Pucci (ad Thyssen Krupp): 'Non sono un assassino'

L'amministratore delegato, condannato per i 7 morti del 2007 a 13 anni di carcere si difende in un'intervista con Panorama in edicola dal 24 gennaio

L'ad della Thyssen Italia, Marco Pucci

«Sono sereno, spero che la mia disavventura giudiziaria presto sarà solo un brutto ricordo. Io non sono un assassino».

Così dice Marco Pucci, dall’aprile 2012 amministratore delegato della Thyssen Italia, intervistato dal settimanale Panorama nel numero che sarà in edicola da domani, giovedì 24 gennaio. Pucci è stato condannato in primo grado a 13 anni e mezzo
di reclusione per omicidio plurimo: i 7 operai morti per il rogo del 6 dicembre 2007.

«La condanna» dice Pucci a Panorama «mi attribuisce responsabilità inesistenti: prima dell’incidente io non avevo mai nemmeno messo piede nello stabilimento». Nel 2007 Pucci era consigliere delegato per il settore commerciale e il marketing della Thyssen. «Sfortunatamente non si può cambiare il corso degli eventi» dice Pucci. «Ma se tornassi indietro mi comporterei esattamente allo stesso modo, recandomi a Torino subito dopo l’incidente.
I familiari mi accolsero con garbo e parole di comprensione. “Ingegnere, lei non c’entra nulla”, mi dissero».

Al manager Panorama chiede se abbia mai pensato alla possibilità di abbandonare l’Italia per evitare il carcere. Pucci risponde con queste parole: «L’idea non mi ha mai nemmeno sfiorato. Anche nell’ipotesi remota che quella condanna ingiusta diventasse definitiva affronterei la pena. Un innocente non scappa»

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