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Politica

Vi sembra un Capitano?

Per la seconda volta il Premier con le sue comunicazioni notturne crea il caos dimostrandosi poco adatto a guidare il Paese in questa tempesta

Il Capitano di una nave non è solo colui che ha il comando; è soprattutto la persona che si è conquistato la fiducia di tutti i suoi marinai. Una fiducia guadagnata sul campo, gestendo le situazioni più difficili con sicurezza. Ecco, sicurezza, quella che solo un Capitano vero sa trasmettere alla sua ciurma.

Purtroppo la Nave Italia ha al comando una persona che si sta mostrando per quello che è: tutto tranne un vero Capitano.

Nel weekend infatti abbiamo assistito come paese all'ennesima dimostrazione di incapacità decisionale e comunicativa di Giuseppe Conte. Non era bastato il messaggio della famosa notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo, quella della fuga impazzita della gente (e del Coronavirus) dal nord alle città del sud, quella delle diverse bozze di decreti finite sulla stampa dal pomeriggio.

Se c'è caos nella testa di chi comanda il popolo non può che finire vittima e dentro quel caos.

Due giorni fa ecco il bis. Dal pomeriggio di sabato ecco uscire indiscrezioni di nuove restrizioni, della chiusura delle fabbriche. Le voci cominciano a girare, dopo le 23 (in ritardo) il presidente del consiglio annuncia via Facebook la chiusura delle attività non strategiche e non necessarie. Ovviamente senza una conferenza stampa con dei giornalisti che avrebbero potuto fare domande. Tipo: Presidente Conte, dov'è la lista di chi deve chiudere e chi invece no?

Ecco. L'annuncio infatti è stato fatto senza un Decreto firmato e soprattutto senza quel benedetto elenco arrivato solo alle 19 di ieri, cioè 20 ore dopo il video. E oggi scopriamo dalle parole di vari ministri che si è lavorato tutto il giorno togliendo ed inserendo attività in una trattativa convulsa tra governo, sindacati e industriali che ha scontentato tutti.

In mezzo a tutto questo alcune Regioni varavano in maniera autonoma norme diverse rispetto a quella dell'esecutivo, in un caos di poteri da cui non si vede via d'uscita. Oggi sono centinaia i sindaci che si stanno chiedendo (ad esempio in merito all'apertura degli studi professionali) quale sia la norma da seguire: quella nazionale o quella regionale?

Siamo nella tempesta che ci ha colto di sorpresa (e già questo non sarebbe dovuto accadere). Siamo spaventati come giusto che sia ma abbiamo un'aggravante. Purtroppo abbiamo al comando un Capitano che non è un capitano. Non ha i gradi e la competenza. C'è poco da stare allegri.

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