Terrorismo: le misure per contrastarlo

Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni precisa: nessuna sospensione degli accordi di Schengen. Ma il pericolo non va sottovalutato

Gentiloni

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, affiancato dalla collega alla Difesa Roberta Pinotti, durante l'informativa del governo sull'attacco terroristico contro la sede del settimanale Charlie Hebdo di Parigi, nell'aula del Senato a Roma, 12 gennaio 2015 – Credits: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

"Nessun Governo europeo parla di sospendere gli accordi di Schengen" sulla libera circolazione dei cittadini Ue "o di ristabilire i controlli alle frontiere". Lo ha precisato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel corso dell'informativa nell'Aula del Senato sulle conseguenze degli attacchi terroristici che hanno colpito la settimana scorsa Parigi. "Sacrificare la nostra libertà di circolazione - ha  argomentato Gentiloni - per cui ci si è battuti per decenni sarebbe un prezzo inaccettabile da pagare al terrorismo e alla sua iniziativa. La discussione riguarda se mai la possibilità di consultare il sistema di informazione per  l'attraversamento della frontiera esterna dell'Unione. Quindi - ha riassunto il capo della diplomazia - non si sta discutendo di ripristinare le frontiere ma di come utilizzare il sistema di informazioni tra i diversi Paesi dell'Ue per chi vuole abbandonare la frontiera esterna".

Il tavolo dell'Onu

Il Ministro Gentiloni ha poi aggiunto: "Voglio confermare al Parlamento che il Governo sta compiendo ogni sforzo per garantire la sicurezza del nostro Paese: il contesto in cui ci troviamo deve naturalmente suscitare preoccupazione, non per segnalazioni specifiche che al momento non risultano, ma per la dimensione generale della minaccia in cui ci troviamo". Ha poi continuato: "Stiamo collaborando con il tentativo dell'Onu di mettere in piedi in questi giorni un primo incontro di riconciliazione nazionale libico a Ginevra. Se partirà questo processo di riconciliazione, il Governo proporrà al Parlamento di sostenerlo anche con interventi di monitoraggio e di peacekeeping".

I foreign fighter italiani
"I foreign fighter partiti dall'Italia sono una cinquantina" ha aggiunto Gentiloni "ma non bisogna sottovalutare il fenomeno. Gli eventi di Parigi hanno dimostrato la pericolosità di questi terroristi". Il Daesh è il "terrorismo che si fa Stato, che controlla un territorio esteso, che possiede risorse... la battaglia contro l'Isis sarà "lunga e l'Italia è direttamente impegnata". "Il terrorismo del Daesh - ha aggiunto - è incubatore e magnete di altro terrorismo, perche' capace di reclutare attraverso la rete foreign fighter e lupi solitari".

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