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Sono cinque i capi di imputazione contestati alla dimissionaria assessora all'Ambiente del Comune di Roma Paola Muraro, con riferimento all'epoca in cui era consulente di Ama, (l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti) nell'invito a comparire inviato le dalla procura di Roma. Muraro sarà ascoltata dai magistrati il prossimo 21 dicembre. Il reato contestato è di violazione dell'articolo 256 comma 4 legge 2006 (reati ambientali) in concorso, a seconda dei singoli casi, con altri quattro responsabili di singoli apparati degli impianti di Rocca Cencia e di via Salaria. Della vicenda se ne occuperà, presumibilmente, anche Beppe Grillo che domani sarà nella capitale per incontrare deputati e senatori del M5 Stelle.

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L'annuncio delle dimissioni è arrivato nel cuore della notte, direttamente dal sindaco Virginia Raggi, al termine di una lunga riunione di maggioranza.

E il video dell'annuncio, postato su Facebook, ha scatenato per tutto il giorno un'infinità di commenti in rete. Soprattutto per quella bizzarra disposizione dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, seduti alle sue spalle che guardano fisso verso l'obiettivo della videocamera.

Roma: Raggi, accetto dimissioni Muraro, a me deleghe

Un frame tratto dal video postato dalla Raggi per annunciare le dimissioni della Muraro, Roma, 13 dicembre 2016. – Credits: ANSA/FACEBOOK

"In nome della trasparenza comunichiamo tempestivamente la notifica ricevuta da Paola Muraro, rispettando pienamente quanto abbiamo sempre assicurato ai cittadini - afferma -. Attendiamo con fiducia che l'assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, sarò io ad assumere le sue deleghe".

Il popolo dei social network però non si è lasciato sfuggire l'occasione per scatenarsi in commenti e parodie.

Muraro da parte sua spiega che proprio "oggi" (ieri, ndr) tramite il suo legale, la Procura di Roma le "ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all'articolo 256 del Testo unico sull'ambiente. Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione".

Iscritta nel registro degli indagati ad aprile, l'assessore all'Ambiente era venuta a conoscenza della sua posizione giudiziaria, comunicandola alla sindaca, a luglio. Poi entrambe avevano divulgato la notizia i primi di settembre in commissione eco-mafie.

Raggi, fino ad oggi, ha sempre difeso il suo assessore nonostante più di un mal di pancia nello stesso Movimento Cinque Stelle. "Appena avremo maggiori informazioni prenderemo provvedimenti", la posizione ribadita più volte dalla sindaca. Ma evidentemente la linea garantista sposata dal Campidoglio non ha retto alla notifica dell'avviso di garanzia (che prima la Muraro aveva sempre negato di aver ricevuto).

Così Virginia Raggi oggi sottolinea: "Non sono entrata nel merito dell'avviso, ho accettato le sue dimissioni e ho assunto le deleghe alla sostenibilità ambientale. Ritengo importante infatti dare continuità all'azione amministrativa sia nel risanamento di Ama che nel rilancio di tutto il settore ambientale".

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