Se a Roma Tronca pensa a fare il capo della Polizia

A giugno Alessandro Pansa andrà in pensione. Nel frattempo Tronca sembra rinviare le scelte più spinose per la città e cercare popolarità

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Paolo Tronca affacciato sul balcone del Campidoglio – Credits: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Stefano Caviglia

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"Questa è una scelta che spetta alla politica". È la frase che il commissario prefettizio di Roma Capitale Paolo Tronca ripete ultimamente per schivare i problemi più spinosi, come se si preoccupasse anche lui della campagna elettorale in arrivo. La cosa non giova e comincia a incrinare la fiducia dei romani nel fatto che il prefetto venuto da Milano possa portare aria nuova in Campidoglio.

I controlli cancellati sull'Ama
È successo a metà febbraio, quando il commissario ha deciso di congelare i controlli già previsti sull’attività dell’Ama, società comunale responsabile della nettezza urbana. La regola era stata inserita dalla giunta di Ignazio Marino nella delibera di affidamento del servizio. Per bilanciare la durata biblica dell’incarico (ben 15 anni), era stato previsto "un costante monitoraggio con metodologia scientifica e con report trimestrali", in seguito al quale il Comune avrebbe potuto decidere, in caso di risocontri negativi sull'operato dell'Ama, di rivolgersi ad altre società.

Novità a suo modo storica, dopo decenni di sprechi e inefficienze, ma per ora non se ne fa nulla perché Tronca ha deciso di passare la palla alla politica, con una nuova delibera che rimette tutta la materia al sindaco che verrà dopo di lui.

I premi ai dipendenti (pochi, secondo Tronca)
Analoga propensione al rinvio era già emersa al momento di sciogliere il nodo dei premi di risultato distribuiti a pioggia ai dipendenti comunali (cari soprattutto ai vigili urbani, i più sindacalizzati). Né il commissario ha dato un’impressione di grande rinnovamento quando, in audizione alla commissione Antimafia, ha denunciato la drammatica carenza di organico di Roma Capitale, alla maniera dei politici del secolo scorso per cui tutto si risolveva in grandi imbarcate di dipendenti pubblici.

Qualcuno ha anche notato che quando è andato in visita dal procuratore capo Giuseppe Pignatone per riferire sullo scandalo delle case comunali, il 22 febbraio scorso, Tronca non ha consegnato una sola carta, come se pensasse più al ritorno mediatico che ai possibili sviluppi di un’inchiesta.

Mettendo in fila tutti questi episodi, in città ha cominciato a circolare un interrogativo: come mai il temporaneo reggitore delle cose del Campidoglio mette tanto impegno nella cura della sua popolarità? L’ elezione del prossimo sindaco non c’entra nulla, ovviamente, mentre potrebbe entrarci la corsa che si aprirà quasi negli stessi giorni con il pensionamento del Capo della polizia Alessandro Pansa, 65 anni a giugno. Tutti dicono che per la successione il gran favorito è il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Ma forse anche il commissario Tronca pensa di poter dire la sua.

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