Strano: Prodi, nel 2008 ti ho mangiato, ora ti amo

Nino Strano, l'onorevole che mangiò la mortadella nel 2008: "Allora sbagliai, penso che sarebbe un ottimo presidente" - lo speciale sul Quirinale - chi è Prodi - la fotostoria -

Luca Cordero di Montezemolo insieme a Nino Strano. Credits: (RAGONESE/ANSA )

Carmelo Caruso

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Fece il gesto futurista. «Tutti mi gridavano bravo, poi fu il mio stesso partito a fare di me un capro espiatorio. Quel gesto mi umiliò, ne pagai le conseguenze. Non dite Nino Strano, quello della mortadella, vi prego». Cultura di destra, dannunziano e siciliano, coltissimo. Onorevole di destra prima in An adesso militante di Fratelli d’Italia. Maglione rosso al collo, un paio di Ray Ban sugli occhi. Un’immagine. Nino Strano che ingolla in Senato salumi e poi spumante. Era la fine del governo di Romano Prodi. Più che il 25 luglio, un carnevale. «Vi prego non usatela. E’ una ferita. Nino Strano non è quello».

Se non fosse stato per quel gesto…

«Lo premetto, non lo rifarei, assolutamente»

Cade il governo di Romano Prodi e in aula scoppia la gazzarra. I flash implacabili, Nino Strano mentre ingolla una sapida porzione di mortadella.

«Un gesto che non è da me. Per fortuna ho ricevuto un’ottima educazione. Non so perché lo feci. Ma ripeto era stato tutto organizzato da altri del mio partito che non pagarono lo stesso prezzo».

Tra poche ore Prodi potrebbe essere il suo presidente

«E ne sarei felice. E’ abile, ha operato in ambito internazionale. Non potrei che indirizzargli una mia lettera di auguri»

Crede che l’abbia perdonata?

«Certo, ne ho perfino le prove. Una lettera indirizzata dallo stesso Prodi, senza nessuno titolo, semplicemente “Romano”, in cui accettava gentilmente le mie scuse».

Ma come! L’onorevole Strano, non difende quel gesto goliardico, degno di un Marinetti?

«Assolutamente no. Era stato tutto preparato da altri deputati, tra questi Gramazio. Tutti mi dissero subito dopo: Bravo! Poi il partito me la fece pagare, candidandomi quattordicesimo nelle liste. Di fatto sono stato fatto fuori»

Strano pagò per tutti.

«Fu facile»

Nessuno la difese?

«Nessuno, almeno che ricordi. Ormai è archeologia, altri momenti non paragonabili a quelli attuali. Fecero di quel gesto il crimine del secolo, come se a destra non avessero altri scheletri…»

Le scuse a Prodi?

«Scrissi una lettera accorata a Romano. Comprai una pagina del quotidiano “La Sicilia”, spediì una lettera a tutti e 315 senatori, una al presidente del Senato, Franco Marini, una a Giorgio Napolitano che in occasione di una festività natalizia fu così gentile da porgermi i suoi auguri. Ne fui lusingato»

E adesso Prodi addirittura presidente

«Credo di sì, metterà insieme il Pd. Anche se il mio candidato era e rimane Emma Bonino, ho fatto il tifo per lei. Una senza partito, senza fazione, perfetta»

Prodi presidente, fumo negli occhi per la destra

«Ma non è più quel Prodi, allora era il capo di una parte, adesso sarebbe il presidente di tutti. Non dimentichiamo che ha un profilo internazionale che Franco Marini si doveva creare, conosce le lingue. E’ un abile tessitore, resistette proprio per questa sua abilità per un certo periodo»

Rischia di essere il suo sponsor più che il suo fustigatore

«Non posso dimenticare la sua lettera. Un signore. Da presidente sulla sua scrivania riceverà la mia, sempre se si ricorderà di me. Caro presidente…(?)

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