Tutti gli uomini di Sergio Mattarella

Sponsor e fedelissimi del neo capo dello Stato, dagli ex Dc alla segretaria di sempre: chi comporrà la squadra del Presidente della Repubblica

Quirinale: messa mattutina per presidente Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la breve passeggiata al termine della messa nella chiesa dei Santi Apostoli, Roma, 01 febbraio 2015. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Claudia Daconto

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Prima il giuramento, poi l'insediamento. Sergio Mattarella, neo eletto Presidente della Repubblica, è stato supportato da "sponsor" in Parlameno e ora sta preparando la sua squadra. Gli uomini e le donne di cui si fida e che comporranno il team del settennatto al Quirinale. Ecco chi sono.

Gli eredi della Dc morotea

Anche se il primo a dover essere annoverato di diritto tra i fan del neo capo dello Stato, avendo fatto il suo nome per la presidenza della Repubblica già nel 2013, è l'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani, a comporre la prima linea delle truppe mattarelliane sono soprattutto gli eredi della Dc "morotea", dei "cristiano-democratici" anche detti "catto-comunisti". Capitanati da Giuseppe Fioroni, sono stati loro a proporre il nome del giudice costituzionale già a metà gennaio nel ristorante Scusate il ritardo di piazza della Rotonda, vicino al Pantheon. Tra i più entusiasti Rosy Bindi e Pierferdinando Casini; vecchie volpi dello scudocrociato come Calogero Mannino, Pierluigi Castagnetti, Ciriaco De Mita e Paolo Cirino Pomicino.

I siciliani di ogni schieramento, dal sottosegretario Ncd Giuseppe Castiglione al collega di partito Dore Misuraca orgoglioso “di vedere un figlio della nostra terra eletto alla più alta carica istituzionale”. Per non parlare del presidente del Senato Piero Grasso, di quello della Regione Rosario Crocetta o ancora del sindaco di Palermo Leoluca Orlando che da Mattarella fu lanciato come politico dopo essere stato consigliere giuridico del fratello Piersanti. In prima fila anche l'ex segretario della Cisl Sergio D'Antoni, il presidente dell’Enac Vito Riggio, amico di Mattarella ed esponente di peso della sinistra Dc siciliana e l'ex ministro del governo D'Alema Totò Cardinale incaricato di fare da collegamento tra il Nazareno e gli altri siciliani in Parlamento. 

I compagni di staff

Saranno i suoi più stretti collaboratori. Lanciatissimo verso la carica di segretario generale è Sandro Pajno, palermitano di 66 anni, attualmente presidente di sezione del Consiglio di Stato, giurista e docente universitario, già capo di gabinetto di Mattarella e Rosa Russo Jervolino quando erano ministri della Pubblica Istruzione e di Ciampi al Bilancio e Tesoro, consigliere giuridico dello stesso Mattarella quando era ministro dei rapporti con il Parlamento e sottosegretario agli Interni nell’ultimo governo Prodi.

Tra chi potrebbe succedere a Donato Marra c'è anche Ugo Zampetti, l'ex potentissimo segretario generale della Camera recentemente costretto ad andare in pensione per raggiunti limiti di età (ne ha compiuti 65 a dicembre). Per la carica di consigliere politico si fanno i nomi di Simone Guerrini, pisano, attualmente manager in Finmeccanica e di Daniele Cabras, romano, già consulente dello stesso Mattarella al ministero della Difesa e attualmente al vertice dell'Authority sui conti pubblici.

Mattarella potrebbe pescare nella sua cerchia più ristretta anche il nome del suo ex portavoce Gianfranco Astori, già parlamentare e sottosegretario Dc, ex direttore dell'agenzia Asca e per questo in lizza anche come capo dei rapporti con la stampa. Indicati per questo ruolo anche il deputato Pd nonché ultimo direttore de Il Popolo Francesco Garofani e Giovanni Grasso, giornalista di Avvenire, autore di una biografia su Piersanti Mattarella, ex portavoce del Senato e del ministro Riccardi. Per gli affari militari, invece, si pensa all'ammiraglio Giampaolo di Paola o al generale Rolando Mosca Moschini, che proprio Mattarella nominò, da ministro della Difesa, capo di Stato Maggiore. Sicuro un ruolo di prestigio per Leandra Tobini, da sempre fedelissima segretaria personale del neo capo dello Stato.

I punti di riferimento

Tra le prime telefonate fatte da neo capo dello Stato, c'è stata quella al presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi (al Quirinale dal 1999 al 2006), che Matterella ha voluto ringraziare per tutto quello ha fatto per il Paese e che il neo presidente considera uno dei pochi a poter capire bene "quali siano le mie preoccupazioni". L'altro è certamente Giorgio Napolitano, incontrato di persona nella stessa giornata per scambiare con lui, in oltre un'ora di colloquio, "opinioni" su varie questioni. Una visita che va al di là dell'omaggio istituzionale: tra i consiglieri più influenti del nuovo inquilino del Colle ci sarà sicuramente il due volte presidente. 


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Post-ideologico e super partes. Popolare. Né anti-comunista, né anti-berlusconiano. Il suo passato non lo aiuta. Sul futuro, si vedrà

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