Sui sondaggi Swg il bavaglio Agcom

Dopo aver dato il via libera l'autorità ha bloccato la diffusione sui social dei sondaggi dopo il 9 febbraio. Ed Swg si ribella

E' polemica sui sondaggi via app (Credits: ANSA/MIKE PALAZZOTTO)

Carmelo Caruso

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«Una decisione di una gravità inaudita e che dovrebbe spingere i giornali a fare una battaglia di civiltà. Non è anche questa una forma di bavaglio?». Era stata già salutata come una piccola rivoluzione nel panorama elettorale italiano, adesso è ragione di scontro tra Adrio De Carolis amministratore delegato della Swg e l’Agcom, l’Autorità garante delle comunicazioni.

Al centro del braccio di ferro è un’applicazione “PoliticalApp” brevettata dalla società di sondaggi Swg e realizzata da Applix che avrebbe permesso anche nelle ultime due settimane di campagna elettorale di conoscere le proiezioni, aggirando il silenzio elettorale e la legge che vieta ai mezzi di comunicazione di diffondere sondaggi che a parere del legislatore possono influenzare il risultato. Peccato che l’applicazione della Swg avesse già ottenuto l’imprimatur dell’Agenzia, come scritto nel numero in edicola di Panorama che aveva parlato con l’Agcom. Per l’Agcom le proiezioni non potevano essere vietate su Twitter e Facebook, una sorta di prateria, proprio per questo motivo ha autorizzato la commercializzazione salvo fare un passo indietro ieri sera con un comunicato in cui parla di “oggettiva violazione” e di “effetti di diffusione incontrollata di sondaggi”, scatenando la naturale indignazione di De Carolis.

«E’ uno schiaffo al paese. Stiamo dialogando con l’Agcom. Da sempre la Swg vende sondaggi ai partiti tra questi la Lega e il Pd. Mi chiedo perché non poterli vendere a un singolo cittadino? Anzi, dico di più. La nostra sarebbe stata un’operazione di terzietà. Nessuno avrebbe potuto accusarci di realizzare sondaggi a favore di uno o dell’altro partito committente». Ma perché la marcia indietro dell’Agcom?

Qualcuno avrà fatto notare che chiunque fosse in possesso dell’applicazione avrebbe potuto twittare o inserire su Facebook la proiezione o il dato nel corso delle elezioni; dato che magari qualche giornale avrebbe potuto riprendere citando l’utente. Il divieto vale infatti per i mezzi di comunicazione. Ma non sono mezzi di comunicazione anche i social network? E’ evidente che esiste un buco nelle maglie della legge tanto che l’Autorità sarebbe stata pronta ad affrontare il problema, ma solo nei prossimi mesi aveva dichiarato il presidente Angelo Maria Cardani.

Nel frattempo De Carolis ottiene l’autorizzazione che gli permette di commercializzare l’app. «E’ una legge che va cambiata, negli Usa fino a un minuto prima dello spoglio possono essere divulgati i sondaggi. Ecco, bisogna fare una riflessione seria. Di solito si dice che i sondaggi aiutino la lepre o l’inseguitore, ma sono teorie che si elidono a vicenda. Per la Swg è un danno gigantesco, ma non solo, ormai è una battaglia di civiltà che intendo portare avanti».

E coloro che hanno acquistato l’app? «Posso assicurare che rimborseremo tutti coloro che l’hanno acquistata qualora il divieto venisse confermato». Un numero che il presidente Swg non vuole dichiarare, certo è,  che si tratta di non poche persone basti pensare – come fa notare De Carolis – che l’applicazione è da tre giorni la più venduta su Apple Store.

Ma la schermaglia s’infiamma anche per le motivazioni che l’Autorità avrebbe addotto per togliere l’autorizzazione: «Ci hanno detto che la richiesta è stata spedita attraverso una mail e non con una raccomandata per via postale. Assurdo», sempre De Carolis.

Il bersaglio delle polemiche anche non troppo nascosto, è il presidente dell’Agcom, Angelo Maria Cardani, proprio colui che è tornato sui suoi passi «inspiegabilmente» a sentire il presidente Swg. «Che differenza passa fra un politico che è in possesso dei nostri sondaggi e che decide di twittarli e il signor Rossi che può conoscerli acquistando l’applicazione a 9,90 euro?», s’interroga De Carolis pronto a fare una battaglia legale ad Agcom. La spunterà? Di sicuro gli utenti saranno rimborsati per il resto è tutto un sondaggio, anche la sua vittoria…

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