Politica

Tutti i drammi di Di Maio, del M5S e del Governo

Sono giorni molti delicati per l'esecutivo e soprattutto per i grillini che sembrano sfaldarsi internamente e persino su Rousseau

Di Maio Movimento 5 stelle

Andrea Soglio

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Si condensano nella serata le notizie politiche del giorno che sono dei veri e propri siluri per Di Maio, il Movimento 5 Stelle ed il Governo Conte-Bis. Già l'aria che tira non è delle migliori ma dalle 20 ecco le scosse di terremoto. La prima arriva da una dichiarazione dello stesso Ministro degli Esteri, e soprattutto Capo Politico dei grillini che per la prima volta ammette ciò che tutti sanno e vedono: "Nel Movimento abbiamo dei problemi".

Un'ammissione pubblica che sa tanto di penultimo passo prima del baratro sia per la sua leadership che forse dello stesso movimento.

Poco dopo e, come se l'avesse previsto, arriva il risultato della consultazione sulla piattaforma Rousseau per stabilire se il M5S dovesse o meno partecipare alle elezioni regionali del prossimo gennaio in Emilia Romagna e Calabria. L'indicazione di Giggino e dei vertici era chiara: pausa di riflessione (da tradurre in un "meglio non presentarci che prendiamo delle sberle da cui non ci rialziamo più..."). Questo il risultato: il 70% ha votato contro, cioè per la partecipazione al voto, e da soli, senza alleanze con il Pd. L'altro dato è che nel complesso i votanti sono stati 27mila, pochi, pochissimi, un quinto rispetto a quelli che diedero il si alla nascita del Conte-Bis ed all'alleanza con il Pd. Panico totale. "Questo voto è un suicidio. Andremo alle elezioni e scompariremo", avrebbe detto un grillino di peso...

Bonaccini, il candidato del Pd in Emilia Romagna, dichiara poco dopo che serve "senso di responsabilità" perché senza il 7% (dicono i sondaggisti) del voto grillino in Emilia il successo sulla Borgonzoni diventa meno sicuro del previsto.

Conte alle 21 porta a cena tutto il Governo. Le facce sono quelle dei marinai nel pieno della tempesta. "Non arriviamo a gennaio" avrebbe detto un ministro. Questo è il quadro. 

Su tutto c'è una manovra da approvare piena di tasse, grandi e piccole, la vicenda dell'Ilva con lo scudo penale che divide ancora, la questione dei pignoramenti per chi non paga le tasse locali ed altro... Ma ci sono le "sardine", la nuova speranza.


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