Sergio Mattarella Presidente: moriremo democristiani?

Il capannello intorno a Ciriaco de Mita, la lobby dc al lavoro, l'accordo Renzi-Berlusconi che ancora non c'è (per ora). Cronaca da Montecitorio

sergio mattarella

Sergio Mattarella, membro della Corte Costituzionale e candidato a Presidente della Repubblica

Sabino Labia

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da Roma

I sopravvissuti all'era glaciale democristiana stentano a crederci. Dopo oltre vent'anni dalla loro estinzione rieccoli ancora lì protagonisti della scena politica italiana con, addirittura, un candidato al Quirinale.
 Invece di varcare l'austero portone di Montecitorio, sembra di attraversare la porta del tempo ed ecco incontrare per il Transatlantico l'ottuagenario Ciriaco De Mita circondato da uno stuolo di parlamentari e giornalisti, tessere la tela, insieme a Pierluigi Castagnetti, in favore del loro vecchio amico Sergio Mattarella.

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E bisognava aspettare un quarantenne, presentatosi come il rottamatore della classe politica colpevole di ogni nefandezza, per dirci che saremmo morti democristiani
 (contrariamente a quanto scriveva Luigi Pintor sul Manifesto nel 1983)?.
 Tuttavia, nonostante le grandi manovre della lobby scudo-crociata, la situazione si è complicata non poco per Renzi dopo il netto rifiuto di Berlusconi che, pur consapevole della forte presenza di molti ex Dc all'interno di Forza Italia, non ha certo dimenticato la posizione contraria, dello stesso Mattarella, nei confronti della legge Mammì.


 


In un primo momento il Presidente del Consiglio era stato addirittura tentato dall'idea di gettare nella mischia l'autore del Mattarellum sin dalla prima votazione, convinto forse di un facile successo, salvo dover ritornare sui suoi passi e continuare nella tattica della carta coperta.
 A questo punto, e per la terza volta in tre giorni, ha deciso di convocare i Grandi Elettori del suo partito segno che la situazione è tutt'altro che
 definita, anzi.


A poche ore dall'inizio della prima chiama le indicazioni sono al momento di inserire nelle urne la ormai famigerata scheda bianca e, considerato che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, i capigruppo si posizioneranno subito dopo le cabine per controllare il tempo di permanenza dei colleghi. 
Se tutti si atterrano alle direttive dei rispettivi partiti, la prima votazione si dovrebbe chiudere con il seguente risultato: Votanti 1006 (Grasso, la presidente della Camera e la vicepresidente del Senato non votano); Schede Bianche 786 (Pd/ForzaItalia/Ncd/etc.); Vittorio Feltri 48 (Lega/Fratelli d'Italia).
 Ma, dal tempo trascorso all'interno della cabina capiremo se i Franchi tiratori saranno entrati in azione o se, soprattutto, saremo morti democristiani.

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