Un anno e otto mesi per Riccardo Bossi

Il primogenito di Umberto aveva usato 158 mila euro del Carroccio per spese personali. L’avvocato: "Ha perso il lavoro ed è senza soldi"

BOSSI

Riccardo Bossi parla con il suo legale – Credits: STEFANO PORTO/ANSA FOTO

Riccardo Bossi, il primogenito di Umberto Bossi, è stato condannato a un anno e otto mesi (con rito abbreviato) per appropriazione indebita aggravata. Lo ha deciso l’ottava sezione penale del tribunale di Milano per le spese personali, che ammontavano a circa 158 mila euro, realizzate con i fondi del Carroccio. È la prima sentenza dopo lo scoppio dello scandalo sui fondi del partito emerso nel 2012, una parte dei quali adoperati da Bossi jr anche per pagare bollette e pay tv.  

Per l'avvocato Maiello, che ha annunciato il ricorso in appello, "è una sentenza mediatica contro la famiglia Bossi". "Quando chiedeva i soldi al papà non sapeva da dove lui li prendesse, lui si limitava a presentare le fatture", ha commentato l’avvocato spiegando che il suo assistito "in questo momento è in difficoltà, ha interrotto le sua attività a causa di questa vicenda giudiziaria e sta cercando lavoro. Ora come ora fa il procacciatore d'affari in Russia". 

I pm hanno rendicontato nel dettagliato le spese della famiglia Bossi e del suo cerchio magico. Dalle multe per eccesso di velocità alle cartelle esattoriali, dai pigiami alla ristrutturazione della abitazioni di Gemonio e di Roma. E poi i diplomi in Albania, il leasing della BMW, i costi dell’ospedale, perfino gioielli e dentisti. Svariati milioni di euro  incamerati a titolo personale dagli ex responsabili dal partito. I conti esaminati dalla procura sono relativi ai contributi pubblici presi per tre anni. E precisamente: 22 milioni euro nel 2008; oltre 17 milioni nel 2009 e quasi 18 milioni nel 2010, mai  ritirati per l’intervenuto blocco dei rimborsi ordinato dall’allora presidente della camera.

Umberto Bossi avrebbe speso 208 mila euro; il figlio Riccardo, pagando multe e perfino staccando assegni per il mantenimento della ex moglie, di 157mila e 933 euro; mentre Renzo, tra multe, assicurazioni e acquisto di auto, avrebbe raggiunto la rispettabile cifra di 145 mila euro e rotti. Ma il record va all’ex tesoriere Belsito che si sarebbe appropriato, con prelievi continui di due milioni e 400 mila euro. Soldi di cui si sarebbero appropriati nel giro di appena tre anni, fino al 2011. 

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