Politica

Salvini vs Calenda sui governi Gentiloni e Renzi: prove di leadership

Scontro a suon di tweet tra il segretario della Lega e il volto "nuovo" del Pd, mai così ammaccato. Cos'è successo e cosa significa

Matteo Salvini e Carlo Calenda

Simona Santoni

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Chi di tweet ferisce, di tweet perisce. Più o meno. Con il rottamatore rottamato Matteo Renzi fuori dai giochi, il Matteo ora più famoso e fortunato, Salvini, trova un altro dem con cui tirarsi strali: Carlo Calenda, che poi del Pd è soltanto da pochi giorni

Tra il leader della Lega e il ministro uscente dello Sviluppo economico si è mosso un acuminato e brillante scambio di strali tramite Twitter. Ecco com'è andato e quali prospettive future lascia intravvedere.

Matteo Salvini all'attacco

Calenda non è stato mai troppo tenero con l'ex segretario Pd Matteo Renzi, tanto che commentando la sconfitta elettorale del centrosinistra ha definito un grave errore non indicare come candidato premier Paolo Gentiloni. Il 17 marzo, però, su Twitter, ha avuto parole di miele verso il governo Renzi che, a suo dire, insieme a quello successivo Gentiloni, sarebbe stato uno dei migliori della storia italiana.

La sconfitta del Pd? Secondo Calenda sarebbe figlia della crisi dell'Occidente.

Matteo Salvini, che è uscito incredibilmente rafforzato dal voto del 4 marzo, è subito partito all'attacco, come suo solito. Si è preso gioco dell'opinione di Calenda scrivendo: "Calenda dice che i governi Renzi e Gentiloni sono stati fra 'i migliori della storia d’Italia'. Avrà fatto una colazione pesante?". 

La replica di Calenda

Calenda, che ha digerito la colazione ma meno la battuta di Salvini, ha prontamente replicato, con sarcasmo, che la digestione gli ha svegliato un incubo, ovvero Salvini che con Bagnai e Borghi discuteva delle finanze degli italiani: "Euro o non Euro, 3% o non 3%, piano A o piano B, come si mettono i dazi?, che felpa mi metto per l'Ecofin?".

Prove di leadership future

Salvini, nel vivo del braccio di ferro per il prossimo governo con l'altro vincitore, il grillino Luigi Di Maio, è il leader più in salute del centrodestra. Con la sua voce da baritono populista ha sedotto del masse del Centro Nord. Ha spazzato via Renzi, in un sol boccone, e forse l'intero Pd, mai così con le ossa rotte e dal futuro incerto. 

Sarà Carlo Calenda il volto "nuovo" che potrà risollevare le sorti dem? Sarà lui a dare lo scossone che potrà ridare linfa a un partito ammaccato e lontano dalle speranze degli italiani? Lui, a suon di tweet, si fa sentire. E chissà che lo scontro Salvini-Calenda di oggi non sia lo scontro di leadership future. Una al governo, che sarà messa alla prova del logorio del potere, una all'opposizione, che cercherà di risorgere usando la verve del dissentire. 


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