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Rosatellum 2.0: cos'è e come funziona - VIDEO

Il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge elettorale. Ecco come andremo a votare alle prossime elezioni

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Il tabellone elettronico dell'aula del Senato con il voto finale del ''Rosatellum bis'' - 26 ottobre 2017 – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il Presidente della Repubblica il 3 novembre 2018 ha promulgato la legge elettorale. Approvata alla Camera con voto a scrutinio segreto il 12 ottobre (favorevoli 375, contrari 215), il 26 ottobre ha avuto il via libera anche al Senato con voto di fiducia con 214 sì, 61 contrari, un astenuto.

Il Rosatellum bis è un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario, con turno unico e con soglia di sbarramento al 3%, evoluzione del Mattarellum e del Rosatellum semplice presentato prima dell'estate e stoppato alla Camera.

Ecco qui un video ripilogativo e, punto per punto, cosa prevede, come voteremo alle prossime elezioni e quali sono i partiti favorevoli e i contrari.

Come funziona il Rosatellum bis

- COLLEGI MAGGIORITARI: i seggi uninominali alla Camera saranno 231, pari al 36%. Al Senato saranno 102. I partiti per sostenere un comune candidato potranno dar vita a coalizioni nazionali (non circoscrizionali) che avranno una soglia di sbarramento al 10%. Il candidato che ottiene più voti ottiene il seggio.

- PROPORZIONALE: alla Camera dei restanti 399 deputati, 12 continueranno ad essere eletti nelle Circoscrizioni Estere, con metodo proporzionale, uno è eletto in Valle d'Aosta in un collegio uninominale e gli altri 386 saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Al Senato invece i 213 senatori rimasti saranno eletti 6 nelle circoscrizioni estere e 207 con metodo proporzionale.

Il testo delega il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere circa 65-70. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28 (una per Regione, 4 in Lombardia, 2 in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia).

- LA DIFFERENZA TRA CAMERA E SENATO: I seggi alla Camera vengono eletti su base nazionale mentre quelli al Senato su base regionale ferme restando per entrambi le soglie di sbarramento su scala nazionale.

- SOGLIA DI SBARRAMENTO: la soglia sarà al 3%, sia per i partiti che si coalizzano che per quelli che corrono da soli. Le preferenze date a un partito che non superi il 3% sono ripartite tra gli altri della coalizione: unico requisito è quello che il partito in questione superi l'1%. È prevista poi una soglia del 10% per le coalizioni.

- LA NORMA SALVA-VERDINI: È stato definito così l'emendamento approvato a maggioranza che riduce da dieci a cinque anni il periodo di tempo necessario per essere eletti nelle Circoscrizioni Estere per quei candidati che avessero ricoperto cariche elettive o di governo, nelle forze armate e nella magistratura dei Paesi di residenza.

- UNA SCHEDA, VOTO UNICO: differentemente dal Mattarellum, in cui c'erano due schede, una per il collegio ed una per il listino proporzionale, con la possibilità di un voto disgiunto, qui avremo una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono e dai listini corrispondenti. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

 

- PLURICANDIDATURE: ci si può candidare fino a tre collegi plurinominali proporzionali, nonchè in un collegio uninominale e in tre plurinominali proporzionali. Se si viene eletti in più collegi non è però il candidato a scegliere: se eletto con l'uninominale vncerè quel seggio, se eletto in più di un collegio plurinominale prenderà il seggio in cui la lista ha preso meno voti-

- QUOTE DI GENERE: In ogni coalizione nessuno dei due generi può superare la quota del 60% nei collegi uninominali a livello nazionale. La stessa quota è prevista per i partiti per ciò che riguarda i capilista dei listini proporzionali.

- SCORPORO: non è previsto lo scorporo come nel Mattarellum.

- CAPO PARTITO: è previsto che ogni partito indichi, insieme al contrassegno, il proprio programma e il proprio "capo". Non èinvece necessario che le eventuali coalizioni indichino il proprio "capo", che sarebbe il candidato premier.

Favorevoli e contrari

A favore del Rosatellum 2.0, il Pd, Forza Italia e Lega Nord. Il Partito Democratico si è mostrato compatto aprendo anche la porta a coalizioni di centrosinistra (il pensiero va a Pisapia e al suo Campo Progressista) mentre Forza Italia ha detto che lo voterà nonostante una spaccatura interna con un gruppo di parlamentari contrari, timorosi di perdere nei collegi maggioritari al sud dove la coalizione con la Lega non funzionerebbe, essendo il partito di Salvini molto debole. Decisa al voto, invece, proprio la Lega Nord per il motivo contrario: la convinzione di riuscire ad aumentare i saggi (al nord) attraverso il maggioritario.

Contrari al Rosatellum 2.0 il M5S, Mdp e Fratelli d'Italia. I grillini (nonostate il Rosatellum bis parte dal Rosatellum approvato anche prima dell'estate da Beppe Grillo) gridano al complotto e di una "legge anti M5S" in quanto legge che punta sulle coalizioni e che li penalizzerebbe non volendo loro coalizzarsi con nessuno. No anche da Mdp e Sinistra Italiana e Campo Progressista che preferiva il Rosatellum puro. Decisamente contraria ("Fa schifo") Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia che si oppone soprattutto alle liste bloccate nel proporzionale e alla quota minima di maggioritario.

Per saperne di più

(Questo articolo è stato pubblicato il 22 settembre 2017 e aggiornato il 9 ottobre.)

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