Sottosegretari: Letta taglia la vecchia guardia

Ventitré sono di area Pd, dieci Pdl, cinque Scelta civica, due Grande Sud: ecco i quaranta vice di Letta. Che per i bookmakers durerà solo sei mesi

Marco Ventura

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Rapida e (quasi) indolore. La lista dei viceministri e sottosegretari esce dal cilindro del presidente del Consiglio, Enrico Letta, e dei negoziatori dei tre partiti che formano la grande coalizione in anticipo sulle previsioni e nello stile del governo che vuole essere (e soprattutto apparire) di cambiamento.

Anzitutto, vengono occupate solo 40 delle 63 caselle disponibili per legge. Poi, scorrendo l’elenco salta all’occhio il mix abile tra parlamentari e non parlamentari. Per inciso, esattamente come per i ministri, anche i loro vice e i sottosegretari che già siedono in parlamento non godranno di indennità governative ulteriori. Un opportuno segnale di contenimento dei costi della politica. Infine, accanto a personaggi che risultano sicuramente indigesti per gli avversari (per dire, Gianfranco Miccichè del Pdl e Stefano Fassina del Pd), ma comunque bilanciati, vi è la grande maggioranza di nominati non assimilabili a un’immagine di déjà vu. In qualche modo, molti dei big restano fuori. A destra come a sinistra.

Nelle pieghe della lista ci sono poi alcune posizioni chiave, anche quelle sapientemente bilanciate. Il già citato Fassina insieme al pidiellino Luigi Casero viceministri all’Economia, la delega alle comunicazioni in palio tra Antonio Catricalà in quota centro-destra e il lettiano Claudio De Vincenti. Compaiono alcuni fedelissimi di Berlusconi come Bruno Archi, già suo consigliere diplomatico, viceministro agli Esteri, Micaela Biancofiore alle Pari opportunità e Jole Santelli al Welfare. A sinistra, Maurizio Martina all’Agricoltura e Ilaria Borletti Buitoni alla Cultura… Nella sostanza, si è evitato il bagno (pubblico) di sangue. Ma i giochi non sono ancora chiusi. Restano da assegnare le presidenze delle Commissioni parlamentari, entro martedì. Sembra un paradosso, ma distribuire le poltrone tra esponenti di partiti avversi è stato alla fine più facile che in un governo “monocolore”.  

Presidenza del Consiglio
Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma) - Pd
Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo) - Pd
Sabrina De Camillis (Rapporti con il Parlamento e coord. attività Governo) - PdL
Walter Ferrazza (Affari Regionali e Autonomie) - PdL
Micaela Biancofiore (Pari Opportunità) - PdL
Gianfranco Miccichè (Pubblica Amministrazione e Semplificazione) - Grande Sud (centrodestra)
Interno
Filippo Bubbico (Viceministro) - Pd
Domenico Manzione - Magistratura, indipendente
Giampiero Bocci - Pd
Affari Esteri
Lapo Pistelli (Viceministro) - Centro democratico (centrosinistra)
Bruno Archi (Viceministro) - PdL
Marta Dassù (Viceministro) - Indipendente
Mario Giro - Scelta civica

Giustizia
Giuseppe Beretta - Pd
Cosimo Ferri - Magistrato (centrodestra)

Difesa
Roberta Pinotti - Pd
Gioacchino Alfano - PdL

Economia e Finanze
Stefano Fassina (Viceministro) - Pd
Luigi Casero (Viceministro) - PdL
Pierpaolo Baretta - Pd
Alberto Giorgetti - PdL

Sviluppo Economico
Carlo Calenda (Viceministro) - SC
Antonio Catricalà (Viceministro) - Giurista, indipendente
Simona Vicari - PdL
Claudio De Vincenti - Sottosegretario governo Monti

Infrastrutture e Trasporti
Vincenzo De Luca (Viceministro) - Pd
Erasmo De Angelis - Ex presidente Publiacqua Firenze
Rocco Girlanda - PdL

Politiche Agricole Forestali e Alimentari
Maurizio Martina (delega Expo) - Pd
Giuseppe Castiglione - PdL

Ambiente, Tutela del territorio e del mare
Marco Flavio Cirillo - PdL

Lavoro   e Politiche Sociali
Cecilia Guerra (Viceministro) - Pd
Jole Santelli - PdL
Carlo Dell’Aringa

Istruzione, Università e Ricerca
Gabriele Toccafondi - PdL
Marco Rossi Doria - Sc, già sottosegratario Monti
Gianluca Galletti - Centro

Beni, Attività culturali e turismo
Simonetta Giordani - Area Renzi
Ilaria Borletti Buitoni - SC

Salute
Paolo Fadda - Pd

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