Sentenza Berlusconi: le reazioni della politica

Le reazioni di partiti ed esponenti dopo la pronuncia della Cassazione

L'attesa davanti alla Cassazione ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Condannato, ma non interdetto dalla vita politica. E’ questa la sentenza di Cassazione emessa alle 19,45 dalla Corte di Cassazione che di fatto conferma sì la condanna nei confronti di Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione, ma rinvia alla Corte d’Appello il computo dell’interdizione.

Ora la Corte d’Appello dovrà riformulare la pena accessoria, ma si apre il nodo politico. Subito dopo la sentenza ha parlato il segretario del Pd, Guglielmo Epifani: “Per quanto ci riguarda, questa sentenza va non solo come è naturale rispettata, ma va eseguita e resa applicabile”.

A chiedere serenità è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota del Quirinale: “La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge. In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all'attesa della sentenza, il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l'on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti. Ritengo ed auspico che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l'esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all'amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso. Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi".

Un invito che fa suo anche il premier Enrico Letta: "Per il bene del Paese è necessario ora che, anche nel legittimo dibattito interno alle forze politiche, il clima di serenità e l'approccio istituzionale facciano prevalere in tutti l'interesse dell'Italia rispetto agli interessi di parte".

Da Milano il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati si è limitato a dichiarare che “la pena principale è definitiva ed eseguibile”. Intanto tutto lo stato maggiore del Pdl sta accorando a Palazzo Graziali, tra i primi: il capogruppo al Senato, Renato Schifani e il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta.

Dal suo blog, Beppe Grillo scrive: Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989. Il Muro divise la Germania per 28 anni. L'evasore conclamato, l'amico dei mafiosi, il piduista tessera 1816 ha inquinato, corrotto, paralizzato la politica italiana per 21 anni, dalla sua discesa in campo nel 1993 per evitare il fallimento e il carcere. Un muro d'Italia che ci ha separato dalla democrazia. Oggi questo muro, da tempo un simulacro, un'illusione ottica, tenuto in vita dagli effetti speciali dei giornali e della televisione, è caduto”.

In un tweet, il direttore de "Il Foglio", Giuliano Ferrara definisce la sentenza "vila e cazzona".

Per Sandro Bondi del Pdl: “La sentenza della Cassazione non da' serenita' al nostro Paese, che avrebbe un bisogno assoluto di stabilita' di governo e di riconciliazione nazionale. Tocchera' alle forze politiche piu' responsabili e alle istituzioni piu' coscienti della gravita' della situazione, agire per non far precipitare l'Italia in un pericoloso vicolo cieco e di mantenere aperta una prospettiva di tenuta dello Stato e della democrazia”

Per Nichi Vendola: “Quattro anni di carcere per frode fiscale sono una condanna definitiva con il sigillo della Corte di Cassazione. Siamo di fronte alla prova provata della caduta di autorevolezza di una intera classe dirigente''.

Durissimo il commento di Antonio Di Pietro: “Ora abbiamo la certezza che Berlusconi e' un evasore fiscale e, come tale, non era degno di governare l'Italia ieri, ne' oggi e' degno di rappresentare le istituzioni”. Il Giornale nel frattempo apre il suo sito con una pagina bianca listata a lutto e sotto solo una frase:  “senza parole”.

Chiede invece le dimissioni di questo governo Antonio Ingroia: “Da oggi c'e' un motivo in piu' perche' la nefasta esperienza di questo governo giunga a termine”.

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