Senato contro la no-stop: "Renzi va cercando l'incidente"

Rabbia (ed ironia) trasversale per l'imposizione dell'orario h 24 sabato e domenica compresi: "Va cercando l'incidente per andare al voto anticipato" - L'analisi sui costi

Il Presidente del Senato Pietro Grasso durante l'esame del DDL sulle Riforme, Roma 23 Luglio 2014 – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Paola Sacchi

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Il senatore Domenico Scilipoti schiuma rabbia: “Ma come si fa? Ci vogliono far riscrivere la Costituzione prendendoci per fame e per sete! Ma lei lo sa che con una crisi ipoglicemica non si sta più dritti, non si ragiona più? Ma questo è disequilibrato (intende Matteo Renzi ndr). Ah mi potrebbe querelare? Ma io dico quello che penso...”. Poi  il senatore Fi, che impedì con i suoi “responsabili” nel 2010 a Gianfranco Fini di dare la spallata al governo Berlusconi, la butta in ironia: “Guardi, io sono bello e pronto alla maratona prevista da lunedì dalle 9 e trenta a mezzanotte, sabati e domeniche comprese. Le dirò di più: ho fatto una colletta di 2600 euro per comprare un bello stock di pannoloni in farmacia utili ai tanti che qui dentro soffrono di prostata...”.

Lo sfogo di Scilipoti è solo la colorita punta dell’iceberg della rabbia dei senatori, più o meno tutti, (soffrirebbero in silenzio anche i fedelissimi renziani) per la sfida lanciata da Renzi imponendo l’orario praticamente h 24 e non su una cosa di routine ma sulla riforma della Costituzione.

Gran girandola di incontri al Colle, dove in serata è in programma la visita del presidente del Senato Pietro Grasso e quella di Nichi Vendola, leader di Sel, autrice della stragrande maggioranza dei quasi 8000 emendamenti. Sono 6000 quelli dei vendoliani. Sembra quasi una vendetta nei confronti delle manovre renziane che alla Camera hanno portato alla spaccatura del gruppo. Ironico il commento nel Transatlantico del Senato: “Renzi anziché fare acquisti alla Camera li doveva fare al Senato, ma la sua velocità incomincia a farlo toppare, facendogli sbagliare Camera”.

La velocità, appunto. Quel must renziano che ora però rischia di sbattere sul macigno più grosso della riforma del Senato. Grasso che ha concesso il voto segreto sulla parte più significativa della montagna di emendamenti, sottolineando che ha ricevuto ben 921 richieste di votazione anonima (“mai così tante in vita mia”), evidentemente andrà dal capo dello Stato “a tutelarsi nel caso di incidente”, osserva un senatore di Forza Italia. Perché, secondo un esponente di lungo corso di quello stesso Pd che ha chiesto, con il capogruppo renziano Luigi Zanda, l’orario h 24, imponendolo per uno scarto di soli 5 voti alla conferenza dei capigruppo, “Renzi va cercando l’incidente”. Secondo il senatore dem, che non appartiene alla schiera dei dissidenti  “così avrà le mani libere per far saltare il banco e avere un nemico con cui prendersela quando in autunno dovrà fare la manovra correttiva, insomma l’incidente serve per andare al voto anticipato”. La previsione viene fatta sotto anonimato. Ugo Sposetti, invece, il potente capo della Fondazione Ds prima scherza: “Ci prenderanno per sonno...” Poi, allarga le braccia: “Lui (Renzi ndr) cerca lo scontro a tutti i costi. Senza nemici quello non vive...”.

Forza Italia, per bocca del capogruppo Paolo Romani ha fatto sapere che ci potrebbe essere un modo diverso di andare avanti affrontando alcune delle questioni sul tappeto, senza la prova di forza della no-stop con la minaccia implicita da parte del premier: “Vi faccio lavorare anche a Ferragosto”.  Una prova di forza che, secondo il vicepresidente del Senato e autorevole esponente di FI Maurizio Gasparri rischia di trasformarsi però in un boomerang. Spiega: “Così Renzi dà più spazio a chi vuole fare ostruzionismo, li voglio vedere i giovanotti renziani Maria Elena Boschi e Ivan Scalfarotto tener botta a relatori del calibro di Roberto Calderoli o Anna Finocchiaro”. Poi l’affondo: “Qui dentro il governo per tener botta avrebbe bisogno di uno come Giorgio Napolitano... questa mi sembra gente che ha voluto avventurarsi nella Savana e senza Indiana Jones”.  

Alla fine sembra che il governo si accontenti di vedere approvati entro Ferragosto almeno l’articolo 1 e l’articolo 2 della riforma. Renzi si appella agli italiani. Ma, dice una senatrice forzista: “Non hanno più gli occhi per piangere”.

La sensazione è che il premier si sia incartato con le sue mani anche perché, ammesso che vada a cercare l'incidente, Napolitano non ha alcuna intenzione di sciogliere le camere e concedere le elezioni.

"Renzi ha cercato di copiarci. Ma invece che andare a parlare con i senatori uno per uno, come facemmo noi per la Devolution, ha fatto il prepotente" è tanto sintetica quanto efficace analisi di Umberto Bossi quando la giornata è ancora lunga...

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