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Renzi: "Sull'emergenza migranti avevamo ragione noi"

Il premier ha illustrato ieri al Parlamento i temi in discussione al Consiglio d'Europa di questa sera

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Redazione

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Ieri Matteo Renzi ha illustrato alla Camera e al Senato i temi che verranno affrontati questa sera alla riunione dei capi di Stato e di governo del Consiglio Ue.
La lotta all'Isis, gli scenari siriani e turchi, la questione dei migranti, fino alla stabilità dei bilanci: questi i punti sui quali si è soffermato il premier.

Lotta all'Isis
Oggi il premier illustrerà la linea italiana anti-Isis al segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon e all'inviato speciale in Libia, Bernardino Leon, nel corso della cerimonia per il sessantesimo anniversario dell'adesione dell'Italia alle Nazioni Unite, prima di parlarne al Consiglio Ue.

Alzarsi una mattina e sganciare bombe sulla Siria "non risolve il problema". Lo insegna l'esperienza in Libia. Perché il problema sono "gli atti di terrore, l'estremismo e il fanatismo" che in forme e sotto sigle diverse colpiscono "dall'Afghanistan alla Nigeria".

E allora occorre "una grande coalizione internazionale" che si muova non secondo "un semplice elenco di azioni" ma attraverso "una strategia".

I migranti
Temi, spiega il presidente del Consiglio, come la vita dei migranti e il "nuovo ordine internazionale" non possono essere affrontate con superficialità o atteggiamento ondivago ("È un mistero - dice riferendosi al leader leghista Matteo Salvini - come si possa passare da 'tutti a casa loro' a 'li ospito nel mio bilocale'").

Economia: credibilità di chi fa davvero le riforme
E anche sul fronte economico, per tornare ad avere voce in Europa dopo anni di "compiti a casa", serve la "credibilità" che il governo sta riconquistando con le riforme.

L'Italia è l'unico paese dalla parte della stabilità
Alla vigilia del varo della manovra, il premier ribadisce che nel 2016 "scenderà la curva del debito". Un impegno che, sommato al rispetto dei parametri di bilancio e ai risultati delle riforme, fa del nostro Paese "paradossalmente l'unico o quasi dalla parte della stabilità".

Un Paese che, "con crescita positiva e prospettive di 'bel tempo'", si candida a essere protagonista da qui al 2017, anno cruciale per l'Europa tra referendum per l'uscita dall'Ue della Gran Bretagna ed elezioni in Germania e Francia.

Guida del G7
Nel 2017 l'Italia guiderà il G7 e ospiterà una serie di eventi per celebrare l'anniversario dei trattati di Roma del 1957, fondativi dell'Ue.

A quello snodo il governo italiano spera di arrivare avendo incassato quel cambio di rotta nella direzione della crescita della politica economica europea, che finora "non ha funzionato".

Perché se non si cambia direzione, neanche il cambio di governance disegnato dal rapporto dei quattro presidenti "può avere un senso".

L'immigrazione: finito Dublino
Sul fronte dell'immigrazione, Renzi rivendica di aver avuto fin dall'inizio "ragione", mentre gli altri Paesi sbagliavano. Il cambio di prospettiva di Merkel e Hollande, sottolinea, fa sì che il trattato di Dublino sui migranti sia "politicamente finito".

"Tecnicamente" però ci vorrà ancora del tempo per modificarlo e "c'è ancora molto da fare" per governare un problema "complesso" come quello dei migranti.

Strategia per la lotta al terrorismo
Ma la soluzione, sottolinea il premier, passa anche dalla ricerca di una strategia di lungo periodo nella lotta al terrorismo che dilaga dall'Oriente all'Africa.

L'impegno dei nostri militari è "vincolato da regole decise dal Parlamento", rassicura Renzi. Che non esclude in assoluto interventi armati ma dice no ad azioni "spot".

"Non servono i raid immaginati soprattutto per dare risposte alle opinioni pubbliche. Una grande coalizione internazionale è necessaria in termini di intervento culturale, aiuto allo sviluppo e lotta agli atti di terrore. Bisogna riconoscere che il problema è più vasto". Per l'Italia si parte da qui.

(ANSA).

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