Politica

Regionali in Sicilia, chi è Giancarlo Cancelleri e perché è l'«ultima chance» del M5s

Fedelissimo di Di Maio, è considerato il candidato giusto per allontanare le polemiche interne. L'isola prova generale dell'assalto al governo del paese

Giancarlo Cancelleri

Simona Santoni

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Le regionarie hanno dato - e ripetuto - il loro verdetto. È ancora una volta Giancarlo Cancelleri il candidato del Movimento 5 stelle che correrà per le elezioni regionali siciliane, in programma il 5 novembre per scegliere il nuovo governatore e i parlamentari regionali. 

Il quarantaduenne di Caltanissetta ci riprova, dopo che nel 2012 fu battuto da Rosario Crocetta, governatore in carica. "È l'ultima chance": grida il leader pentastellato Beppe Grillo. Una sorta di ultimatum. Verso il governo. È dalla Sicilia che parte l'assalto all'Italia. Ma forse anche il rischio più grosso del Movimento.

Ecco perché il M5S punta tutto sulla Sicilia e su Cancelleri. 

Chi è Giancarlo Cancelleri

42 anni di Caltanissetta, geometra, Giancarlo Cancelleri è un fedelissimo di Luigi Di Maio. Molto vicino ai vertici pentastellati, è un esponente dell'ala pragmatica del Movimento. Il suo legame con Grillo inizia nel 2008, quando organizzò un Vaffa Day nella sua città, dove quindi fondò i "Grilli Nisseni" e il M5S locale. 

La sua vittoria è stata annunciata domanica 9 luglio davanti una folta platea di grillini riuniti, da un palco allestito come fosse una scenografia di un teatro greco, a Castello a Mare di Palermo. A votare on line, tramite la piattaforma Rousseau, sono stati 4.350 iscritti. Cancelleri, dato per favorito, ha stravinto: il 51.1% dei voti, ovvero 2224 voti, contro gli altri 8 candidati in corsa (secondo classificato Giampiero Trizzino con 742 voti).

Quando si presentò per la prima volta nel 2012, Cancelleri non riuscì a diventare governatore ma il M5s fu il primo partito con oltre il 14% e 15 seggi. La Sicilia divenne la roccaforte grillina

Gli obiettivi di Cancelleri

Se sarà eletto governatore, in cima all'agenda di Cancelleri ci sono il taglio dei vitalizi e dei privilegi e la riduzione degli stipendi ai deputati regionali, in pieno stile grillino.

Tra gli obiettivi di Giancarlo Cancelleri anche il reddito di cittadinanza (altra battaglia cara al M5s) e forte attenzione a sanità, impese e infrastrutture. "Penso a partnership con investitori privati per modernizzare la rete ferroviaria", dice al Corriere della Sera.

Alleanze? In teoria non ne vuol sentir parlare, ma con il sistema siciliano avere la maggioranza assoluta è un miraggio: "Metteremo dieci punti sul piatto e vediamo chi ci vuole stare". Basta al tempo della spartizione delle poltrone e della Sicilia, è il suo mantra. 


Che cosa significa la sua candidatura per il M5s

Gli attivisti del Movimento 5 stelle lanciano un sospiro di sollievo. Giancarlo Cancelleri è un candidato che piace tanto a Grillo, Casaleggio Junior & Co, che sorridono.

La sua vittoria allontana le polemiche e tiene alla larga potenziali candidati dissidenti come Alì Listì Maman, l'avvocato di origini nigerine che si era ritirato dalle Comunali, in aperto contrasto con il M5Ss, e che ora ha ottenuto solo 111 voti, settimo su nove. 

Ancora pesano sugli umori degli iscritti e di potenziali elettori i casi Pizzarotti a Parma, estromesso dal Movimento e riconfermatosi sindaco, e Cassimatis a Genova, votata dalla base M5s come candidata sindaco ma sconfessata dall'uterino Beppe.

Perché per il M5s è l'ultima chance

"Italiani, ora è il momento, questa è l'ultima chance, io non ci tornerò più a nuoto". A dirlo è Beppe Grillo, che lancia la conquista del M5s dell'antica Trinacria. Cinque anni fa, il 10 ottobre 2012, il comico aprì la campagna pentastellata per le Regionali percorrendo a nuoto i 3 chilomentri dello Stretto di Messina che separano la Calabria dalla Sicilia.

Ora la direzione vuole essere opposta: dall'isola all'Italia, verso il governo. Per Grillo le regionali sono l'ultima occasione offerta ai siciliani per cambiare il volto della politica sicula, eleggendo degli "incensurati". Ma sono anche l'ultima occasione per cambiare l'Italia. 
"Dalla Sicilia partono le rivoluzioni in Italia", è la convinzione di Di Maio, vicepresidente della Camera dei deputati che molto probabilmente sarà il candidato premier grillino alle elezioni politiche della primavera prossima.

Il Movimento è ormai nella fase 2, quella dell'andare a governare. "Prendiamo la Sicilia e nel 2018 vinciamo", è il grido di battaglia di Grillo. La sfida siciliana sarà probabilmente il laboratorio di quello che cercherà di fare il M5s a livello nazionale. Per governare nell'isola, vista la legge elettorale siciliana, le alleanze saranno probabilmente fondamentali. I pentastellati dovrebbero cimentarsi con questo loro grande spauracchio, impresa più facile da raggiungere a livello locale, vista la presenza di liste civiche non legate ai partiti tradizionali. E chissà che poi non tentino di replicare l'esperimento anche con le politiche.

Se un quinquennio fa il Movimento sembrava una scommessa, ora si sente maturo e solido (e probabilmente incurante della sconfitta alle recenti comunali). "La Sicilia ancora una volta ispirerà un percorso nuovo del M5s e del Paese", è certo Di Maio.

Ma quell'"ultima chance" di grillino impeto risuona anche di un'eco diversa, che sa di "vincere o morire". Dopo aver preso il Campidoglio, con gli scarsi esiti e i tanti scandali della sindaca Virginia Raggi, il M5s, prima ancora di governare, deve dimostrare di saper governare. La Sicilia, terra gentile che nel 2012 gli regalò tante soddisfazioni, può essere una bella vetrina per cancellare i malumori romani e i dubbi, sempre più forte negli italiani, che i pentastellati siano più bravi in parole che in fatti. 
Vincere in Sicilia può essere davvero un'"ultima chance". Per non morire.

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