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Il Senato dà il via alla Tav; vince il buonsenso, perde il M5S

Bagarre a Palazzo Madama ma, alla fine, sull'Alta Velocità è andata come doveva andare

Senato-voto-Tav

Redazione

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Con 180 voti favorevoli e 109 contrari il Senato ha accolto la mozione del Pd e dato di fatto il via libera definitivo alla Tav, l'Alta Velocità, Torino-Lione. Una votazione avvenuta in un clima di vera bagarre con le opposizioni a chiedere la fine del Governo giallo-verde e la salita di Conte al Quirinale. La spaccatura tra i due alleati (favorevole la Lega, contrario il Movimento 5 Stelle) è stata evidente, prevista, ovvia ed evidente in aula. Ma difficile che si arriverà alla crisi, malgrado i profondi mal di pancia interni ai grillini.

La verità, ora che siamo alla fine, è che ha vinto il buonsenso e la maggioranza del Parlamento e del paese che riteneva logico proseguire nella costruzione di un'opera utile e per la quale erano già stati spesi ingenti somme di denaro. Fare un passo indietro anche con l'Europa dopo aver preso e sottoscritto impegni internazionali, avrebbe provocato una perdita di credibilità difficile da gestire.

Il vincitore politico comunque resta Salvini, che alla fine ottiene l'opera tanto discussa. Di Maio incassa invece una sconfitta pesante, che provocherà scossoni interni ma che difficilmente arriverà a far crollare Palazzo Chigi. La sensazione dopo il voto delle europee è sempre quella: il leader della Lega, forte dei sondaggi che lo danno in crescita continua rispetto al suo alleato in piena crisi, di fatto gestisce l'agenda politica portando a casa in pochi giorni il decreto sicurezza bis e la Tav. Ma già sono cominciate la grandi schermaglie sulla vera sfida d'autunno, la manovra economica.

Forse il vero punto di rottura di questo esecutivo.

Ps. Inutile dire che anche oggi il Pd è riuscito a litigare, al suo interno. Zanda e Calenda hanno criticato la decisione del partito di rimanere in aula durante il voto invece che scegliere l'astensione. "Poi non lamentatevi" hanno scritto e detto i due. Se questa è l'opposizione anche in caso di crisi Salvini può stare tranquillo.


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