Politica

San Suu Kyi, il Nobel per la Pace anti Islam

In un incontro con il leader ungherese Orban (populista e razzista) hanno parlato di "problema della crescita della popolazione musulmana"

Aung San Suu Kyi

"I due leader hanno notato che entrambe le regioni hanno visto emergere il problema della convivenza con popolazioni musulmane in continua crescita". Firmato: Viktor Orbàn, il fascista, razzista, populista leader dell'Ungheria (che ha chiuso le porte ai migranti) e Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace. Sissignori, avete letto e capito bene.

La donna che ha dedicato la sua vita alla salvezza del suo popolo in Myanmar e che per questo è stata insignita del Nobel per la Pace si dichiara razzista e anti islamica. Come un Salvini qualunque...

La dichiarazione è arrivata qualche giorno fa nel corso di una visita della donna in Europa dove non ha voluto incontrare Macron, tantomeno la Merkel o Juncker. Nossignori; la paladina della libertà, simbolo universale della lotta per la pace ed esempio di forza assoluta di tutte le donne del mondo ha voluto parlare e stringere la mano con Orbàn per capire, comprendere e copiare il modello ungherese di lotta all'invasione islamica che a quanto pare non spaventa solo in Europa ma anche in Asia.

Caspiterina. E adesso? Come la mettiamo? Cosa facciamo con il simbolo della Pace nel mondo? Cosa direbbe oggi il buon Obama che nei suoi mandati riceveva la Kyi alla Casa Bianca con tutti gli onori del caso? Cosa direbbe oggi Bono che di lei parlava nei suoi concerti e che cantò per la Kyi durante la cerimonia di consegna del premio come "Ambasciatrice delle coscienze nel mondo, 2009"??? Come reagiscono gli intelletuali dei salotti bene italiani che la portavano sul palmo di una mano?

In Italia la frase è passata nel silenzio più assoluto. Fa però pensare come certa gente venga osannata e poi dimenticata non per quello che sono, ma per quello che dicono.

Aung San Suu Kyi è solo l'ultima vittima di questa follia collettiva che ti fa diventare simbolo, icona mondiale quando dici cose "politically correct" ma che poi, se dici qualcosa che non piace ai soliti noti, ti butta nel dimenticatoio.

Siamo però sicuri che lei se ne sarà fatta una ragione di questo voltafaccia. Non bisogna avere paura delle proprie opinioni, ci insegna oggi (da Orban) come ieri (al Premio Nobel). Forte quando ti osannano, più forte quando ti attaccano.

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