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Politica

I motivi della condanna di Soru

L'ex patron di Tiscali ha ricevuto tre anni di pena per aver evaso 2,6 milioni di euro. Si è già dimesso da responsabile sardo del PD

E' stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale il patron di Tiscali Renato Soru. La sentenza è stata emessa dal giudice del tribunale di Cagliari Sandra Lepore.

Il pm Andrea Massidda aveva sollecitato una condanna a quattro anni dell'europarlamentare, accusato di una evasione di 2,6 milioni di euro nell'ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali. "Non mi aspettavo questa sentenza, mi aspettavo di essere assolto, credo sia una sentenza ingiusta", ha detto appena uscito dall'aula, annunciando che non si arrenderà e che
ricorrerà in appello. "Non credo di aver commesso reati - ha ribadito - spero che la decisone venga ribaltata nelle altre fasi del processo".

Poi la decisione di dimettersi dall'incarico di segretario regionale del Pd.

La vicenda giudiziaria
Renato Soru era sotto processo a Cagliari in qualità di patron di Tiscali. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza erano scattate dopo un servizio della trasmissione Anno Zero andato in onda nel 2009.

Secondo il pm Andrea Massidda, che aveva sollecitato una condanna a quattro anni, la cifra evasa, ai fini della confisca, ammonta a 2.613.401 euro.

Durante la requisitoria il pm aveva ricostruito nel dettaglio la vicenda giudiziaria di Soru che si concentra in particolare su un prestito fatto da Andalas Ldt, società di Soru, a Tiscali.

Un prestito che, secondo l'accusa, avrebbe generato interessi non dichiarati e dunque un'evasione. Il pm durante la requisitoria era stato duro: "A cosa poteva servire Anadalas Ldt, se non ad evadere, esattamente come ipotizzato dalla trasmissione Anno Zero".

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle, infatti, erano scattate dopo un servizio della trasmissione di Michele Santoro nel 2009. Un servizio giornalistico incentrato su una serie di operazioni finanziarie condotte da operatori italiani all'estero. Secondo l'accusa la Andalas Ldt con sede a Londra aveva un capitale sociale di due sterline, non era operativa e non avrebbe pagato imposte né nel Regno Unito né in Italia, ma sarebbe stata utilizzata solamente per prestare circa 27 milioni di euro a Tiscali.

"Ovvero Soru che presta i soldi a se stesso", aveva detto in aula il pm titolare dell'inchiesta aperta nel 2010. La società inglese operava con un conto italiano sul quale venivano incassati i soldi della restituzione del prestito a Tiscali e gli interessi.

Il tentativo di difesa di Soru
"Sono sempre stato onesto e trasparente - aveva detto in aula Soru discolpandosi - per questa vicenda ho già versato un milione e mezzo, ma con Equitalia sono impegnato a pagare ormai quasi 11 milioni di euro". Poi rivolgendosi direttamente al giudice aveva dichiarato: "mi pare che io stia gia' pagando, qualunque cosa decida". Le sue parole non sono servite ad evitare la condanna a tre anni. Il giudice ha dichiarato per lui "l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l'interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria, nonchè l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione". Tutto per la durata di due anni, mentre ha dichiarato di non dover procedere per quattro dei dieci capi di imputazione perchè i reati sono prescritti.

Proprio la prescrizione potrebbe essere un elemento importante per il ricorso in appello: se non venisse fissato entro aprile del prossimo anno, per alcuni reati commessi dopo gennaio 2008 non si potrebbe procedere.

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