Renzi: la riforma del lavoro è questione di giorni

Premier a ruota libera in un'intervista a Ballarò: "D'Alema? Tutte le volte che parla, io guadagno consensi"

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite di 'In Onda' su La7 – Credits: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Redazione

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Sul Jobs act Matteo Renzi sente di aver vino, e lo dimostra nell'intervista rilasciata alla trasmissione Ballarò: "Abbiamo votato, ora la riforma del lavoro è questione di giorni, non più di anni come in passato, e la faremo comunque".

La leader Cgil Susanna Camusso promette un autunno caldo, dice che "non e' finita qui" e giura al Jobs act "una strada costellata dalla mobilitazione"?. "Tutto deve cambiare in Italia e cambieremo", tira dritto Renzi. Il sindacato pensa allo sciopero? "Legittimo. Ho grande rispetto per i sindacati. Ma dov'erano negli anni in cui si creava il precariato e i diritti dei ragazzi venivano cancellati? Tornano in piazza ora? Bene! Viva! Che bello! Ma io nel frattempo non mollo", dice a Ballarò 

E D'Alema? "Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, tutte le volte che parla guadagno un punto nei sondaggi. Se quando al governo c'era D'Alema avessimo fatto la riforma del lavoro come hanno fatto in Germania o nel Regno Unito non saremmo ora a fare questa discussione", liquida l'ex premier. E intanto ricapitola: "Con il tfr in busta paga uno che guadagna 1.300 euro ha un altro centinaio di euro al mese, che uniti agli 80 euro del bonus inizia a fare una bella dote", circa 180 euro.

"I precari, le mamme che non avevano i diritti, il cassintegrato di 55 anni buttato fuori": di questi Renzi promette che si occuperà, non "dei soliti noti", perché "il lavoro non è un diritto ma un dovere". Ma la battaglia vinta ieri in direzione non è l'unica che il premier dovrà combattere, per la sua rivoluzione copernicana del mercato del lavoro. "Un imprenditore deve poter scegliere un lavoratore e, se decide che è necessario, poterlo licenziare", ribadisce mentre la minoranza Pd affila le armi e chiede conto delle coperture finanziarie. Perché se Renzi con la sua riforma vuole liberare le mani agli imprenditori (potenziali elettori del suo Pd tanto quanto i lavoratori), l'aumento delle tutele che promette costerà a suo stesso dire un miliardo e mezzo di euro (almeno dieci volte di più, per D'Alema).(ANSA).

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