Su pensioni e lavoro è disgelo tra Governo e sindacati

Disponibilità al confronto da parte di entrambi. È quanto è emerso nell'incontro che ha gettato le basi per le riforme future

Il premier Matteo Renzi con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – Credits: Angelo Carconi/Ansa

Redazione

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"Una giornata positiva". Per la prima volta governo e sindacati sono sulla stessa lunghezza d'onda: il giudizio sul confronto avviato al ministero del Lavoro su pensioni e lavoro è unanime e segna un cambio di rotta nei rapporti difficili avuti in questi anni.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha parlato di comune disponibilità al confronto per arrivare a soluzioni condivise e la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso ha rimarcato "il quadro cambiato" con l'impegno assunto dall'esecutivo a non far trovare le parti sociali difronte a "decisioni unilaterali".

Il leader della Uil Carmelo Barbagallo ha riconosciuto che nel metodo "si è partiti col piede giusto" e la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan ha fatto notare il "cambiamento significativo" del governo, che ha saputo ascoltare le richieste sindacali. Ma nel merito la riunione, a cui era presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini (rimasto in silenzio a fianco di Poletti in conferenza stampa), non è entrata: si è deciso che nelle prossime settimane si terranno altri due incontri, uno sul tema della previdenza e uno sulle tematiche del lavoro.

Di flessibilità e di uscita anticipata al lavoro non si è parlato e i sindacati confederali hanno ottenuto che si affrontino anche le questioni legate ai voucher, agli ammortizzatori sociali, alla partecipazione, alla governance dell'Inps. "Oggi non era il giorno per alcun approfondimento - ha spiegato Poletti - lo scopo dell'incontro è stato di avviare il confronto e definire il metodo". Il governo - ha assicurato - intende esaminare le proposte in campo senza pregiudiziali. Predisposta l'agenda, tutto è ancora quindi da vedere: "Verificheremo se c'è la disponibilità a costruire soluzioni - ha spiegato Camusso - o se si ripete la modalitàche c'era tempo fa, secondo cui dopo l'ascolto non succedeva nulla".

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