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Biotestamento: la Camera (per ora) snobba i diritti del cittadino

Poco più di 20 deputati in Aula: subito un rinvio del voto. Si preannunciano barricate dei contrari all'autodeterminazione del paziente

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– Credits: Istock/AtnoYdur

La Camera dei deputati ieri ha iniziato ad affrontare il ddl sul testamento biologico, e subito è arrivato il rinvio.

Davanti a 24 deputati (su 630) si è deciso uno slittamento del voto in aula, causato da due questioni pregiudiziali (Calabrò, Pagano) e quattro sospensive (Gigli, Fedriga, Pagano, e Rampelli).

"Saranno esaminate e votate prima di passare all'esame degli articoli del provvedimento", ha comunicato all'aula di Montecitorio il presidente di turno Roberto Giachetti, prima di rinviare il seguito dell'esame del provvedimento sul biotestamento ad altra seduta.

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"Liberi fino alla fine"
In teoria l'esame dovrebbe riprendere dopo il decreto sicurezza ma non è detto che il testo possa passare al voto la prossima settimana vista l'urgenza per l'esame del decreto terremoto. 'No' ai tentativi di "svuotare la legge sul Biotestamento e no alla tattica del rinvio", hanno chiesto oggi i rappresentanti dell'Associazione Coscioni che hanno organizzato un presidio davanti a Montecitorio. 'Liberi fino alla fine' è il messaggio lanciato dall'associazione per chiedere "finalmente un'assunzione di responsabilità da parte del Parlamento sul tema del fine-vita".

Le disposizioni anticipate di trattamento non vincolanti?
"Ora - ha affermato Marco Cappato - c'è il pericolo che il ddl venga 'svuotato' rendendo le disposizioni anticipate di trattamento da parte del cittadino non vincolanti, ed è inaccettabile che alla fine sia solo il medico a decidere. Ma il rischio maggiore al momento e' quello della tattica e delle manovre in atto per allungare i tempi, sperando che la Legislatura finisca prima dell'approvazione della legge. Noi chiediamo invece una legge ora".

La discussione parlamentare inizia a due settimane dalla morte di Fabo Antoniani in Svizzera, dopo oltre un anno di discussione in Commissione e dopo quattro rinvii.

Il testo base prevede la possibilità di predisporre un testamento biologico vincolante per il medico che includa la rinuncia a nutrizione e idratazione artificiale. Non sono invece incluse richieste che, afferma Cappato, "pur raccolgono vasto consenso, come l'obbligo di fornire la sedazione continua profonda al paziente che la chiede, o la depenalizzazione dell'assistenza medica alla morte volontaria".

Da qui la richiesta precisa sostenuta anche da Mina Welby, che ha indossato un cartello con la scritta 'Dj Fabo è dovuto andare in Svizzera, subito una legge in Italia'. Questa, ha inoltre chiarito Filomena Gallo, "non è una guerra tra il 'partito della morte' e il 'partito della vita', come alcuni vogliono descriverla''.

Rispettare la volontà del paziente
Che il ddl sul Biotestamento sia "finalmente arrivato all'esame dell'Aula alla Camera è, senza dubbio, una notizia positiva, ma la richiesta ora è che si resista agli attacchi contro la possibilità per la persona di lasciare disposizioni anche in merito alla sospensione della nutrizione e idratazione artificiale e che si rispetti in pieno la volontà del paziente".

Lo ha sottolineato Mario Riccio - anestesista rianimatore, componente dell'Associazione Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e medico di Piergiorgio Welby. Riccio rilancia anche la 'Carta dei Medici per il testamento biologico'. Ad oggi la Carta, promossa dall'associazione Coscioni, ha ottenuto l'adesione di oltre 260 medici e operatori sanitari. "Siamo tutti col fiato sospeso - ha affermato Riccio - perché siamo finalmente arrivati al momento della verità: il testo della legge è infatti già stato rimaneggiato al ribasso dalla commissione Affari sociali, che ha ad esempio introdotto riferimenti alla tutela della vita e alla deontologia professionale, e per questo chiediamo che non ci siano ulteriori tentativi di reintrodurre 'divieti' e che si mantenga l'impianto centrale del ddl. Il principio inderogabile che la volontà del paziente va rispettata e non deve essere ostaggio della deontologia professionale".

A questo proposito, spiega, "un segnale positivo è arrivato dalla Commissione Giustizia, che ha chiesto la soppressione del comma 7 dell'articolo 1, nella parte del testo in cui si consente al medico di disattendere le disposizioni anticipate di trattamento ove siano in contrasto con i codici deontologici o con le buone pratiche assistenziali. Se questa indicazione non venisse presa in considerazione, la volontà del paziente di richiedere determinati trattamenti sanitari sarebbe soggetta a riserva di regole professionali estremamente mutevoli, correndo il rischio di equiparare la deontologia professionale medica alla legge e, di conseguenza, lasciare l'autodeterminazione in ostaggio di consuetudini sanitarie".
Da qui, sottolinea, "l'appello per la diffusione della 'Carta dei Medici per il testamento Biologico', che chiede che nel testo della legge in discussione alla Camera vengano inseriti tre punti irrinunciabili:
1) la prevalenza del volere del malato;
2) la possibilità di rinunciare a qualunque misura terapeutica senza eccezione
3) e la possibilità di accedere alla sedazione palliativa profonda continua con sospensione delle terapie, in modo da accompagnare il paziente a morire senza soffrire".
Insomma, conclude lo specialista, "valuto positivamente il testo base attuale, ma e' ora necessario che siano respinte modifiche peggiorative relativamente al rispetto della liberta' individuale, e che siano anzi effettuati miglioramenti proprio su questo aspetto".

Chi è Contro l'autodeterminazione
"Sul fine vita l'Udc è contraria al principio dell'autodeterminazione assolutizzato: autodeterminarsi non è sempre facile né possibile. Sotto questo aspetto diventa fondamentale il ruolo del medico proprio per la collaborazione con il paziente. Nel ddl ci sono dei limiti che vanno superati. La vita è un bene supremo da tutelare", ha spiegato invece il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, mentre Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra, chiede che la legge venga rivista in molti punti e perfezionata per superare le criticità. Non accetteremo mai di introdurre l'eutanasia e il suicidio assistito e rendere legale quello che per la legge italiana è di per sé illegale".

Ieri si sono espresse anche altre voci contro la legge: Giuseppe Fioroni, per esempio, rappresentante dell'area cattolica del Pd, che ha motivato il suo No alla legge dicendo che "Il problema è il carattere vincolante del testamento per il medico. I sanitari non potranno discostarsi da quanto e' stato scritto. Oltre al fatto che vengono inclusi tra i trattamenti suscettibili di essere interrotti l'idratazione e la nutrizione artificiali", spiega. "Significa che nel terzo millennio faremo morire di sete e di fame i pazienti, sebbene sotto sedazione profonda. C'e' ipocrisia anche quando viene chiamato in causa il principio di autodeterminazione". "Il risultato è che viene procurata la morte in modo non compatibile con la dignità umana e che la fine può arrivare a giorni di distanza dal momento dello stop".

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