Politica

Sardegna, vittoria di Solinas e del centrodestra: analisi delle elezioni

Chi ha vinto e chi ha perso nelle Regionali 2019. Crollo M5S, prima volta per Salvini, il Pd e un segnale da interpretare

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Andrea Soglio

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Il centrodestra vince le elezioni regionali in Sardegna 2019Christian Solinas (attorno al 48%) sarà il nuovo Governatore senza l'annunciato (dagli exit poll) testa a testa con il centrosinistra staccato infatti di 15 punti.

Battuti Massimo Zedda, candidato del centrosinistra (32,9%) e, soprattutto, Francesco Desogus (11,1%), l'uomo scelto dal Movimento 5 Stelle. Un risultato che bisogna analizzare, partito per partito. Un voto sul quale ha influito la vicenda recente degli allevatori, il voto disgiunto con lo stesso Solinas che ha raccolto meno delle liste che lo appoggiavano e le numerose liste locali che modificano le percentuali di voto dei principali partiti.

Lega

(regionali 2014 – assente; politiche 2018 – 10,8%; regionali 2019 - 11,5%)

Il risultato più evidente è che la Lega vede per la prima volta nella sua storia un suo candidato conquistare la poltrona di Presidente in una regione del sud. Un fatto amplificato ancor di più se si pensa che nelle regionali del 2014 la Lega non aveva nemmeno una lista presente.

Le buone notizie poi per Salvini sono che il partito come percentuale è cresciuto di poco anche rispetto alle politiche del 2018 (oltre il 11% parziale contro il 10,8% di un anno fa) ma di sicuro non ha “sfondato” come forse qualcuno si aspettava.


M5S

(regionali 2014 – assente; politiche 2018 – 42,48%; regionali 2019 - 9,5%)

Per una Lega che festeggia c’è sicuramente la sconfitta e pesante del M5S; in molti avevano previsto un calo ma il dato della lista parla chiaro. I grillini un anno fa in Sardegna avevano a dir poco trionfato, arrivando al 42,5%. Oggi viaggiano molto più in basso, attorno al 10%. Non è un calo, è un crollo verticale e non sono più nemmeno il partito di maggioranza relativa in Sardegna.

Ora si tratta di capire quali saranno le ripercussioni interne ed esterne. Sul Governo non dovrebbe esserci alcun effetto. Non fosse altro che proprio Salvini (alleato-avversario) due settimane dopo il voto in Abruzzo disse che i voti delle amministrative non hanno alcun valore politico.

Diverso il discorso interno al Movimento, sempre più spaccato in due e che questa sconfitta rischia di dividere ancor di più. Soprattutto non si riesce a capire chi, come e cosa possa e debbano fare i grillini per invertire questa tendenza negativa


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– Credits: ANSA/UFFICIO STAMPA

Pd

(regionali 2014 – 22%; politiche 2018 – 14,8%; regionali 2019 - 13%)

Il Pd si aggrappa alla forza, anzi alla figura del suo candidato, Zedda, che ottiene numeri superiori e non di poco alle previsioni, soprattutto superiori a quelli delle liste che lo hanno sostenuto.

Ovviamente, malgrado la soddisfazione incomprensibile di alcuni dirigenti e parlamentari, difficile vedere il bicchiere mezzo pieno; il Pd ha perso un’altra regione e restano forti nel partito le problematiche interne alla vigilia delle primarie che rischiano di trasformarsi in un altro flop.

Ma è evidente che sul Pd ricada la maggior parte dei voti persi dal Movimento 5 Stelle.

Forza Italia

(regionali 2014 – 18,5%; politiche 2018 – 14,7%; regionali 2019 - 7,7%)

“Il centrodestra unito vince” è il mantra che Berlusconi ed i suoi vanno ripetendo da mesi, dall’Abruzzo alla Sardegna. E si tratta di un’analisi politica corretta che però non guarda dentro al partito. Dove i problemi non mancano.

Il calo infatti prosegue (perso quasi il 50% dei voti rispetto alle politiche di 12 mesi fa) e a nulla sembra servire quello che per anni è stato il cavallo di battaglia elettorale degli azzurri: la figura del Presidente Silvio Berlusconi. Il leader del partito in Sardegna si è speso in prima persona per giorni e giorni ma ormai anche lui sembra aver perso il “tocco magico”.

Calcisticamente parlando si potrebbe dire che Forza Italia si è portato a casa un bel pareggio.

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