Sicilia: è l'astensionismo il vero vaffa alla politica

Il giornalista Giuseppe Sottile: "In Sicilia è finito pure il clientelismo. Urne disertate: "C'è aria di sfacelo"

Marianna Ragonese, che compirà domani cento anni, ha votato nella prima sezione del comune di San Mauro Castelverde (Palermo), 28 ottobre 2012. ANSA

Carmelo Caruso

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Cosa poteva fare un povero elettore siciliano se non astenersi o lanciare un chiaro vaffanculo alla politica, un vaffanculo lanciato attraverso Grillo…?».  Anche lei ha votato scheda bianca, il maestro Giuseppe Sottile, alla fine ha lasciato la scheda elettorale intonsa… «E che potevo fare… Vi è piaciuta la mia spiegazione?». Un siparietto.

Giuseppe Sottile, faro dei giornalisti siciliani, di prima mattina in una trasmissione televisiva. «Nel segreto dell’urna mi sono sentito confuso. Mi sono detto: Voto Crocetta? No. Voto Miccichè? Proseguiamo. Voto Musumeci? Meno che mai. Lo confesso ho votato scheda bianca».

Ha tutte le corde, quella, seria, pazza, civile, accordate come quelle di un violino teso. E ben starebbero le parole che Calvino utilizzò per Sciascia: «Parla per silenzio». Scettico, ironico quanto Angelo Musco, di tenace concetto. Tenacissimo, Sottile.  

Di memoria. Più della metà dei siciliani ha disertato le urne. Era mai accaduto?
«Mai neppure negli anni più bui. Chiunque vinca avrà circa il 27 per cento di un 47 per cento. Rappresenterà la minima parte».

Grillo dilaga…
«Grillo si è preso quel che è rimasto della politica siciliana. In Sicilia la politica è finita».

Musumeci candidato del Pdl, diceva che saranno state piazze piene ed urne vuote…
«Per la prima volta, Grillo ha riempito sia le piazze che le urne»

Sottile alle urne di Palermo?
«L’aria di sfacelo»

Ma davvero un grillino potrebbe sedere alla presidenza della Regione Sicilia?
«C’è da sudare freddo con Cancelleri e con questi ragazzi pur bravi e sconosciuti. Cosa potrà essere alle politiche tra pochi mesi».

Il Movimento 5 Stelle è passato dal 4 per cento circa alle amministrative di Palermo e si attesterebbe al venticinque alle regionali…
«Ecco. Cosa potrà essere alle politiche tra pochi mesi».

Cosa potrà essere?
«Questo dato sarà da moltiplicatore per il Movimento 5 Stelle».

Sicilia. La genesi di un disastro?
«Tutto è cominciato con Raffaele Lombardo. Pensate, si è costruito un’antimafia pret a porter di servizio padronale, ed è riuscito perfino a spaccare l’antimafia. Un inquisito per mafia con l’antimafia nella sua giunta. La sua è l’antimafia degli affari con una riverniciatura d’immagine, un’antimafia che si è alleata al peggiore. Questa è la più grossa vergogna di Lombardo».

Ma in Sicilia il voto è scientifico, è il voto favore. E’ venuto a mancare pure quello?
«Certo. Volete saperlo? In Sicilia posso dire che è finito pure il clientelismo. Sono finiti i soldi. Posso pure dire che nel 2014 la Sicilia fallirà».

Fallirà?
«Mica lo dico io, lo ha detto un assessore del precedente governo, uno di quelli scelti negli ultimi giorni da Lombardo».

I siciliani si sono arresi a se stessi?
«Lo ripeto. L’astensionismo è una forma di vaffanculo. Come si possono spiegare gli ultimi anni di legislatura, l’inciucio di pezzi del Pd insieme a Lombardo. Trentasei assessori regionali succedutisi. In Sicilia si è inventato non il premio di maggioranza, ma il premio di transumanza. Un accenno di nuovo all’antimafia…».

Ci mancherebbe…
«Con tutto il rispetto al martirio della famiglia Borsellino. Guardate. Rita Borsellino stava con Sel e Idv. La figlia di Paolo (Lucia Borsellino) appoggiava Rosario Crocetta il gagà di Gela, uno che vuole fare la rivoluzione con Beppe Lumia, il maestro compositore, concertatore del lombardismo, il più professionista dei professionisti dell’antimafia».

E’ stato un assessore vicino a Lumia a svelare il sistema Lombardo, Marco Venturi…
«Lei conosce gli eroi della sesta giornata? Sono quelli che dopo le cinque giornate di Milano diventano eroi. Eroi quando la battaglia è finita».

In Sicilia…
«C’è aria di sfacelo»

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