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Politica

Renzi attacca non chi fa, ma chi organizza gli scioperi

Premier polemico dai microfoni di Rtl, immediata reazione dei sindacati ma anche di una parte della politica: le frasi incriminate e le dure repliche

Un colpo al cerchio e uno alla botte sugli scioperi: dai microfoni di Rtl 102.5 Matteo Renzi dice di rispettare (e come non potrebbe?) il diritto dei lavoratori a incrociare le braccia per protesta, ma attacca chi li organizza.

Le battute di Renzi
"Invidio molto quelli che passano il tempo a organizzare gli scioperi. Mi riferisco ai sindacalisti, non ai lavoratori", sono state le parole del premier all'indomani dell'annuncio dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil per venerdì 12 dicembre, mentre la Cisl ha aderito solo a quello del pubblico impiego del 1° dicembre. E ancora: "Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare gli scioperi, io mi preoccupo di creare posti di lavoro. Per chi vuol far sciopero nutro profondo rispetto, perché si tratta di un diritto costituzionale garantito, ma noi metteremo tutte le energie nel creare occasioni di lavoro. Se poi quelli che non hanno mai scioperato in passato scioperano oggi, beh... Contenti tutti. A quelli che dicono che bisogna occupare le fabbriche, noi diciamo che vogliamo riaprirle".

Le repliche di sindacati e politici
Affermazioni che hanno immediatamente destato la reazione non solo del mondo sindacale, ma anche di quello politico. Eccone alcune...

Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil: "Ho l'impressione che Renzi sia un premier molto invadente, perché mi è già successo in un altro incontro che i ministri non avevano neanche la possibilità di spiegarci se ci saremmo potuti incontrare di nuovo".

Anna Maria Furlan, segretario generale Cisl: "Lo sciopero del 1° dicembre e quello del 12 sono due cose molto diverse e il presidente del Consiglio farebbe bene a distinguere. Lo sciopero della pubblica amministrazione è uno sciopero chiaro con un obiettivo chiaro: il rinnovo del contratto fermo da sei anni. Come ogni altro datore di lavoro, anche lo Stato deve firmare un contratto con i suoi dipendenti".

Giovanni Barozzino, capogruppo Sel in commissione lavoro: "C'è sempre una giusta causa per poter licenziare un lavoratore: un post su Facebook, come nel caso della dipendente della multinazionale Nestlè-Perugina, l'appartenenza a un sindacato scomodo, una malattia grave, una gravidanza e così via... Purtroppo la cultura che si sta affermando è quella secondo cui il datore di lavoro è il padrone e può fare quello che vuole... La verità è che a Renzi serve solo un trofeo per l'Europa e poco importa se per questo si devono sacrificare i lavoratori".

Emanuela Munerato, vicepresidente della commissione lavoro a Palazzo Madama per la Lega Nord: "Renzi deve smettere di fare l'idiota. Continua a inanellare battutine stupide per attaccare i lavoratori. C'e' gente esasperata pronta a scioperare e che è disposta a non guadagnare per far sentire la propria voce. Persone, lavoratori che meritano il rispetto di tutti a partire dal leader del partito democratico".

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