddetta adozione 'piena') aprendo, a parere di centristi e Cattodem, le porte alla stepchild. Il rischio, paventato dalla sinistra Pd, era però che toccando quel punto si limitasse anche la libertà dei Tribunali nel giudicare, caso per caso, i ricorsi inoltrati da coppie omosessuali per il riconoscimento della stepchild. Nel nuovo testo si spiega invece che le norme sulle unioni civili "non si applicano alle disposizioni della legge n. 184 (sulle adozioni, ndr)" e, allo stesso tempo, si specifica: "resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti".

24 febbraio 2014

Il premier Renzi, dopo l'approvazione dell'emendamento del governo alla legge sulle unioni civili, ha subito twittato:

Nella giornata di oggi Ncd ha alzato la posta: "Lo stralcio della stepchild adoption non è sufficiente. In questi momenti il Pd e il mio partito stanno lavorando per cercare di costruire questo emendamento in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che noi riteniamo incostituzionali" ha dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine di una vista alla Fondazione Santa Lucia a Roma.

 "Già togliere la stepchild adoption dal testo delle unioni civili è un errore. Altri cedimenti a Ncd sarebbero inaccettabili" ha subito dichiarato Roberto Speranza, deputato che guida la minoranza Pd.

L'impegno del governo finora è sempre stato quello di non stravolgere il testo Cirinnà nell'emendamento, di recepire le modifiche già condivise e stralciare dal testo il tema stepchild.

 

22 febbraio

È pronto l'emendamento che sostituirà il ddl Cirinnà sulle unioni civili, escludendo la stepchild adoption ma mantenendo intatti i diritti alle coppie di fatto. "Adesso è arrivato il momento di decidere, anche a costo di usare lo strumento della fiducia", è  il timing di Matteo Renzi che vuole l'ok del Senato, grazie all'accordo dentro la maggioranza, in pochi giorni.

Angelino Alfano aspetta di vedere il testo ma l'impressione è che Ncd, ottenendo lo stralcio delle adozioni, darà il via libera ad una riforma che, alla fine, anche la sinistra dem non potrà non votare.

Dopo la svolta, annunciata ieri dal premier all'assemblea dei democratici, il Pd si è messo al lavoro, con una serie di incontri e contatti, per arrivare domani alle 13 all'assemblea dei democratici con il maxi-emendamento pronto. Renzi, che oggi ha incontrato i capigruppo Zanda e Rosato, non crede più all'intesa parlamentare con M5S. "Mercoledì scorso - racconta davanti alla stampa estera - 20 minuti prima del voto, si sono tirati indietro. Si dice che cambiare idea sia sintomo di intelligenza, allora i grillini sono geni assoluti".

A questo punto la strada del maxi-emendamento con fiducia sarà messa domani ai voti dei senatori dem nell'assemblea alla quale parteciperà anche il leader Pd. La minoranza dem, così come anche Sel, ripete che bisogna cercare ancora un accordo con i grillini per impedire lo stralcio della stepchild.

 

Ma, alla fine, quando si arriverà alla conta, tranne qualche duro e puro i renziani confidano che prevarrà il realismo, ovvero che, anche senza il capitolo delle adozioni, l'Italia vede finalmente riconosciuti i diritti alle coppie etero e omosessuali. Anche la relatrice del ddl, la battagliera Monica Cirinnà avvalla infatti la scelta del governo: "Sulle unioni civili da due anni giochiamo a scacchi e l'emendamento del governo puo' farci fare scacco matto".

Il testo del maxi-emendamento, oltre a togliere il capitolo delle adozioni che, promette il renziano Marcucci, "sarà affrontato in un altro ddl", comprende, a quanto si apprende, "piccole modifiche" agli art. 2 e 3 che definisce diritti e confini delle unioni di fatto.

Ncd chiede che le unioni civili "non vengano equiparate ai simil-matrimoni" e la direzione sarebbe quella di inserire nel maxi-emendamento i 3 emendamenti a firma Lumia che specificano gli articoli del codice civile, non tutti, riconosciuti alle coppie di fatto. "Bene prevalga il buonsenso - afferma Alfano - sì ai diritti per le coppie anche omosessuali ma non mettiamo di mezzo i bambini e sia anche chiaro che non puo' essere una fotocopia del matrimonio, che è fra uomo e donna".

Restano sulle barricate invece i grillini, che chiedono al presidente Grasso di convocare con urgenza una capigruppo "per definire una tempistica certa ed evitare il maxiemendamento e la fiducia, con cui ancora una volta il governo vuole esautorare il Parlamento".

Più in difficoltà appare Forza Italia che aveva motivato il no al ddl Cirinnà con la presenza della stepchild. Fi, chiarisce il capogruppo Paolo Romani, "pone tre precondizioni" sui contenuti per aprire un confronto sulle unioni civili, chiedendo al Pd di "sgombrare il campo da canguri e cangurelli" oltre che dall'ipotesi fiducia. E spiazzate dalla nuova strada trovata dal governo sono anche le associazioni Lgbt. Mentre sale a 30mila firme in 24 ore la petizione di Change.org, firmata da 400 vip, per chiedere le unioni civili, il movimento Lgbt dice no alla fiducia che "equivale allo svuotamento della legge" ed il vicepresidente di Famiglie Arcobaleno Michele Coletta considera "una legge monca" una riforma senza stepchild adoption. Per dirla come il regista Ferzan Ozpetek, sulle unioni civili "Renzi opta per l'uovo oggi e tratta con Angelino Alfano".

17 febbraio

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha convocato la Conferenza dei capigruppo come richiesto questa mattina dal presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. Alla richiesta, ha sottolineato Grasso rendendo nota la sua decisione, "hanno aderito anche altri capigruppo".

E la conferenza ha deciso di rimandare a mercoledì prossimo l'esame del disegno di legge sulle unioni civili.

È empasse sulle Unioni Civili. La seduta dell'Aula del Senato di ieri sera è stata infatti sospesa su richiesta del presidente Sel Loredana De Petris con voto favorevole dell'Assemblea dopo che il M5S ha espresso la sua contrarietà a votare l'emendamento Marcucci, il cosiddetto "canguro", messo in votazione per primo nonostante la Lega avesse ritirato, a sorpresa, i 4.500 emendamenti al ddl.

Questa mattina la nuova seduta e il nuovo rinvio.

12:19 - L'esame del disegno di legge sulle unioni civili slitta a mercoledì prossimo dopo il voto sul decreto milleproroghe. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, come riferisce il presidente dei senatori di Ap, Renato Schifan

10:33 - "Condivido la richiesta di una capigruppo per un rinvio, per ripristinare una serie di situazioni e di rapporti politici". Lo dice nell'Aula del Senato Renato Schifani di AP durante l'esame delle unioni civili.

10:05 - "Il M5S è categoricamente contro il rinvio della legge in aula". Così in Senato la capogruppo del M5S Nunzia Catalfo chiedendo il voto in aula. "Il M5S sul ddl Cirinnà, per il profondo convincimento e sul riconoscimento dei diritti umani, non ha prodotto alcun emendamento alla legge: questo vuol dire che per il M5S la legge va bene così com'è quindi non accetto strumentalizzazioni che ci danno responsabilità che non abbiamo. Il M5S non ha fatto alcun accordo su emendamenti premissivi e non avrebbe potuto perché siamo stati i primi a ribellarci all'Esposito e al Cociancich. Non si baratta la democrazia per i diritti", ha dichiarato.

"Diciamo No a un rinvio della legge. Si discuta ora e seriamente. Si rinviino gli emendamenti farlocchi dei bigotti finti cattolici della destra"

9:55 - "La capigruppo sia la sede opportuna in cui riaprire le discussione sulle unioni civili, al limite che si ritorni in commissione, che mi sembra l'unica possibilità che il Parlamento si può concedere". Così il capogruppo di FI al Senato Paolo Romani. "Non possiamo avere una capigruppo al buio, in cui l'unico tema è rinviare di 48 ore l'esame sulle unioni civili - ha aggiunto - È giusto entrare nel merito, capire se riproporre martedì l'emendamento canguro, quali voti segreti concedere".

9:50 - La richiesta di rinvio dell'esame del ddl unioni civili avanzata dal Pd coglie di sorpresa l'Aula del Senato. "Ma come?", si urla dai banchi di Ncd, mentre i leghisti rumoreggiano e M5s appare incredulo.

9:48 - "Sono sconcertato. Mi spiace leggere della richiesta di rinvio appena annunciata da un pezzo sulle agenzie di stampa" dice nell'Aula del Senato Roberto Calderoli della Lega dopo la richiesta di rinvio dell'esame del ddl unioni civili da parte del Pd. "Prima ritiriamo il canguro e poi andiamo alla Capigruppo" ha chiesto attaccando il PD. "Giocate a trattare di mattina con noi e la sera con M5S e non andate da nessuna parte". Infine, la battuta: "Evitiamo che una legge di una animalista sia approvata col canguro..."

9:45 - Il presidente dei senatori Dem Luigi Zanda ha chiesto la convocazione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama per fare il punto sul ddl unioni civili. "Ieri abbiamo registrato un fatto politico nuovo - dichiara - un gruppo che sembrava favorevole a un iter del provvedimento ci ha ripensato. Quindi serve un lavoro di riflessione per riannodare dei fili politici". Si dovrebbe andare verso un rinvio dell'esame del testo alla prossima settimana.

9:35 - In Senato si profila una nuova richiesta di rinvio dell'esame del ddl sulle unioni civili. Lo si apprende da qualificate fonti parlamentari di maggioranza.  Questa volta, riferiscono all'ANSA queste fonti, a chiedere una riflessione "di qualche giorno" sarebbe il Partito democratico. La richiesta verrebbe avanzata stamani in Aula.

7:00 - "Voto dopo voto noi ci saremo, 33 sulla legge, 30 sulla stepchild. Confermiamo il nostro impegno e i nostri numeri". Lo assicura il senatore M5S Roberto Airola in un'intervista a Repubblica in cui spiega il no del Movimento all'emendamento Marcucci, il cosiddetto supercanguro. "Ci siamo trovati in una situazione molto difficile. Quando dall'altra parte c'erano 5mila emendamenti si poteva ragionare su un nostro appoggio, anche indiretto, al canguro. Ma con 500 no, sono due giornate di lavori d'aula. Dopo che la Lega ha ritirato 4.500 emendamenti, non potevamo dire sì a una procedura che abbiamo sempre avversato. Nè nei confronti dei parlamentari nè dei nostri attivisti", dice Airola.

"Non è un dispetto", sottolinea. "Il problema era quello di giustificare davanti a tanti parlamentari contrari una forzatura per due giorni di lavoro in più. Non era una questione di vita o di morte della legge... Capisco la delusione del popolo Lgbt che ci guarda da fuori. Capisco il loro disappunto" ma, dichiara Airola, "non è finita: andiamo a votare. Vediamo cosa esce. Non capisco perchè il Pd abbia così paura dei voti segreti, perchè avesse tanto bisogno di una norma per farli saltare".

 

16 febbraio

La seduta dell'Aula del Senato dedicata al ddl sulle unioni civili è stata sospesa su richiesta del presidente Sel Loredana De Petris con voto favorevole dell'Assemblea e riprenderà domani alle 9.30.

La richiesta è arrivata dopo che il M5S ha espresso la sua contrarietà a votare l'emendamento Marcucci, il cosiddetto "canguro", messo in votazione per primo nonostante la Lega avesse ritirato, a sorpresa, i 4.500 emendamenti al ddl.

"Serve più tempo", ha detto De Petris, per ritrovare la strada della "ragionevolezza" e cioè per far trovare un accordo tra i gruppi che conduca al ritiro dell'emendamento canguro di Marcucci. Ma il firmatario, in serata, ha dichiarato che non lo ritirerà.

19:30 - "Non si ritira". Così il senatore Pd Andrea Marcucci risponde, all'uscita dell'Aula del Senato, a chi gli domanda se ritirerà il suo emendamento alla unioni civili,il cosiddetto "canguro", dopo che il Movimento 5 Stelle ha dichiarato che non lo voterà. Quanto all'ipotesi di spacchettamento dell'emendamento, Marcucci risponde: "Non esiste, non è neanche stato proposto". "Ora - aggiunge, con riferimento al M5s - è chiaro chi vuole la legge e chi no".

19:08 - La senatrice Loredana De Petris di Sel chiede il rinvio della votazione per avere maggior tempo per ritrovare la strada della "ragionevolezza" e cioè per far trovare un accordo tra i gruppi che conduca al ritiro dell'emendamento canguro di Marcucci. Il Senato vota e approva. Si rinvia alla seduta di domani mattina alle 9,30.

18:58 - Doris Lo Moro del Pd accusa i senatori del M5S di "nascondersi dietro le procedure". "Votiamo, votiamo!" intonano loro nell'Aula del Senato mentre il presidente Grasso dice che "non sono permessi cori da stadio" e chiede l'intervento dei questori.

18:42 - "Non me la sento di costringere il mio gruppo a votare l'emendamento "canguro" di Marcucci". Lo ha detto il senatore del M5S Alberto Airola intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama chiedendo di "andare avanti con 500 emendamenti a voto palese". "Ci assumiamo una pesante responsabilità", ha aggiunto Airola. Senza i voti 5 Stelle il "canguro", di cui Marcucci è primo firmatario, infatti rischia di non passare.

17:59 - Il capogruppo PD in Senato, Luigi Zanda, ha spiegato che la votazione dell'emendamento Marcucci resta in quanto con obiettivo "sano". "Abbiamo qui in Aula - ha detto Zanda - il provvedimento più delicato e difficile da inizio legislatura ed è una legge del Senato, non viene dal governo o dalla Camera. Se non la facciamo dimostriamo di non essere in grado di fare le leggi che dobbiamo fare". Infine Zanda ha voluto smentire "la vulgata secondo cui con l'emendamento Marcucci si elimina la discussione. "Esso eliminerà la metà degli emendamenti. Voteremo tutti gli articoli - ha concluso - compreso il 5 a voto segreto. Il provvedimento può essere discusso in tutte le parti".

17:52 - Il capogruppo di Fi in Senato, Paolo Romani, ha rivolto un appello al Pd affinchè ritiri l'emendamento canguro di Marcucci dopo il ritiro da parte della Lega di 4.500 emendamenti al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Romani ha invitato il presidente Pietro Grasso a convocare la capigruppo o la Giunta del regolamento per valutare l'ammissibilità del canguro di Marcucci.

17:50 - Il capogruppo della Lega in Senato, Gianmarco Centinaio, ha ritirato ufficialmente in aula 4.500 emendamenti alle unioni civili, ed ha "sfidato" il Pd a ritirare l'emendamento-canguro di Marcucci. Dopo il suo intervento, Centinaio ha raggiunto il banco della presidenza e gli ha simbolicamente consegnato un foglio con l'emendamento Marcucci. Gli emendamenti erano il 90% delle richieste di modifica del testo. Erano stati oggetto di una trattativa con il Pd non andata a buon fine
sull'emendamento Marcucci. La mossa del capigruppo Centinaio è quindi stata letta come un colpo di scena in Aula.

17:15 - Al via nell'Aula del Senato l'esame del ddl Unioni Civili. Presiede Pietro Grasso. Al banco del overno al momento, oltre ad i ministri Stefania Giannini, Andrea Orlando e Roberta Pinotti, siede una nutrita pattuglia di sottosegretari. L'emiciclo è strapieno come lo sono le tribune del pubblico e della stampa.

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15 febbraio

Ancora nessun accordo nel Pd alla vigilia dell'inizio delle votazioni in Senato sul ddl Cirinnà. Il capogruppo Luigi Zanda ha fatto sapere che la riunione di oggi interna al partito continuerà a oltranza.

Di più. Zanda ha confermato che domani pomeriggio inizierà il voto sull'emendamento "canguro" e, se l'aula decidesse in tal senso, sarà votato per parti separate: la parte dei diritti dei due partner sarebbe votata in modo palese, mentre quella sulla stepchild a scrutinio segreto.

Altro tema caldo è l'utilizzo del "super canguro" che ridurrebbe le norme presentate dalla Lega Nord al ddl Cirinnà e cancellerebbe di fatto gli emendamenti su cui chiedono la modifica delle adozioni. Ma la trattativa continua, a oltranza, alla ricerca di una mediazione.

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14 febbraio

A meno di 48 ore dal "gong" alla battaglia in Aula sulle unioni civili parte l'ultimo assalto alla stepchild adoption. È il ministro dell'Interno Angelino Alfano a lanciare la sfida appellandosi direttamente ai Cattodem e al M5S e chiedendo loro di far "saltare", insieme ad Ap, il punto delle adozioni.

Punto sul quale, allo stesso tempo, l'ala cattolica insiste di poter votare erigendo una trincea contro il "canguro" a prima firma di Andrea Marcucci e chiedendo, comunque, lo spacchettamento dell'emendamento in due parti, una sui diritti e una sulla stepchild.

La partita, insomma, è apertissima laddove una terza via tra lo stralcio e l'approvazione tout court della stepchild resta difficilissima. E ieri è stato Alfano a tornare alla carica. "Se fossi il leader del Pd io stralcerei la stepchild", attacca il leader centrista ricordando di aver avanzato personalmente tale ipotesi al premier Matteo Renzi, assicurandogli, in cambio, il via libera alla legge "di tutta la maggioranza".

Ma Renzi mi "ha detto che la posizione del Pd è per non stralciare", spiega Alfano aprendo così la seconda via percorribile per cancellare l'art.5 dal ddl: "Spero che i Cattodem abbiano coraggio per votare "no" e che numerosi grillini votino "no" in modo tale che la stepchild salti".

Mentre, sul legame unioni civili-tenuta del governo, se da un lato il ministro assicura di "non fare minacce", dall'altro si dice "non sicuro" di eventuali ripercussioni: "non posso prevedere gli effetti indiretti di una scelta diretta".

Alle parole di Alfano segue un pomeriggio di comunicati "infuocati" dei Cattodem. In 7 tornano a chiedere al Pd lo stralcio della stepchild, parlando di "situazione ancora molto confusa". "La stepchild non vale solo per i bimbi che già ci sono", incalza Stefano Lepri, osservando come la norma porterà, "per prassi dei giudici o con ricorso alla Consulta, a consentire alla coppia omosessuale l'adozione del figlio di terzi". Mentre Rosa Maria Di Giorgi, in vista dell'ipotesi 'canguro', afferma: sarebbe "inaudito che ci venga impedito di votare". E auspica che "il senatore Marcucci ritiri l'emendamento".

Ma il canguro, al momento, resta all'orizzonte. In ogni caso il patto Lega-Pd sembra ormai franato ed è possibile, a questo punto, che martedi' sul canguro venga chiesto lo spacchettamento e il suo voto per parti separate (richiesta sulla quale decide comunque il presidente Pietro Grasso). Ed è sui punti "d e f" del canguro relativi all'adozione che la stepchild, probabilmente a voto segreto, si gioca il suo futuro. I numeri dell'Aula, infatti, restano in bilico, il voto contrario dei cattolici Pd, in nome della liberta' di coscienza, e' scontato e, in caso di bocciatura dello stepchild, il suo stralcio potrebbe davvero concretizzarsi.

Stralcio che la maggioranza del gruppo Pd non vuole. "Mettere in discussione l'indicazione del Pd pregiudicherebbe la maggioranza molto ampia" sul ddl, avverte il 'Giovane Turco' Francesco Verducci mentre la sinistra Pd attacca: "Chi chiede lo stralcio non vuole una buona legge". E il M5S? Sulle adozioni  vige la liberta' di coscienza anche se il senatore Gianluca Castaldi oggi assicura: "Il 90% del gruppo vuole la stepchild, i si' saranno 28-30".

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12 febbraio

Come se non bastassero le dure contrapposizioni in Senato a proposito del ddl Cirinnà sulle unioni civili, ci ha pensato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha gettare un po' di benzina sul fuoco: il voto segreto -ha detto- è lo strumento più idoneo alla tutela della libertà di coscienza.

L'auspicio del presidente della Cei ha scatenato la ferma reazione del Governo: decide il presidente del Senato, Grasso. Il voto segreto "lo decide il Parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei". A Radio Anch'io, Matteo Renzi ha ribadito la posizione del governo in merito, aggiungendo che a lui "piacerebbe molto l'idea che un parlamentare risponda del voto che dà e lo spiega. Dopodiché il regolamento del Parlamento prevede il voto segreto e se ci saranno le condizioni Grasso e non la Cei deciderà".

Il premier ha anche detto: "La legge sulle unioni civili è sacrosanta e finalmente ci siamo. Che paura possono fare due persone che si amano, perché lo Stato deve impedire loro di avere dei diritti? Trovo che il Paese e il Parlamento su questo siano nettamente a favore".  Ribadendo però di essere "molto contrario all'utero in affitto". Quanto al nodo della stepchild, "in realtà esiste già in forme stabilite in via giudiziaria, è un punto delicato e aperto ma mi pare fondamentale che in queste ultime ore prima del voto si rispettino le opinioni altrui, si faccia una discussione seria e poi il Parlamento decida".

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10 febbraio 2016

19:45 - La capigruppo ha deciso questa sera che si riprenderà a votare il ddl Cirinnà sulle unioni civili martedì 16 febbraio, alle 16,30 e mercoledì pomeriggio e giovedì con possibilità di ultimare il martedì successivo. Non ci sarà scadenza dei termini per il voto finale al ddl.
Per domani è prevista l'illustrazione di tutti gli emendamenti al testo.

Ore 18:00 - Il Pd, attraverso il capogruppo Luigi Zanda, ha chiesto in Aula al Senato la convocazione della conferenza capigruppo sul calendario dei lavori del ddl unioni civili. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha quindi sospeso i lavori e convocato la capigruppo. 

L'Aula del Senato ha respinto la richiesta di "non passaggio all'esame" degli articoli del ddl Cirinnà sulle unioni civili. Hanno votato contro 195 senatori, a favore 101, 1 astenuto.

Ore 16:15 - La richiesta di "non passaggio all'esame" degli articoli del ddl sulle unioni civili verrà esaminata dall'Assemblea di Palazzo Madama con voto palese. Lo ha deciso il presidente del Senato Pietro Grasso. In questo modo il ddl Cirinnà ha superato uno dei grossi ostacoli procedurali dei quali ci siamo occupati prima.

Ore 15:45 -  Ora che è arrivato il giorno delle votazioni, per il ddl Cirinnà sulle unioni civili il cammino sembra sempre più difficile.

Due in particolari le questioni procedurali aperte.

La prima: il presidente del Senato Piero Grasso deve decidere se concedere il voto segreto sul "non passaggio al voto" che è stato chiesto da 74 senatori (per esempio Calderoli, Lega, e Quagliarello, Idea). Se questa richiesta venisse approvata, il disegno di legge Cirinnà dovrebbe tornare in Commissione.
I tempi diventerebbero assai più lunghi, e le possibili operazioni di sabotaggio più probabili.
Se invece non viene approvato il "non passaggio al voto" allora si continua in Aula al Senato con l'esame e il voto degli emendamenti.

La seconda questione: quanti emendamenti? La situazione della trattativa fra maggioranza e opposizione è in una strada senza uscita.

Ci sono dunque i cinquemila emendamenti della Lega - inclusi i soppressivi - e l'emendamento 'canguro' del Pd firmato Andrea Marcucci, che, se approvato, annulla tutte le proposte di modifica al testo originario del disegno di legge Cirinnà.

A questa confusione si aggiunge la situazione nel Pd. Il capogruppo Zanda chiede ai suoi di esercitare la "libertà di coscienza" su tre emendamenti agli articoli 5 e 22 del ddl -affido rafforzato, adozione per solo uno dei partner e apertura della "stepchild adoption" alle coppie conviventi. I senatori catotlici vorrebbero "libertà di coscienza" su almeno 9 emendamenti.

Infine, c'è la questione di quali e quanti voti segreti. Mentre i vari gruppi trattano anche su questo, deciderà Pietro Grasso.

Ore 13:15 -  Libertà di coscienza su tre emendamenti al ddl sulle unioni civili: due presentati all'art.5, quello sulle stepchild adoption, e uno all'articolo 22, quello che contiene norme sulle coppie di fatto.

Lo propone il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda ai parlamentari Dem ora riuniti in assemblea. Le tre proposte di modifica sulle quali il Pd potrebbe lasciare libertà di coscienza, qualora passasse il vaglio dell'assemblea dei senatori, portano le firme di Lepri, Guerra e Mattesini.

La posizione del Pd rifletterebbe quindi quanto affermato ieri da Matteo Renzi: "approviamo il ddl Cirinnà con o senza le adozioni, sulle quali mi rimetto al Parlamento".

La senatrice Anna Finocchiaro del Pd ha intanto proposto una mozione tesa a impegnare il governo affinché la pratica della maternità surrogata diventi reato universale.

Ore 11:30 - "Nulla di fatto" nell'incontro Pd-Lega di questa mattina dedicato al taglio degli emendamenti annunciato dal Carroccio al ddl Cirinnà.

L'incontro non ha risolto i nodi, in primis quelli sulla presenza di diversi emendamenti premissivi tra le proposte di modifica che la Lega vorrebbe mantenere.
Al momento resta quindi anche l'emendamento-canguro a prima firma Marcucci, in attesa di una nuova riunione prevista nel pomeriggio. Sarebbero inoltre un centinaio i voti segreti chiesti da Lega e Fi.

Ore 8:00 - Matteo Renzi spinge sull'approvazione del ddl sulle unioni civili, anche se sul nodo della stepchild adoption lascia la parola al Senato, dove oggi finalmente si comincerà a votare, e subito a scrutinio segreto.

Le tensioni rimangono tutte sul tavolo con i cattoDem che ieri in aula hanno chiesto di togliere proprio la stepchild adoption, con Ncd pronto a chiedere il maggior numero di voti segreti, e con l'incognita dei 5.000 emendamenti della Lega che non sono stati ancora ritirati. La scorsa settimana il Carroccio si era impegnato a ritirarne il 90% in cambio del ritiro da parte del Pd di un emendamento "super-canguro" (che fa cioè decadere centinaia di altri emendamenti) di Andrea Marcucci.

Ma Pd e Lega ieri non hanno raggiunto l'accordo perchè tra gli emendamenti che il Carroccio vuole mantenere ve ne sono alcuni che sono a loro volta "canguri". Oggi nuovo incontro tra Lega e Pd e poi, alle 13, Assemblea del gruppo del Pd, decisiva per mettere insieme il fronte laico e quello cattolico dei Dem.  

Nella consueta enews agli iscritti del Pd, Renzi ha espresso compiacimento per il fatto che oggi il Senato inizi a votare sulle unioni civili: "è finita la stagione in cui nascondersi, i diritti (e i doveri) sono tali solo se sono per tutti. È un passo in avanti".

Stepchild adoption: il nodo
Tuttavia il premier ammette che "rimangono aperti alcuni punti su cui si confronterà il Parlamento, a partire dalla stepchild adoption". "Non è il punto principale di questa legge", osserva Renzi, ma "credo giusto che il Parlamento si pronunci anche su questo". Renzi è consapevole che il tema divide il Parlamento e anche il Pd: oggi in aula diversi senatori CattoDem, come Giorgio Santini o Stefano Lepri, hanno espresso dure critiche: il primo ha chiesto lo stralcio per poi esaminare tutto il tema delle adozioni in una legge a parte; il secondo ha rilanciato l'affido rafforzato. Per non parlare di Ap che da giorni chiede lo stralcio.

Utero in affitto: il tema su cui lavorare
La critica alla stepchild adoption è che essa apre di fatto all'utero in affitto, seppur praticato all'estero. Per questo oggi Anna Finocchiaro, intervenuta in aula, ha lanciato l'idea di una mozione che impegna il governo a porre in essere le iniziative necessarie a dichiarare l'utero in affitto un reato universale. Mossa concordata con lo stesso Renzi, il quale nella enews, ha espresso una "condanna" per questa pratica "che rende una donna oggetto di mercimonio".

Ma cio' non sembra bastare ad Ap: infatti il capogruppo Renato Schifani, ha oggi resistito alle richieste del suo collega del Pd Luigi Zanda di non chiedere i voti segreti su molti emendamenti. Mentre i senatori di "Idea" hanno presentato un emendamento, letto da alcuni parlamentari della maggioranza come una provocazione, che prevede di considerare in Italia privi di genitori legali i bambini nati da maternità surrogata.

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8 febbraio

Sulle unioni civili si va avanti, sempre. "Il Pd non è per lo stralcio. Si lavora ad una maggioranza parlamentare per approvare il testo". Così il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, ha ribadito la posizione del PD.

Rosato con il capogruppo Pd del Senato, Luigi Zanda, ha partecipato alla consueta riunione con Renzi e il ministro Boschi a Palazzo Chigi che si tiene all'inizio di ogni settimana per fare il punto sui lavori parlamentari.

Intanto sul blog di Beppe Grillo è arrivata una "spiegazione" di quanto annunciato sabato 6 febbraio, ovvero la "libertà di coscienza" sul ddl sulle unioni civili, un gesto che è apparso ai più come un dietrofront dopo la decisione di votare "si" compratti. "Il M5S voterà sì al ddl sulle unioni civili, come stabilito nella votazione avvenuta sul blog il 28 ottobre 2014" si legge sul blog. "Tuttavia, siccome il quesito della consultazione non conteneva domande sulla stepchild adoption, in via del tutto straordinaria Grillo e Casaleggio, in qualità di Garanti del Movimento, si sono assunti la responsabilità di rinunciare a un'ulteriore voto sul blog e di lasciare ai portavoce la libertà di decidere sulla stepchild adoption secondo coscienza, sulla base di principi personali".

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6 febbraio 215

Cambio di rotta per i cinque stelle sulle unioni civili. Grillo annuncia dal suo blog libertà di coscienza tanto sul nodo della stepchild adoption quanto sul voto finale della legge, nonostante il favore espresso qualche mese fa dalla consultazione rete sul ddl Cirinnà. Il leader si giustifica spiegando che "la decisione e' stata presa in seguito alle tante richieste da parte di elettori, iscritti e portavoce M5S".

Il nuovo ordine di scuderia apre un fronte interno al movimento, con una spaccatura che emerge nei commenti sul web, e scombussola il precario assetto politico intorno al disegno di legge Matteo Renzi tiene ferma la linea: l'obiettivo del Pd è portare a casa la legge.

Sui temi sensibili come la stepchild adoption, dicono al Nazareno, deciderà il voto in aula. Certamente i dem non hanno apprezzato la svolta dei cinque stelle: i vertici del partito sostengono infatti che il dietrofront di Grillo mira ad affossare l'intera legge. Ad esultare è invece il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano convinto che ora si possa "riaprire la partita" e che il ddl Cirinnà "potrebbe saltare".

È polemica tra i grillini
Monta però la polemica tra i grillini. Sul blog fioccano i commenti al dietrofront, perlopiù negativi. I parlamentari sono portavoce dei cittadini, non possono votare secondo la loro coscienza, è la critica principale.

Su Twitter impazza l'hashtag #dietrofrontM5s. Nasce anche l'hashtag "Io voto sì", sostenuto da almeno una decina di senatori M5S tra i quali Airola, Bottici, Buccarella, Taverna. Quegli stessi che nei giorni scorsi avevano dichiarato il loro sì alle unioni civili solo in assenza di modifiche sostanziali.

La deputata Chiara Di Benedetto definisce l'uscita di Grillo un "patetico tentativo di non spingersi oltre". La neo posizione grillina viene incassata dal capogruppo del Pd in Senato Luigi Zanda che sottolinea: "la legge si farà", perchà "l'Europa ci invita ad approvarla rapidamente".

La prossima settimana Zanda indicherà i temi sui quali il Pd prevede la libertà di coscienza. Sullo stesso piano Loredana De Petris di Sel: "non cambia nulla - sostiene - se la legge non sarà stravolta voteremo con convinzione". Il senatore del Pd Verducci, tra i cosiddetti Giovani turchi avverte, "No a qualunque passo indietro sulla stepchild", sulla stessa linea la minoranza Pd.

Idea, il movimento di Quagliariello e Giovanardi, invece chiede che a questo punto il voto sia palese. Mentre Ap arriva a suggerire il ritorno in commissione. Per il leghista Calderoli "i grillini sono i nuovi democristiani". I giochi sembrano dunque riaprirsi.

Il voto segreto
E il voto segreto in Aula potrebbe riservare più di una sorpresa. Se fino ad oggi i renziani contavano su un vantaggio di voti dato dal fronte laico, ora si teme che l'approvazione diventi a rischio.

 

Si torna così a parlare della proposta di stralciare la stepchild adoption dal ddl, per delegare il governo a riformare la legge sulle adozioni e affrontare dunque in un secondo momento il tema. Nel Pd si lavora per capire quanti voti potrebbero convergere su un emendamento di Pagliari e Del Barba che chiede di rinviare al governo l'intervento sulle adozioni.

In alternativa si potrebbe decidere di approvare un ordine del giorno che impegni il Parlamento a intervenire sulla materia. Ma al Nazereno sottolineano che la stepchild adoption ha tuttora il sostegno della maggioranza del partito e che le ipotesi alternative dovranno conquistarsi i voti in aula.

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3 febbraio 2015 

Patto tra gruppi su emendamenti e voti segreti
IL PUNTO - Giornata piena di schermaglie, dichiarazioni a effetto pro o contro il ddl Cirinnà sulle Unioni civili. Di rilevante, in vista dei voti, ci sono le prese di posizione del Movimento 5 Stelle - "voteremo il ddl ma non deve essere snaturato dall'Aula" e di Alfano e Ap: "Il Pd accetti lo stralcio della stepchild adoption e voteremo il decreto". Il che comporterebbe esattamente lo snaturamento cui accennavano i M5S.

Per quanto riguarda invece l'organizzazione dei lavori in Aula per le votazioni, che dovrebbero cominciare martedì della prossima settimana, i gruppi al Senato si sono accordati per la riduzione degli emendamenti. L'accordo include anche il ritiro di almeno il 90% degli oltre 5mila emendamenti leghisti e il contestuale ritiro dell'emendamento 'canguro' del Pd. È stato individuato un gruppo di lavoro ad hoc, formato da un senatore per ciascun gruppo, che nelle prossime ore lavorerà alla riduzione delle proposte di modifiche.

I voti segreti
Sembra inoltre ormai data per scontata la possibilità che sul ddl, e in particolare sui punti che fanno a capo alla tutela dei figli ex articolo 31 della Costituzione, ci siano dei voti segreti.

Forza Italia, ad esempio, avrebbe osservato l'opportunità di lasciare un numero, sia pur limitato, di voti segreti sul tema e l'osservazione sarebbe stata condivisa anche da Gal e dalla Lega. Ap sul tema, non si sarebbe invece espressa lasciando trasparire la possibilità che, qualche senatore centrista possa comunque appoggiare una richiesta di scrutinio segreto. Diversa, invece, l'opinione della capogruppo M5S Nunzia Catalfo che si sarebbe detta contraria a votazione segrete.

Il Movimento 5 Stelle voterà compatto a favore del ddl Cirinnà. Ma sia ben chiaro - dice il senatore Alberto Airola al Pd: Se viene snaturato o impoverito non lo votiamo.

Nuovo appello intanto del leader di Ncd Alfano ai Dem per una mediazione in tema di adozioni: "Speriamo che rifletta bene prima di dire no alla nostra proposta sullo stralcio della stepchild adoption, valutando rischi e opportunità. Se Pd e
M5S voteranno insieme il provvedimento, "sarà un fatto grave, negativo e traumatico". E conclude: "Dopo il referendum costituzionale ci riuniremo e decideremo il da farsi, valuteremo se proseguire o no con l'esperienza di Governo.

Alfano insiste: stralciare la stepchild
Il ministro dell'Interno e leader di Ap Angelino Alfano ribadisce che occorre stralciare la stepchild adoption dal disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili.
Freddo il Pd: "il tema non è tenere unito il governo ma dare un riconoscimento omogeneo ad alcuni diritti" dice il guardasigilli Orlando. Si tratta di capire, ribadisce il senatore del Pd, Giorgio Tonini, cosa comporti questa proposta di Alfano: "È un fatto nuovo che i centristi dicano "votiamo la legge, a condizione?. Avevano sempre affermato che non andava bene in nessuna sua parte. Ora sposano una posizione diversa". Che aggiunge: quanti senatori centristi sarebbero poi disposti a votare la legge?

Ribadisce Paola Binetti, deputata di Area popolare (Ncd- Udc), la "mediazione su questa legge è possibile solo se si modifica radicalmente l'impianto accentuando le differenze strutturali delle unioni civili rispetto al matrimonio, a cominciare dallo stralcio totale di tutto ciò che si riferisce ai figli, comunque nati".

La proposta di Alfano tiene banco oggi, dopo che ieri è stato il primo giorno di discussione del testo in Aula al Senato, dove ha retto l'asse Pd-Cinque Stelle-Sel sulle pregiudiziali di costituzionalità, tutte respinte.

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2 febbraio 2015
Le unioni civili entrano nel vivo e al Senato la maggioranza a favore del disegno di legge ha vuto un primo test sulle questioni pregiudiziali. Il Pd sottolinea che la piazza del Family Day non cambia l'approccio e la legge "va fatta".

Nel primo giorno di discussione in Aula regge, sulle unioni civili, l'asse Pd-M5S-Sel sulle pregiudiziali di costituzionalità al ddl: tutte respinte, in un'unica votazione, da una maggioranza molto simile a quella che sostenne il provvedimento in commissione. Il voto contrario alle pregiudiziali, che vede un Pd compatto, non nasconde tuttavia lo scontro ancora apertissimo sullo snodo chiave della stepchild adoption con Ap che, per voce del suo leader Angelino Alfano, chiede uno stralcio nel nome della 'tutela' della maggioranza di governo e "del Paese" incassando, tuttavia, la freddezza del Pd.

Anzi, in pochi minuti si produce un botta e risposta a distanza tra il ministro dell'Interno e il Guardasigilli Andrea Orlando. Con il primo che, al Tg1, chiede di "togliere di mezzo le adozioni" ed esorta il Pd a "riflettere bene" sulla sua proposta. E con il secondo che, al termine del dibattito in Aula a Palazzo Madama, osserva come, sulle unioni civili e sul punto delle adozioni, "il tema non è tenere unito il governo ma dare un riconoscimento omogeneo ad alcuni diritti".

E, soprattutto, si tratta di un tema sul quale "il Parlamento ha sempre rivendicato una libertà di coscienza ed anche una libertà rispetto a geometrie politiche", ricorda Orlando.

Il botta e risposta rispecchia il confronto-scontro che, da qui alla settimana prossima, infiammerà la maggioranza di governo e il Pd sulla stepchild. Perchè se il capogruppo Dem al Senato Luigi Zanda considera la proposta di Alfano "un sensibile passo avanti" sottolineando come sulle adozioni "occorra avere prudenza" ma, al tempo stesso, "seguire le indicazioni" di Consulta e Corti europee, dalla maggioranza dei senatori Dem traspare la volonta' ad andare avanti sugli emendamenti Lumia, che non prevedono alcuna limitazione alla stepchild.

Certo, nessuno esclude il rischio di un 'affondamento' a voto segreto dell'art.5 del ddl e nessuno scommette sulla compattezza del M5S ma uno stralcio dell'art.5, al di là del merito, è considerato "tardivo". E non convincono, anche da un punto di vista giuridico, le proposte di mediazione - come quella sul biennio di pre-affido - avanzate dai 'pontieri' Dem per tenere unito il partito e 'catturare' una parte dei centristi.

La stepchild, infatti, oltre alla maggioranza continua a dividere il Pd. Non sono passati inosservati, oggi, i primi interventi del senatori pro-affido in Aula, tutti di tenore ben diverso dalle parole con cui Monica Cirinnà, 'aprendo' la discussione, ha affermato che il testo, "nella sua quarta versione, è già' una sintesi moderata", definendo "spaventosi fantasmi" i dubbi sull'apertura, nel ddl, alla maternità surrogata.

Se si è contrari, si voti l'emendamento che prevede che la gestazione per altri sia reato anche all'estero, "basta ipocrisie", è la replica del Cattodem Stefano Lepri. La mediazione, insomma, è lontana e nel Pd non si nascondono "le insidie" legate ai voti segreti. Insidie direttamente proporzionali al numero di scrutini segreti che il presidente Pietro Grasso ammettera'.

Anche per questo frena il 'patto' Lega-Pd sul ritiro degli emendamenti, con il Carroccio che annuncia di mantenere 500 emendamenti su 5000 in cambio del ritiro del 'canguro' Marcucci-Cantini ma con il Pd che vuole prima verificare quali sono gli emendamenti che la Lega terrà e se, tra questi, ci sia un 'contro-canguro'. E il risultato è che oggi nessuna delle due parti ha formalizzato il 'disarmo'.

Di certo, il Pd conta di 'catturare' nel segreto dell'urna anche qualche esponente di Ap (che oggi riunisce i gruppi per un punto sulla linea da tenere sul ddl) e di FI oltre al sostegno di parte di Ala e di una parte del Misto. Ma i 30 'no' dei Cattodem per ora restano cosi' come il timore che, sul bivio affido/stepchild, il ddl si giochi tanto del proprio futuro. Intanto, si continua a trattare sottotraccia per trovare un punto di caduta in qualche modo condivisibile. E anche per questo motivo in Aula il livello del dibattito oggi non ha avuto particolari impennate.

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