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Trivelle: Michele Emiliano in guerra contro le decisioni del Governo

Il presidente della Puglia insorge contro l'autorizzazione delle perforazioni alle Tremiti, con il pagamento di una concessione di 2mila euro

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Redazione

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"Il mare delle Tremiti non sarà trivellato. Caso contrario, scateneremo l'inferno". Parola del governatore della Puglia Michele Emiliano che intervistato da Repubblica aggiunge: "trovo questo atteggiamento del Governo irresponsabile con le regioni e con il popolo italiano. Da un lato mandano in Gazzetta ufficiale lo stop alle trivellazioni e dall'altro, poche ore prima, autorizzano nuove ricerche. Tra l'altro nei posti più belli d'Italia: le Tremiti, Pantelleria, il Golfo di Taranto. Non è possibile". "Faccio appello al presidente Matteo Renzi affinché revochi immediatamente tutte le autorizzazioni".

L'autorizzazione alle trivellazioni

La polemica del presidente della Regione nasce dopo che il ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato le ricerche petrolifere al largo delle Isole Tremiti per poco meno di duemila  euro all'anno di costo della concessione. Il decreto di autorizzazione che ha fatto alzare i toni politici è stato resto noto da Angelo Bonelli, della Federazione dei Verdi. Il provvedimento, riferisce Bonelli, reca il numero 176 ed è del 22 dicembre 2015, cioé dopo la presentazione dei quesiti referendari sulle trivellazioni da parte di una decina di Regioni, tra cui la Puglia, e prima della decisione della Cassazione che ha di fatto bocciato cinque dei sei quesiti referendari. L'autorizzazione del Mise è rilasciata alla società Petroceltic Italia, riguarda "una superficie di 373,70 chilometri quadrati e un'area dalla ricca biodiversità marina - riferisce Bonelli - e verranno utilizzate le tecniche più devastanti, come l'air gun, per le ricerche di idrocarburi".

Una concessione che vale 2mila euro

La Petroceltic Italia pagherà allo Stato italiano "la cifra di euro 5,16 per chilometro quadrato, per un totale di 1.928,292 euro l'anno". Secondo l'esponente dei Verdi altri permessi sarebbero in corso di autorizzazione al largo di Pantelleria e nel golfo di Taranto. Ma basta già quello rilasciato per le acque delle Tremiti a rendere il confronto politico incandescente.

La spaccatura tra governo da una parte e Regioni ed enti locali dall'altra si fa sempre più ampia. "Le Regioni proponenti i referendum non devono fare passi indietro" ha spiegato ieri Emiliano. "Dovranno elevare subito conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato davanti alla Corte Costituzionale", perché nella sostanza il popolo è stato "scippato" della possibilità di "decidere se e dove sia possibile trivellare a fini di ricerca petrolifera". Per Emiliano bisogna subito iniziare la campagna referendaria perché "trivellare il nostro mare è una vergogna e una follia".

Nessuna dichiarazione pubblica

Poi ancora un attacco al governo. L'emendamento alla Legge di Stabilità " è stato formulato e approvato senza neppure uno straccio di dichiarazione politica di pentimento da parte del governo e della sua maggioranza", mentre "è incredibile che il governo non abbia pubblicamente spiegato la decisione di rilasciare le autorizzazioni al largo delle Tremiti".

Commento ironico e amaro quello del sindaco delle isole pugliesi, tra le mete turistiche più ambite. "Di fronte a questa somma, cosa vuole che dica? Se serve a risanare il bilancio dello Stato, ben venga" dice il sindaco Antonio Fentini, che ha ricevuto tre giorni fa la comunicazione dal Mise. 

Il ministro: "Polemica strumentale"

"Un polverone pretestuoso e strumentale: non c'è nessuna trivellazione". Così il ministro dello Sviluppo Federica Guidi commenta le polemiche sui permessi di ricerca offshore nell'Adriatico: non si prevede, spiega una nota, alcun tipo di perforazione e quei permessi riguardano una zona di mare ben oltre le 12 miglia dalla costa e anche dalle isole Tremiti.

"Il permesso di ricerca concesso alla società Petroceltic - spiega il ministro Guidi - riguarda soltanto, e in una zona oltre le 12 miglia, la prospezione geofisica e non prevede alcuna perforazione che, comunque, non potrebbe essere autorizzata se non sulla base di una specifica valutazione di impatto ambientale. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano conosce benissimo i termini esatti della questione che a suo tempo gli e' stata accuratamente rappresentata dal Ministero dello Sviluppo economico". Il ministro Guidi si dice infine "attonita" per alcune recenti dichiarazioni di esponenti politici: "la legge di Stabilità, venendo incontro alle richieste referendarie, ha escluso qualsiasi nuova ricerca entro le 12 miglia dalle coste. Il permesso alla Petroceltic non ha quindi nulla a che vedere con la legge di Stabilita' visto che si tratta di ricerche al di fuori del limite delle 12 miglia". E comunque, ribadisce il ministro, "nessun altro permesso di ricerca, in nessun'altra parte del Paese, e' stato rilasciato alla vigilia dell'approvazione delle legge di Stabilità".


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