Stipendio troppo basso: nel municipio della Raggi due grillini mollano

Nemmeno il tempo di mettere piede in consiglio municipale che rinunciano all'incarico

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Il sindaco di Roma Virginia Raggi – Credits: ANSA/GIORGIO ONORATI

Claudia Daconto

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Non ci sono solo la disperata caccia degli assessori da piazzare nella giunta di Virginia Raggi al Comune di Roma, le nomine poi revocate su ordine di Beppe Grillo del capo di gabinetto Daniele Frongia e del vice capo Raffaele Marra, la gaffe della lettera spedita dalla neo sindaca ai vertici di Acea per chiedere chiarimenti sull'affidamento, del tutto legittimo, di alcuni incarichi dirigenziali ad agitare le acque in casa del M5S.



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Basta infatti spostarsi dal Campidoglio in periferia, e precisamente a Roma nord, nel municipio di residenza della stessa Virginia Raggi, il XIV, per imbattersi in una vicenda che sta oltrepassando non solo i confini ristretti di un singolo quartiere ma un po' anche quelli dell'immaginazione. Appena eletti al consiglio municipale, ben due esponenti grillini hanno infatti già deciso di gettare la spugna.

Si tratta di Agostino Cipolletta e di Paolo Morricone, eletti rispettivamente con 86 e 53 preferenze. Cosa sarà mai accaduto in soli 8 giorni (dal 20 giugno, giorno dell'elezione, al 28 dello stesso mese, come riporta la lettera di rinuncia all'incarico) per aver “costretto” chi si è fatto eleggere "contro la vecchia politica" a tradire l'impegno preso nei confronti dei cittadini di quel territorio?

Gravi motivi personali? Non si sa. Sulle loro pagine Facebook non una riga di spiegazione e nemmeno una diretta streaming. Circola però una ricostruzione secondo la quale già nella notte del 19 giugno, giorno del ballottaggio, durante lo spoglio delle schede presso il seggio elettorale di via di Torrevecchia, uno dei due avrebbe risposto a chi si congratulava per l'avvenuta elezione al consiglio municipale: “Io per 400 euro al mese non ci vado”.

Contattato da Panorama.it, il candidato della lista "Democratici e Popolari Più Roma con Giachetti" Leonardo Lio, che avrebbe ascoltato la dichiarazione e l'avrebbe poi riferita anche ad altri, ha preferito non commentare e, con evidente fastidio, ha chiuso in fretta la telefonata con un secco: “di queste beghe qui non ne voglio sapere nulla”.

Chi ha invece voluto dire la sua è il neo presidente del municipio Alfredo Campagna che, con una nota sulla sua pagina Fb, ha definito “false” le notizie riportate sui media “e purtroppo riprese da alcuni rappresentanti politici della minoranza”. Non è chiaro a cosa Campagna si riferisca in particolare, se alla motivazione delle dimissioni (lo stipendio troppo basso) o alle dimissioni stesse che risultano già protocollate.

A questo punto, a subentrare a Cipolletta e Morricone (già assunto presso lo staff dei consiglieri regionali 5Stelle come risulta dall'organigramma pubblicato sul sito del gruppo che riporta il suo incarico di consulente presso l'ufficio legislativo a 1.700 euro netti al mese) saranno i primi due non eletti Leonardo Buratta (43 preferenze) e Domenico Aglioli (41).

Il problema è che, se nei prossimi mesi o anni, anche qualcun altro dei 15 consiglieri grillini dovesse decidere di rinunciare all'incarico, al Movimento 5 Stelle resterebbe solo un altro nome da far subentrare, quello di Maura Alabiso, 16 preferenze. Invece che le 24 candidature a disposizione, il Movimento 5 Stelle ne ha presentate nel XIV municipio solo 18 e nulla esclude che proprio chi si è sempre rifiutato di stringere qualsiasi tipo di alleanza con altri partiti, sarà invece costretto a pescare proprio in altre liste per riuscire a occupare tutte le poltrone a disposizione nel mini-parlamentino.

Nel frattempo il neo presidente Campagna si è portato avanti con lavoro e ha già chiesto a 11 membri della segreteria del suo predecessore Valerio Barletta, tutte persone legate all'esponente PD da un rapporto strettamente fiduciario, di restare a lavorare con lui. Chissà cosa direbbe Beppe Grillo se lo venisse a sapere...

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